di


Domanda d’oro a -5%, I trimestre 2012 in calo. Traina sempre la Cina

La nazione dell’Estremo Oriente si conferma il più grande mercato dei preziosi per il terzo trimestre consecutivo

Nel primo trimestre 2012 la domanda d’oro globale è diminuita del 5 per centorispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si tratta di un volume di 1,097.6 tonnellate a fronte di quello osservato nel primo trimestre 2011, 1,150.7 tonnellate. È quanto emerge dal periodico report Gold Demand Trends di World Gold Council sui dati forniti da Thomson Reuters GFMS. Il calo era in gran parte atteso, data l’introduzione di tasse di importazione in India e l’alto prezzo dell’oro. Il valore della domanda di oro, però, ha registrato un incremento del 16 per cento su base annua a circa 59,7 miliardi dollari USA: prezzo medio del metallo per il trimestre è stato di 1,690.57 di dollari, superiore del 22% rispetto alla media del primo quarto del 2011. L’aumento dei prezzi però sta portando a una nuova , in quanto diventa ancora più esclusivo. In termini di valore, la domanda di gioielli è cresciuta del 14 per cento (record di 28,3 di miliardi di dollari Usa).

A trainare la domanda, ancora una volta la Cina, gli acquisti delle banche centrali e gli afflussi nei fondi ETF (exchange-traded funds). La domanda di investimenti e gioielli del paese dell’estremo Oriente ha raggiunto il 10 per cento in più dell’anno precedente; in particolare, buona la performance del metallo da investimento con 98,6 tonnellate, +13 per cento sul primo trimestre 2011, che dimostra che gli investitori continuano ad avere necessità di preservare la ricchezza nella crescente preoccupazione di inflazione. Anche la domanda di gioielli è cresciuta in modo significativo a 156,6 tonnellate, il 30 per cento della domanda globale che rende la Cina il più grande mercato dei preziosi per il terzo trimestre consecutivo. In questo campo l’India è rimasta un po’ indietro (-19 per cento, 152 tonnellate), a causa di una serie di fattori quali la tassa sui gioielli in oro, due aumenti del dazio all’importazione e la debolezza della rupia. La domanda per ora da investimento è diminuita del 46% rispetto all’anno scorso (55.6 tonnellate). A fronte delle proteste della categoria, però, a maggio il governo indiano ha ritirato la nuova tassa sui gioielli e il mercato sta già rispondendo positivamente.

Le banche centrali di tutto il mondo proseguono nella tendenza ormai consolidata di acquisto netto, con una domanda che nel primo trimestre ha raggiunto le 80.8 tonnellate. La domanda è stata trainata dall’Europa orientale con Russia e Kazakistan. Quanto al maggior acquisto singolo (18,7 tonnellate) se l’è “aggiudicato” la banca centrale del Messico. Il driver principale di questa richiesta da parte delle banche centrali dei mercati emergenti è la necessità di diversificare le proprie partecipazioni. La domanda di fondi ETF e prodotti simili si è attestata, nel periodo esaminato dal report di WGC, sulle 51,4 tonnellate, pari ad un valore di 2,8 miliardi di dollari americani, in netto contrasto con il primo trimestre del 2011, quando il settore ha visto dei netti cali.

“La Cina e l’India hanno visto proseguire la crescita economica e anche se ci si attende che la prima rallenti, sarà comunque superiore ai tassi di crescita dell’Occidente – ha detto Marcus Grubb, Managing Director, Investment presso il World Gold Council -. Come previsto, è probabile che la Cina diventi la principale fonte di domanda di oro nel 2012. Questa storia si estende anche ad altre economie di mercati emergenti ed è rinforzata dagli ormai costanti acquisti da parte delle banche centrali, come fattore di diversificazione e salvagente della ricchezza nazionale. Il quadro attuale del mercato dell’oro è piuttosto vario e riteniamo che le ragioni fondamentali per investire in oro rimangano oggi molto forti e convincenti”.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *