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Elisabetta Cipriani dedica una mostra ai gioielli di Ai Weiwei

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A volte sono le cose drammatiche ad ispirare un artista. Questa volta è Ai Weiwei a tradurre in arte ciò che ha colpito la sua sensibilità: le macerie dei grattacieli distrutti dal terremoto di Wenchuan, nello specifico l’acciaio contorto rimasto a testimonianza di una catastrofe che poteva forse registrare danni minori se le strutture fossero state costruite con i dovuti criteri. Il sisma uccise 70.000 persone, tra cui tantissimi bambini morti nel crollo delle loro scuole. Ai ha utilizzato l’oro, materiale praticamente inattaccabile nel tempo, in contraddizione con l’improvvisa distruzione, conseguenza dei regolamenti edilizi non rispettati. L’artista cinese ha ricreati i “tondini” con una specifica lavorazione rendendo il metallo morbido, tanto da essere modellato per essere indossato come si vuole.

Questi pezzi unici, realizzati in due lunghezze diverse, 60 e 20 centimetri, saranno fino al 16 gennaio, nello spazio londinese di Elisabetta Cipriani.

La mostra coincide con la prima grande indagine istituzionale del lavoro di Ai Weiwei mai tenutasi nel Regno Unito, alla Royal Academy of Arts di Londra (19 Settembre – 13 dicembre 2015).

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