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E-commerce, la Cina apre agli stranieri

Per le aziende estere che vorranno vendere on line in Estremo Oriente non ci sarà più bisogno dell’accordo di joint venture con partner locali

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Passo in avanti della Cina verso le aziende estere: le imprese che vorranno operare online nella zona economica speciale di Shanghai potranno d’ora in poi farlo anche in modo indipendente, essendo stata eliminata la necessità di un accordo di joint venture con imprese locali.

Lo ha annunciato l’agenzia di stampa governativa Xinhua, secondo la quale la decisione delle autorità rientra nel progetto della zona di libero scambio (FTZ) istituita nella seconda metropoli della Cina nel 2013. Per ora si tratta di una sperimentazione, fa sapere il Ministero dell’Industria e della Tecnologia Informatica: in ogni caso, finché sarà in vigore, investitori e società straniere potranno controllare il 100% dei loro siti di e-commerce nel Paese.

Il mercato del commercio elettronico – oltre 600 milioni di utenti attivi di internet – rappresenta uno di quelli in maggior crescita nella Repubblica popolare, come dimostra l’incredibile successo del colosso telematico Alibaba – in lizza in queste ore per sbarcare in India – e di tante altre aziende cinesi che operano nel settore della vendita online.

 


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