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Elena Fantini vincitrice di “Un gioiello per la vita” con “Libertà del Cuore”

Gioiello Comunicazione” è il progetto ideato dalla jewellery designer Sandra Ercolani, teso a dare visibilità al gioiello contemporaneo libero dagli schemi, e del quale Preziosa Magazine è Media Partner.

Ne è nato un primo concorso artistico nazionale: “Un Gioiello per la Vita”, che punta i fari sulla lotta contro la violenza sulle donne. La giuria di esperti – composta da Sandra Ercolani, Flaviano Celaschi architetto  e professore ordinario di disegno industriale dipartimento di architettura, Silvia Cipelli architetto, Anna Forte, designer e orafa e Sandra Bozzarelli, titolare e responsabile della galleria  d’arte contemporanea “Il Lepre” di Piacenza -, ieri 8 marzo, in occasione dell’inaugurazione, che ha dato il via ad una mostra itinerante in 5 tappe durante le quali i visitatori potranno votare il proprio artista preferito (il vincitore della giuria popolare sarà comunicato nella serata di conclusione del 24 settembre alla sala Novara del Palazzo Comunale di Pianello Val Tidone), ha assegnato il massimo del punteggio secondo valutazioni di indossabilità, attinenza al tema, ricerca, originalità e tecnica a Elena Fantini per “Libertà del Cuore”, un pendente in bronzo realizzato con la tecnica della fusione a cera persa che racconta l’instancabile rinascita delle donne come ha spiegato l’artista: […] È evidenziata con il cuore spezzato, attraverso due texture, e con la figura femminile che, pur essendo chinata in segno di dolore, con la mano destra allontana le ferite e con volto fiero e lunghi capelli ricci a spirale, simbolo di rinascita, trasformati in ali come risveglio della forza vitale, lascia volare il suo cuore verso la libertà.”

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Progetto del pendente “Libertà di cuore” di Elena Fantini

Elena Fantini è un architetto impegnato nell’ambito dell’urbanistica e della pianificazione territoriale nell’Amministrazione Pubblica. Ama il suo lavoro perché è incentrato sui processi di tutela e trasformazione del territorio, ma ha voluto comunque dare spazio alla sua grande passione per il design, in particolare quello del gioiello, ed ha scelto per questo di frequentare la Scuola Orafa Ambrosiana di Milano.

La mia grande passione sono i gioielli e in particolare la tecnica della fusione a cera poiché mi da la possibilità di esprimere al meglio la mia creatività e filosofia progettuale, diventando pertanto la tecnica che prediligo e che ho utilizzato nelle collezioni più recenti. L’idea nata da uno schizzo, lavorando la cera, con tecniche e strumenti specifici, viene trasformata in un modello tridimensionale, poi utilizzato per la fusione (fusione a cera persa), nel metallo preferito; alla fusione seguono rifinitura ed eventuale incastonatura delle pietre. Modellando la cera, amo creare pezzi unici, non ripetibili, magari simili ma mai uguali, per raccontare una storia, un momento, un’emozione, ispirandomi a luoghi particolari, natura, persone, arte, o semplicemente guardando ciò che mi circonda.

Attraverso simboli, similitudini o metafore, i miei gioielli diventano “storie” da indossare; ed è proprio il messaggio che comunicano che li rende unici e preziosi, indipendentemente dai materiali utilizzati. I pezzi fusi in argento, bronzo, rame, sono quasi sempre arricchiti da pietre preziose e semipreziose, tagliate o grezze, che contribuiscono con i loro colori ad esprimere positività ed energia ed a volte indirizzano il design delle forme.

Adoro creare per le persone che conosco, cercando di catturarne emozioni e sogni, ma anche lasciare a chi indossa un mio gioiello, la possibilità di interpretare il messaggio che cerco di dare, facendolo proprio.

Accade, a volte, che la mia formazione professionale, nel settore della pianificazione territoriale, e la passione per il design del gioiello si avvicinano, quasi a fondersi; è proprio in quei momenti che le mie creazioni diventano il risultato di una riflessione in merito alle analogie fra il processo di cambiamento di un luogo, di un paesaggio e la vita umana, comunicando il sentimento, lo spirito che il luogo stesso trasmette, quasi un invito a guardare il mondo con occhi nuovi per riscoprire se stessi. Una sfida interpretativa al fine di preservare le peculiarità ed evitare l’omologazione.”

gioiellocomunicazione.webnode.it

 

 


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