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Elisabetta Cipriani – Ai Weiwei, un dialogo a due sul potere dell’arte

Una riflessione sull’esistenza, sulla dualità della natura umana

L’artista più famoso della Cina esplora le questioni contemporanee, tra cui la migrazione e la privazione della libertà.

Elisabetta Cipriani, della Elisabetta Cipriani Gallery di Londra, ha incontrato Ai Weiwei per il suo nuovo progetto di wearable art che questa volta ruota su due gioielli agender, Ring W e Ring M, una riflessione sull’esistenza, sulla dualità della natura umana mossa tra gentilezza e crudeltà raccontate attraverso icone della società di oggi. Questa volta si è ispirato agli antichi geroglifici egizi e alla lavorazione dell’oro in Grecia.

Una volta hai detto che “l’arte è un atteggiamento o uno stile di vita, un tipo di attività, ma che considerarla come una professione è un pò “discutibile”. La definizione di arte stessa è stata rivalutata più e più volte in oltre cento anni. Secondo te, qual è il ruolo di un artista nel 21esimo secolo?

La mia filosofia è fare come ti piace. Questo vale per qualsiasi periodo di tempo. Non penso che ci sia una differenza.

A proposito dell’età moderna, hai menzionato che consideri le moderne piattaforme di social media, come Twitter, come forma contemporanea di poesia a causa del limite di parole, che richiede agli utenti di comunicare le loro idee in modo rapido ed in maniera efficiente. Allo stesso modo, la gioielleria è un’altra forma di espressione, che, per la sua funzione e dimensione, ha anche delle restrizioni chiare. In che modo i vincoli del gioiello come medium hanno influenzato la tua espressione artistica nel tuo ultimo progetto d’arte indossabile, Ring W e Ring M?

I gioielli sono una dichiarazione di bellezza, carattere e ideologia. I buoni gioielli riflettono sempre certe idee.”

Ring W e Ring M contengono simboli che sfruttano temi universali di migrazione. I geroglifici scolpiti a mano riflettono sia la tua esperienza personale come migrante, sia la tua ampia ricerca sull’argomento, che esplori nel tuo film del 2017 Human Flow. I pezzi sintetizzano potentemente i vari aspetti dell’esperienza umana migratoria, che hanno plasmato il genere umano dall’inizio dei tempi. Puoi dirci di più sul dialogo tra l’iconografia antica e moderna inserita nel tuo progetto di arte indossabile?

L’anello è sempre stato un potente simbolo. È la manifestazione fisica di un voto o un giuramento. Ring W e Ring M hanno questa stessa funzione. Il progetto riguarda il mio coinvolgimento e la comprensione della tragedia che affronta l’umanità oggi; è una testimonianza e una prova della nostra storia condivisa. I simboli incastonati negli anelli attingono ai geroglifici egizi. Allora, gli egiziani usavano le immagini per trasformare le idee della mente. Questa funzione delle immagini non è mai cambiata. Le espressioni sono cambiate, ma il contenuto rimane lo stesso.”

In che modo il tuo approccio all’arte da indossare è cambiato da quando hai creato il tuo primo pezzo di arte wearable, Rebar in Gold, nel 2013?

I due lavori trattano argomenti molto diversi. Sono stati concepiti durante diversi periodi di tempo, in luoghi separati e in scale diverse. Ciò detto, entrambi i progetti affrontano la nostra memoria collettiva; entrambi hanno gettato le nostre condizioni socio-politiche in una forma direttamente correlata al corpo umano. Il potere dei gioielli sta nel modo in cui un individuo può indossarlo.

I processi mentali e le ispirazioni dietro i giudizi estetici sono un concetto importante alla base della tua pratica artistica. Ad esempio, nella tua famosa serie di fotografie Dropping a Han Dynasty Urn (1995), sei raffigurato mentre distruggi un antico manufatto di 2000 anni fa. In seguito hai descritto che questo era, in realtà, un atto di scoperta in opposizione alla distruzione; un invito a ripensare i valori culturali e le gerarchie incorporate nel giudizio estetico. In che modo la creazione di gioielli ha rimodellato il tuo modo di guardare l’arte?

I gioielli sono un oggetto intimo. I gioielli possono essere una cosa molto personale con cui essere associati. Non funziona come l’arte in un museo o in uno spazio pubblico.”

La scelta dei materiali è una caratteristica che definisce la tua arte. Per creare il tuo pezzo, Straight, per la Royal Academy of Arts di Londra hai utilizzato 90 tonnellate di barre di rinforzo in acciaio prelevate dal sito del terremoto del Sichuan del 2008. Queste aste sono state appositamente raddrizzate a mano per la mostra. Allo stesso modo, il tuo potente progetto di arte indossabile, Rebar in Gold (2013) risponde anche a questo tragico evento. Significativamente, il braccialetto è in oro 24 kt – la forma più pura d’oro. Cosa ha influenzato la tua decisione di usare l’oro?

https://www.preziosamagazine.com/elisabetta-cipriani-dedica-una-mostra-ai-gioielli-di-ai-weiwei/

Mi piace l’idea dell’oro. Ha una qualità unica. L’oro puro 24kt racchiude le qualità di ciò che l’oro rappresenta. È morbido, facilmente modellabile. L’oro non arrugginirà o non si ossiderà. Rimarrà lo stesso anche dopo mille anni. Mi piace anche il colore.

Un altro prezioso materiale da cui sei ripetutamente attratto è la giada. Oggi sei uno dei più grandi collezionisti di giada antica. C’è un significato personale che associ a questa pietra?

La giada è liscia e pura. Può essere intagliata e può contenere un’immagine. Non è lucido o riflettente. Non è completamente trasparente come altre pietre preziose. Mi piace come la giada si relaziona con il corpo. C’è una sensazione tranquilla e naturale.

Hai lavorato con molti mezzi artistici diversi, tra cui architettura, film, scultura, installazione e performance, per citarne alcuni. Cosa ti è piaciuto di più della creazione attraverso il potente mezzo di gioielleria?

I gioielli sono personali, privati ​​e riservati. Non richiedono quasi nessuna spiegazione.” 


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