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Eccellenze e creatività, dalla Fondazione Altagamma la proposta di un brand per Milano

Presentati ieri gli outlook economici relativi al comparto del lusso: bene gioielli e orologi; boom del retail e dell’on line. Nel 2014 i consumi cresceranno ancora

Da sinistra: Severino Salvemini, Andrea Illy, Cristina Tajani, Piero Bassetti, Claudio Luti e Mario Boselli

Un brand per Milano come capitale della produzione creativa italiana: questa la proposta emersa dal convegno di presentazione dell’’Osservatorio Altagamma 2013, annuale appuntamento che fotografa l’industria mondiale del lifestyle di eccellenza. La giornata si è infatti aperta con la tavola rotonda “Milano e le eccellenze creative”: un modo per potenziare il comparto del lusso – che, secondo i dati presentati ieri sul 2012 ha rallentato la crescita, ma ha guadagnato di più – che parta dalla capitale italiana della moda.

“Abbiamo voluto integrare il tradizionale momento di riflessione sui mercati del luxury con un dibattito sulla promozione delle nostre eccellenze creative. Un tema centrale del nuovo Programma Strategico di Altagamma – ha dichiarato Andrea Illy, Presidente di Fondazione Altagamma (nella foto a sinistra) -. Valorizzare il ‘Made In’ in ogni sua espressione è indispensabile per la nostra competitività globale e peraltro le imprese di alta gamma esportano in percentuale il doppio delle altre imprese nei vari settori di riferimento. Si tratta dunque di patrimoni creativi, culturali e imprenditoriali da salvaguardare in un’ottica di sistema. Il progetto di un brand per Milano è coerente con questo approccio e testimonia l’efficacia di una collaborazione fra pubblico e privato, fra associazioni e fra imprese”.

Il progetto di un brand per Milano – il prossimo 5 dicembre saranno presentate due proposte – è stato lanciato da Altagamma, Camera della Moda, Cosmit e dall’Assessorato alle politiche per il Lavoro, Sviluppo Economico, Università e Ricerca del Comune di Milano.

“I risultati positivi fatti segnare nei diversi comparti, anche in un momento di congiuntura economica difficile come quella attuale, dimostrano come nel mondo vi sia una crescente domanda di eccellenza e di Made in Italy – ha detto Cristina Tajani, Assessore alle Politiche per il lavoro del Comune di Milano-. Come Amministrazione, siamo impegnati nel favorire la cooperazione tra settore pubblico e operatori per valorizzare al meglio la competitività dell’intera industria creativa, affiancando dove possibile anche l’immagine della città, perche Milano è indissolubilmente sinonimo di eccellenza, creatività e qualità”.

Presente anche Mario Boselli, presidente di Camera Moda (nella foto a destra), che plaude all’iniziativa di Altagamma sottolineando come la moda “certamente rappresenti la massima espressione dell’eccellenza. Camera Nazionale della Moda Italiana è lieta di partecipare con gli altri attori del sistema per il sostegno di Milano quale realtà e quale brand in grado di competere con successo con città del peso di Parigi e Londra, due vere capitali, e di New York che, se ben ci pensiamo, è per certi aspetti più di una capitale.” 

“Se vogliamo vincere le sfide sul piano internazionale e affermare il nostro sistema industriale dobbiamo impegnarci ‘insieme’ per riconoscere la centralità di Milano che è insita nella vitalità stessa della città – ha sottolineato Claudio Luti, presidente di Cosmitvalorizzata dalle sue tante eccellenze dalla moda al design, dall’arte alla cultura, dalla formazione alla cucina. E’ quello che fanno le altre città del mondo, ovvero essere uniti, istituzioni e privati, per fare ‘sistema’.  E ora più che mai, con Expo 2015 alle porte, per Milano e per il nostro Paese fare sistema diventa indispensabile.

Nel corso dell’evento sono stati chiamati a far parte dell’International Honorary Council di Fondazione Altagamma quattro nuovi membri fra cui, per la prima volta, due italiani: Gillo Dorfles, filosofo e critico d’arte, e Gualtiero Marchesi, il primo cuoco italiano di fama internazionale. A loro si affiancano Michael Ward, Managing Director di Harrods e Lusink Oger, CEO del Fashion Retailer olandese OGER.

Ma qual è lo stato di salute del comparto del lusso in Italia? Buono e in via di ulteriore miglioramento, secondo i numerosi outlook che la Fondazione Altagamma ha preparato insieme a partner come Bain & Co, SDA Bocconi e i maggiori analisti internazionali specializzati. I consumi di alta gamma sono cresciuti, nel mondo, del 2%: si arriva addirittura al 6% se non si considera la fluttuazione delle valute, al momento sfavorevole per l’Euro. E’ una delle evidenze emerse dal Monitor Altagamma sui Mercati Mondiali realizzato dalla Fondazione con Bain & Company.Si prevede che nel 2013 l’industria del lusso avrà raggiunto la cifra dei 217 miliardi di euro a tassi di cambio correnti.

Meglio il canale retail: gli outlet e il canale online proseguono il loro viaggio a doppia cifra, con l’e-commerce che ormai rappresenta il 4% del mercato globale. La categoria più performante on-line è quella delle calzature, soprattutto da donna. Gli accessori crescono più degli altri prodotti (previsioni 2013 per borse e piccola pelletteria a 36 miliardi di euro, più Scarpe a 13 miliardi), mentre decelera rispetto agli scorsi anni il comparto hard luxury: si prevede che nel 2013 avranno fatto guadagnare 13 miliardi di euro. Nell’abbigliamento il segmento maschile si mantiene più dinamico (previsioni per l’anno, 27 miliardi di euro).

Dal punto di vista geografico, l’Asia, pur rimanendo un importante driver di crescita (+4%), cede il posto per tasso di crescita al Resto del Mondo (+6%), guidato dal Medio Oriente, con Dubai nuova meta mondiale dello shopping di lusso.Il nuovo motore trainante per tasso di crescita è il Sud Est Asiatico (+11%), che ha superato la Cina (+2,5%) soprattutto a Singapore, in Malesia, Indonesia, Vietnam e Thailandia. Nel complesso, i consumatori cinesi si confermano come prima nazionalità del lusso, raggiungendo quasi il 30% del mercato globale, tra consumo locale e turistico. Anche l’Europa cresce (+2%), spinta soprattutto dai turisti, che in Italia rappresentano metà del mercato (e di più nel Regno Unito e in Francia).

“La super-crescita degli ultimi anni era destinata a calmierarsi – afferma Claudia D’Arpizio, partner di Bain e autrice della ricerca -. Il lato positivo per i brand di lusso è che adesso potranno spostare la loro attenzione dal tenere il passo con il presente a pianificare il futuro”. Lo studio ha evidenziato, inoltre, che nel lungo periodo i brand italiani hanno conquistato quota di mercato, passando dal 21% del 1995 al 24% di oggi, quasi eguagliando la quota del 25% dei brand francesi. Ma in un mercato che si sta consolidando, sono le holding francesi a rappresentare la forza trainante controllando oggi il 29% del mercato rispetto al 25% del 1995.

Il Fashion&Luxury Insight realizzato da SDA Bocconi e Altagamma ha invece acceso i riflettori in particolare sulle grandi imprese internazionali della moda e del lusso quotate nelle borse di tutto il mondo con fatturati superiori ai 200 milioni di euro, mostrando una crescita rallentata (fatturati dal 13% all’8%) ma con guadagni maggiori derivanti sia dalla redditività degli investimenti sia dalle vendite.

In questo contesto le imprese italiane crescono più delle altre. “La scomposizione dei risultati per area geografica – ha precisato Nicola Misani della SDA Bocconi (area Strategia e Imprenditorialità) – indica che le imprese italiane del settore crescono più velocemente di quelle del resto del mondo, grazie ai risultati di imprese recentemente quotate come Brunello Cucinelli, Prada e Salvatore Ferragamo, ma soffrono di una minore profittabilità, con margini operativi sotto la media”.

“Con un aumento del 5%, pari a quello del 2011, l’apertura di nuovi punti vendita prosegue, ma con moderazione – ha commentato Paola Varacca Capello della SDA Bocconi (area Strategia e Imprenditorialità), tra gli autori della ricerca -. Le vendite al dettaglio sono aumentate più di quelle all’ingrosso, ma cominciano a esserci alcune eccezioni, come il segmento dell’abbigliamento. Inoltre, alcune delle imprese che hanno realizzato più nuove aperture sono tra quelle che hanno registrato una diminuzione delle vendite”.

Il segmento Gioielli e orologeria è quello con le performance migliori dell’anno, con tassi di crescita e redditività degli investimenti al di sopra della media.  Armando Branchini, Vice Presidente di Altagamma e coautore della ricerca, ha sottolineato che “la dimensione delle imprese resta un fattore cruciale nello spiegare i diversi livelli di profittabilità. Le imprese più grandi (vendite superiori ai 5 miliardi di euro) performano meglio in termini di ritorno degli investimenti e di margine EBIT, anche se il loro fatturato medio cresce meno di quelle delle imprese di medie dimensioni”.

Un ultimo sguardo sul mondo del luxury è stato gettato attraverso l’indagine Altagamma Consensus 2014, condotta in collaborazione con i maggiori analisti internazionali specializzati. Il prossimo anno si presta a una crescita dei consumi superiore a quella del 2013: gli accessori in pelle sono la categoria in crescita più significativa, il mercato asiatico riprende velocità e si conferma il trend positivo degli ultimi due anni per quanto riguarda le Americhe ed il Medio Oriente.


1 commento

  1. […] Sono la cooperazione e la collaborazione a tutto campo che creano il vantaggio competitivo”. Altagamma ha recentemente presentato il periodico Osservatorio, con cui ha lanciato l’idea di un brand per Milano quale vetrina della produzi0ne creativa […]


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