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Donatella Mattesini, contro il riciclaggio e la tracciabilità di gioielli e metalli

Tra i problemi di sicurezza legati al comparto orafo, oltre a quello più evidente dei furti e delle rapine a danno di imprese produttrici così come delle gioiellerie, figura anche il rischio, certamente ristretto a un limitato numero di operatori disonesti, che dietro la compravendita di oro usato si nascondano attività illecite come la ricettazione, il riciclaggio e in alcuni casi l’usura.  A questo pericolo dovrebbe far fronte la proposta di legge dell’onorevole Donella Mattesini (PD) sulla regolamentazione dei “Compro Oro”.
A breve, assicura l’onorevole, dovrebbe partire l’iter parlamentare che comincia con la calendarizzazione della discussione in seno alla competente Commissione, quella alle Attività Produttive presieduta dall’onorevole Manuela Dal Lago (Lega Nord). L’annuncio del prossimo avvio dell’iter è stato dato durante una conferenza stampa che ha visto la partecipazione, tra i tanti, di Walter Veltroni, della Commissione Antimafia, e di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. La proposta ha registrato anche l’apprezzamento del Presidente dell’Associazione antiriciclaggio, Aira.

Dietro una fetta dell’altissima percentuale di “Compro oro” – che movimentano dalle 100 alle 300 tonnellate di oro, secondo i dati diffusi dalla categoria – si nascondono talvolta operazioni illecite, anche a causa dell’assenza di regole certe e severe.

Preziosa Magazine ha chiesto all’onorevole Mattesini di tracciare i punti di questa proposta, suddivisa in sette articoli.
«La mia proposta di legge prevede una serie di misure volte a regolarizzare il settore e a impedire infiltrazioni di natura mafiosa. La presenza alla conferenza stampa delle associazioni del settore orafo e di un rappresentante dei “Compro oro” conferma l’attenzione che si sta sviluppando su questo problema. Chi opera correttamente subisce la concorrenza sleale di chi non lo fa. Non solo: il progressivo allargarsi del giro d’affari interessa le mafie. E dunque, come primo intervento, la legge provvederà a istituire un apposito registro chiamato “Registro delle attività di compravendita di oro”, tenuto dalle Camera di Commercio secondo modalità e criteri stabiliti dal Ministero dello sviluppo economico d’intesa con quello dell’Interno: in tal modo si renderà più complesso l’accesso a tali attività, il che garantisce una maggiore qualificazione di chi opera nel comparto».

Esiste una norma sulla tracciabilità di gioielli e metalli?
«Certo, è il secondo articolo della proposta e ha l’obiettivo di facilitare le attività di controllo da parte degli organi di polizia e della magistratura in materia di ricettazione e riciclaggio.  A seguire, gli altri articoli introducono il borsino dell’oro usato, aggiornato quotidianamente, e misure per la riqualificazione del settore dei compro oro. In tal modo, si potranno proteggere sia gli operatori che agiscono correttamente sia i cittadini che siano interessati a vendere i propri oggetti preziosi. Sarà obbligatorio rilasciare una ricevuta che attesti l’effettivo ammontare degli articoli venduti: spesso, infatti, il nome dell’utente viene usato a sua insaputa per attribuirgli, una volta uscito dal negozio, la vendita di altri oggetti che sono invece di dubbia provenienza».

Quanto tempo ci vorrà perché la proposta diventi legge?
«Non possiamo prevederlo con precisione, ma abbiamo indetto una conferenza stampa proprio per diffondere maggiore informazioni e accelerare l’iter. Una volta in calendario alla Commissione attività produttive, ci sarà un ristretto comitato rappresentativo di tutte le forze politiche che esaminerà la proposta. L’idea è quella di un’approvazione in sede legislativa, ad opera, dunque, della stessa Commissione senza passare per l’Aula parlamentare, soluzione che il nostro ordinamento consente in caso di unanimità della Commissione».

Qual è il ruolo, in questo contesto, delle associazioni di categoria?
«In questo caso sono state fondamentali perché proprio durante un confronto con le realtà associative del comparto è nata l’esigenza – e l’urgenza – di questa proposta. Tra l’altro, la categoria ci ha chiesto l’attivazione di un portale internet che tracci il percorso del metallo e contiamo di inserirlo tra i punti chiave. In Commissione, comunque, tutti i soggetti interessati saranno uditi per limare al meglio il testo che, risalendo ormai a un po’ di tempo fa, va sicuramente aggiornato».

Secondo una stima da lei riportata, i Compro Oro sarebbero passati negli ultimi due anni da 5-8mila a 28mila, con volumi d’affari cresciuti da 2-3 miliardi a 10. Cosa significa?
«Innanzi tutto che occorre una maggiore omogeneità dei dati, attualmente impossibile per mancanza di un registro “ufficiale”. E che urge una professionalizzazione del settore, così come anche maggiore trasparenza. Non è un caso che tra le norme proposte vi siano la costituzione di un Fondo per la promozione del settore orafo-argentiero e per la riqualificazione delle attività dei “Compro Oro”, e l’istituzione di un Comitato consultivo nazionale con il compito di proporre linee di intervento relative alla tracciabilità e alla tutela dell’origine dei prodotti di oreficeria, di argenteria e di gioielleria interamente realizzati in Italia. La situazione è complessa ovunque: nella provincia di Arezzo, per esempio, a fronte di un aumento di Compro Oro (da 17 a 29 nell’ultimo biennio), è corrisposta un’accresciuta attività di controllo delle forze dell’ordine. Tante le irregolarità registrate: tra i provvedimenti più gravi, sette sospensioni di attività. C’è maggiore esposizione a fenomeni quali il riciclaggio e la ricettazione specie laddove si verificano rapine a imprese orafe e gioiellerie, in grado di mettere in circolazione metallo rubato».


2 commenti

  1. […] sotto i riflettori. Oltre all’interesse suscitato a livello legislativo (come emerge dalla proposta dell’onorevole Donella Mattesini), l’ultima indagine compiuta dall’Adoc, l’associazione nazionale per la difesa e […]


  2. Salve, concordo con l’esigenza di una normativa più stringente per quanto riguarda l’acquisto di oro, ma credo che chi si accinge a creare una tale normativa dovrebbe informarsi meglio sui fatti.
    Ultimamente sta passando il messaggio che essere compro oro = malaffare della peggior specie quasi cancro da estirpare, mentre le gioiellerie sono un esempio di illibatezza…..ma neanche per sogno…questo è ciò che vuol far credere l’associazione nazionale Federorafi….mentre i poveri compro oro sono schiacciati dal’assenza di un associazione di categoria che li tuteli…
    Per capire questa diatriba, è necessario andare indietro nel tempo….anni fa le “gioiellerie, orafi..etc” compravano a prezzi stracciati l’oro dei clienti salvo dare oggetti in permuta…e qualche volta registravano sui libri di polizia…ma era proprio una rarità…per cui i clienti svendevano il proprio oro e compravano a caro prezzo il nuovo…(le gioiellerie per anni ci hanno marciato a danno dei consumatori…il rispetto delle leggi era quasi nullo)..
    Poi è arrivata la crisi dell’euro e i primi imprenditori fiutando il business, hanno aperto i primi negozi specializzati nell’acquisto di oro… le autorizzazioni vengono ottenute dalla questura..mica da bambi…e ci sono degli obblighi che se non rispettati portano alla chiusura dell’esercizio..tra cui la compilazione del registro…tantè…
    il problema è stato che le gioiellerie hanno avuto una doppia mazzata..da un lato il calo delle vendite…dall’altro una scissione dell’acquisto di oro dalla gioieleria…che pure continua a comprare spesso in modo non trasparente e in barba alle normative…
    Comunque le gioiellerie/oreficerie vedendosi sprofondare commercialmente..hanno iniziato a sguinzagliare le proprie associazioni di categoria in una campagna diffamatoria contro i conpro oro, basta leggere un qualunque giornale per leggerne di ogni…fanno rabbrividire le cose che scrivono…contro i compro oro….
    Morale della favola i compro oro sono attività iper controllate, con mille adempimenti, e basta una virgola fuori posto per beccarsi una multa….le gioiellerie fanno ciò che vogliono..spesso non registrano neppure i dati anagrafici…tanto hanno distolto l’attenzione….usando come capro espiatorio i compro oro.
    Addirittura adesso in parlamento c’è una legge che, nonostante la Banca d’italia abbia espressamente detto, tramite una circolare, che un compro oro non deve essere iscritto in Banca d’Italia, vuole obbligare tutti i compratori d’oro ad iscriversi…ma non le gioiellerie..
    Iscriversi in banca d’Italia vuol dire essere una spa..e la maggior parte dei negozi sono ditte individuali..ora questo significa che se passa la legge, indipendentemente dalla correttezza e rispetto della legge, un compro oro onesto sarà costretto a chiudere da un giorno all’altro..e magari un gioielliere disonesto che compra sottobanco continuerà imperterrito la sua attivirà…
    La mia conclusione è che il parlamento non può uccidere una categoria solo sulla base di una campagna denigratoria da parte di federorafi e di quanti in quel settore non operano correttamente. Sì a norme antiriciclaghgio + stringenti, al borsino dell’oro, alle foto inviate quotidianamente in questura, apiù controlli in compro oro e gioiellerie..anche tramite l’installazione di telecamere della polizia se necessario…ma no all’iscrizione in banca d’italia dei compro oro…
    La maggior parte sono solo imprenditori che inizialmente hanno subito la crisi e ora cercano di non esserne sopraffatti, non si può da un giorno all’altro uccidere un settore…


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