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Dopo quasi un secolo Fabergé torna a produrre le sue “Uova”

Dopo quasi un secolo si torna agli antichi fasti: Fabergé svela la nuova collezione di “Uova”, la prima prodotta dalla Rivoluzione russa del 1917. Fu proprio in quegli anni che Peter Carl Faberge disegnò e realizzò per la famiglia regnante Romanov la prima linea di gioielli imperiali che lo hanno reso famoso in tutto il mondo.

Oggi la maison torna con 12 nuovi ciondoli dello stesso modello, “Les Fameux de Faberge”, le “uova” appunto, che saranno in mostra a Ginevra dal 18 luglio al 21 agosto: piccoli pendenti di gran classe e valore (600mila dollari l’uno) ai quali si aggiungeranno a breve anche ciondoli di maggiore accessibilità, “Les Frissons de Fabergé”. Due anni di lavoro di progettazione da artigiani tra Francia, Belgio e Svizzera.

Forma fortunata con un design innovativo che diventa gioiello grazie ad una tradizione artigianale e a pietre preziose di grande qualità, come l’Egg Diamond, realizzato in titanio rivestito con 66,4 carati di diamanti bianchi: la struttura in metallo è persino più leggera delle pietre.

Abbiamo acquistato il marchio Fabergé per riportare il nome alla sua gloria storica – ha dichiarato Brian Gilbertson, (nella foto a sinistra) presidente di Pallinghurst Resources, che investe in risorse naturali ed è attualmente azionista di maggioranza del marchio -: oggi, dopo un secolo d’ombra, il brand è tornato a competere sul mercato internazionale”. Pallinghurst ha acquistato il marchio Fabergé da Unilever nel 2007.

Oggi Fabergé sta ricostruendo il proprio nome per rilanciare il contributo che Peter Carl Fabergé ha offerto al design dell’alta gioielleria e dell’artigianato. Il rilancio della compagnia si è basato anche su legami con i diretti discendenti di Fabergé, tra cui la pronipote Sarah Fabergé, che è il direttore dei progetti speciali.

Ciascuno dei ciondoli “eggs” di alta gioielleria Fabergé è unico e basato su un tema, sempre ispirato da un antico proverbio russo: nell’ex Unione Sovietica infatti l’uovo ha segnato il rinnovamento della primavera dopo il lungo e duro inverno russo. Il primo dei 50 famosi “Imperial Fabergé Eggs” fu “l’uovo di gallina” del 1885, mentre “l’Uovo d’acciaio militare” del 1916 è l’ultima collezione completata: la rivoluzione del 1917 portò a una brusca fine della famiglia Romanov e, con essi, di Fabergé: l’azienda fu nazionalizzata e la produzione chiusa.

Nel 1951 la famiglia Fabergé perse il diritto di usare il proprio nome di famiglia nella vendita di oggetti marcati Fabergé (non solo gioielli ma anche stoviglie ed accessori) dopo aver perso una costosa causa che ha portato alla cessione di quel diritto a una società americana in cambio di soli 25mila dollari.

Per quanto riguarda il futuro, Fabergé prevede di aggiungere a quella di Ginevra due nuove boutique a Londra e New York: nella capitale inglese farà ritorno dopo la chiusura dello showroom in Bond Street nel 1915.


1 commento

  1. pizzo fabiano says:

    spero si possa vedere ancora qualità in questo mondo piatto senza fantasia ex gioielliere oggi pittore


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