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Editoriale: E i gioiellieri stanno a guardare

Strategia comune del Salone del Mobile e Pitti Uomo, con l’aiuto delle istituzioni locali, nella realizzazione di una campagna promozionale, a sostegno di due momenti centrali della creatività italiana

Giovanni Micera direttore di Preziosa Magazine

Nei giorni scorsi, attraverso un post su facebook, avevo sollecitato la costituzione di un tavolo di crisi a sostegno del nostro comparto. A mio avviso, mai come in questo momento, è necessario avere un unico fronte nel sistema fieristico, dagli industriali ai commercianti e tutto il mondo dell’artigianato e delle PMI, per creare insieme oltre ad una strategia contenitiva  un soggetto rappresentativo in grado di dialogare con le istituzioni nazionali e locali. Come spesso succede in questi casi la mia indicazione non è stata interpretata da tutti nel modo giusto, e di questo ce ne siamo fatti una ragione.

La cronaca di ieri ci insegna però che, quello da me auspicato in altri settori attigui, è diventato realtà. Infatti, il Salone del Mobile e Pitti Uomo, coordinati dai rispettivi assessori comunali di riferimento (assessore alla Cultura, moda e design del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi e l’Assessora a Politiche del lavoro, Attività produttive del Comune di Milano Cristina Tajani) stanno valutando la realizzazione di una campagna di comunicazione a sostegno delle due iniziative, che si svolgeranno contemporaneamente a giugno ma in due piazze diverse. “Ho pensato subito di fare di necessità virtù – ha spiegato l’assessore Sacchi all’Adnkronosattraverso una strategia di comunicazione, racconto e promozione di questi due momenti centrali per la creatività. Mi sono domandato perché non farli insieme e creare la prima campagna comune tra Pitti e Salone del Mobile, tra Firenze e Milano? Per la prima volta nella storia si potrebbe provare a lanciare una campagna comune tra due città che si trovano a meno di due ore di distanza l’una dall’altra grazie all’alta velocità”.

Bravi! Un’iniziativa lodevole che sicuramente aiuterà il nostro made in Italy e tutto il sistema moda ma soprattutto un segnale tangibile di vicinanza al mondo produttivo.

Nel frattempo nel comparto della gioielleria, player fieristici importanti trovano normale sovrapporsi ad altri, il mondo associativo latita e l’intera filiera rischia di implodere nel silenzio più totale.

Il gioiello italiano merita ben altro.


2 commenti

  1. Emanuela says:

    Sono una artigiana orafa e condivido pienamente l’ articolo il comparto orafo stenta ad aprirsi a nuove alleanze come gli altri comparti ,forse si sente superiore ? Forse è giunto il momento di cambiare rotta altrimenti questo sarà il colpo di grazia e non ce lo meritiamo!Facciamo qualcosa per cambiare questa situazione e questa è l’ occasione giusta!


  2. massimo says:

    Caro Giovanni,
    come sai da tempo ho abbandonato ogni incarico all’interno delle Associazioni di categoria. Opinioni e punti di vista molto divergenti. Naturalmente continuo a fare il Gioielliere “solitario”; del resto è il mio mestiere. E continua a piacermi e ad appassionarmi, nonostante tutto e tutti. Quindi cerco di seguire ciò che accade nel nostro mondo e in altri “paralleli”. Leggo sempre con interesse i tuoi editoriali, ma quello di oggi più che interesse ha suscitato amarezza e sconforto, non potendo fare a meno di constatare che nulla è cambiato, l’immobilismo regna, le idee riformiste e progressiste mancano, e tutto è lasciato in balia della corrente. Una nave senza timone ne timoniere. Non amo fare la Cassandra, ma non potrà durare ancora a lungo. Tutto quello che accade lo predicavo già molti anni fa e si sta avverando. E lo stiamo subendo invece di gestirlo. E come sempre gestire problemi in emergenza è molto, molto più difficile e oneroso che farlo in momenti in cui certi sforzi costerebbero molto meno.
    Non posso che unirmi al tuo plauso per le strategie che il settore moda tenta di realizzare guardando a loro con un po’ di invidia. Un settore al quale noi non saremmo e non dovremmo essere estranei ma complementari, ma dal quale siamo ancora lontani anni luce sotto ogni aspetto.
    Posso solo augurarmi che qualcosa si muova, o che comunque qualche briciola di utilità dalle attività altrui cada anche per noi.
    Come dici tu, il Gioiello Italiano merita ben altro, ma anche i Gioiellieri e gli Artigiani orafi…..
    Grazie di avermi ospitato. Massimo Cicala


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