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Dopo i diamanti insanguinati il “diamante per la pace”, simbolo di trasparenza

A Koryardu, tra le aree più povere del distretto di Kono in Sierra Leone, il pastore cristiano Emmanuel Momoh dedica tutto il suo impegno al fine di mitigare l’esistenza dell’intera comunità, quasi interamente impiegata nelle miniere. Il suo aiuto ha avuto una svolta inattesa quando tra le mani si è ritrovato un diamante grezzo di colore avorio di 709 carati, tra i più grandi al mondo, che per il bene del paese ha consegnato direttamente al governo africano, che senza esitazione l’ha messo all’asta a New York dove se l’è aggiudicato per 6,5 milioni di dollari (come riporta la Bbc) il britannico Laurence Graff, presidente della Graff Diamonds (precedentemente a Freetown fu rifiutata un’offerta di 7,8 milioni di dollari perché ritenuta troppo bassa rispetto alle aspettative).

In risposta ai diamanti insanguinati che continuano a mietere vittime, è stato soprannominato “il diamante della pace” perché parte del ricavato, circa 4 milioni di dollari, saranno investiti nel villaggio dove è stato trovato. Tanti soldi ma ancora pochi se si considera quanto c’è da fare a cominciare dall’acqua potabile, primo passo verso condizioni igienico-sanitarie più umane.


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