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Distretto orafo vicentino, dal 2002 imprese in attività diminuite del 42,4 per cento

Meno produzione e più servizi, secondo il rapporto condotto da Unioncamere Veneto e Università di Padova sui principali comparti regionali

C’è anche il distretto orafo vicentino nell’analisi condotta da Unioncamere Veneto e il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova. I risultati dell’indagine sono stati presentati durante un convegno organizzato con la collaborazione della Federazione Distretti Italiani e BNL Gruppo BNP Paribas sul tema “Declino, gerarchizzazione oppure riproduzione evolutiva?”.

Il rapporto di Unioncamere e Università di Padova illustra le trasformazioni avvenute nell’ultimo decennio nei distretti industriali focalizzandosi su tre dei maggiori distretti veneti: il calzaturiero della Riviera del Brenta, l’occhialeria di Belluno e l’orafo di Vicenza. In generale, analizzando dinamica demografica, andamento delle performance economico-finanziarie e presenza di aziende leader o in forte crescita all’interno dei distretti, vengono a delinearsi tre scenari diversi ascrivibili a ciascuno dei distretti considerati: il declino per l’orafo vicentino; la gerarchizzazione per l’occhialeria di Belluno; la riproduzione evolutiva per il calzaturiero della Riviera del Brenta.

Più nello specifico, forte il ridimensionamento di quello orafo: -42,4 per cento dal 2002 al 2011, praticamente persa quasi la metà delle imprese in attività. Pari ridimensionamento nel numero di addetti, segno del fatto che le aziende attive, a differenza di quanto avvenuto negli altri distretti, non sono state in grado di assorbire il capitale umano fuoriuscito da quelle non più sul mercato. Boom per le società di capitali: nel comparto orafo, sono arrivate a coprire il 42,6 per cento, ma il fatturato crolla. Rispetto ai dati 2010 risulta infatti minore del 18,4% rispetto al valore del 2006. Le aziende più strutturate, dunque, sembrano comunque essere quelle che hanno mediamente retto meglio alle sfide competitive dell’ultimo decennio a scapito di quelle di minori dimensioni. La concentrazione del fatturato in un numero limitato di aziende, ad ogni modo, non è netta come negli altri distretti: solo il 40 per cento.

Meno produzione, più servizi: a fronte di una riduzione del numero di aziende manifatturiere intermedie o finali, si è registrato invece nel territorio di ciascun distretto un forte aumento di aziende specializzate in servizi ad alto valore aggiunto di conoscenza, come design e comunicazione, servizi professionali, ICT e altri servizi a supporto dell’attività di altre aziende (KIBS).

“Questo lavoro di ricerca testimonia la sinergia e la collaborazione tra Sistema Camerale e Sistema Accademico grazie alla condivisione e valorizzazione del patrimonio informativo a disposizione delle Camere di Commercio e alla competenza di analisi e ricerca propria dell’Università di Padova – ha sottolineato Gian Angelo Bellati, segretario generale Unioncamere del Veneto –. Questa iniziativa diventa ancora più significativa se guardiamo all’oggetto della ricerca. Nonostante la crisi globale e del modello che ha sostenuto per anni lo sviluppo economico della nostra regione, il Made in Italy è il nostro punto di forza nel mondo: su di esso dobbiamo investire innalzandone la qualità e qualificandone sempre più l’origine, rendendo partecipi i consumatori della sfida della trasparenza in cui sono impegnate le nostre imprese”.

“Lo studio conferma che siamo di fronte ad una ridefinizione delle realtà territoriali – ha spiegato Daniela Fontana, direttore della Federazione dei Distretti Italiani. A tale riguardo confidiamo molto sulla nuova normativa di politica industriale in attesa di essere approvata dal Consiglio Regionale Veneto che adotta una logica selettiva pensando a progetti di un certo respiro capaci di aumentare le chance evolutive dei distretti industriali”.

“BNL Gruppo BNP Paribas punta ad essere, sempre più, banca di riferimento dell’economia reale, di quell’Italia in grado di esprimere idee imprenditoriali di successo a livello nazionale ed internazionale – ha dichiarato Fernando Morelli, direttore territoriale Retail e Private Nord Est –. È nell’ambito di tale impegno che BNL, ponendosi come un vero e proprio partner degli imprenditori, li sostiene e li affianca direttamente nei territori in cui essi operano, grazie anche ad accordi con qualificate realtà, che rappresentano i più diversi settori produttivi. È nata così la collaborazione tra BNL e la Federazione dei Distretti Industriali, che ha già consentito di rispondere, in modo ulteriormente mirato, ad esigenze connesse tanto alle gestione quotidiana delle aziende quanto a progetti di sviluppo, in Italia e all’estero”.

 


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