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Domanda di oro per gioielleria a +12%, in calo in Europa: Italia fanalino di coda

Complessivamente la richiesta di metallo prezioso scende bruscamente a causa del dato degli investimenti a -176,9

Domanda mondiale di oro per gioielleria a +12 per cento (in volume 551 tonnellate totali rispetto alle 490,8 dello scorso anno, in valore 28,9 miliardi di dollari) tra primo trimestre 2012 e primo trimestre 2013, anche se la domanda globale resta con il segno negativo (al -13 per cento). E’ quanto emerge dal periodico rapporto preparato da World Gold Council in collaborazione con Thomson Reuters GFMS.

A incidere sul dato soprattutto il vertiginoso calo degli ETF e prodotti similari (-176,9). India e Cina (anche grazie a una rinnovata fiducia nelle prospettive connesse all’Estremo oriente) continuano a fare da traino nella domanda di oro sia per gioielleria sia per lingotti e monete. Nella crescita della domanda, un ruolo centrale lo hanno rivestito, oltre all’India (+27 per cento) e la Cina (+20 per cento), anche gli Stati Uniti (+22 per cento, 986 milioni di dollari), per la prima volta dal 2005 con il valore relativo in crescita .

Gli Usa sono stati protagonisti di una forte sofferenza al livello del dettaglio e del consumatore finale: caduta dei salari reali, disoccupazione e prezzo dell’oro sono stati amplificati dalla riluttanza dei gioiellieri a compromettere la qualità dei loro prodotti passando a metalli con minore caratura. La passione per l’oro comunque non è diminuita neanche con la crisi: lo dimostra il dato di vendite di argento placcato oro.

Cresciuta anche la domanda in Russia (+4 per cento) grazie alla costante crescita della classe media, e in Medio Oriente (+4 per cento), protagonista di una normalizzazione seguita all’instabilità politica degli ultimi anni. In fortissimo calo l’Europa (-26 per cento): in particolar modo Italia e Gran Bretagna rispettivamente, in volume, a -12 (si è passati dalle 3,4 tonnellate del 2012 alle 3 del 2014) e -7 per cento, e in valore -15 (dai 182 milioni di dollari del 2012 ai 155 del 2013) e -10. Il brusco calo dei due paesi europei sembra dovuto non solo alle difficili condizioni economiche ma anche alla tendenza che spinge la produzione del settore verso l’argento e i metalli non preziosi.

Quanto alle riserve auree, invece, l’Italia si colloca al quarto posto nella classifica mondiale: 2,451 tonnelate di oro, dietro Stati Uniti, Germania e Fondo monetario internazionale.


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