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Distretto orafo di Arezzo, ancora una performance positiva

Il comparto dell’oreficeria tra i pochi settori in crescita nel manifatturiero made in Tuscany: primo trimestre a +20,3%

Ancora in difficoltà il manifatturiero toscano, se non fosse per l’oreficeria aretina che continua a portare il segno positivo. L’ultima indagine condotta da Unioncamere Toscana e Confindustria Toscana evidenzia che la produzione  tarda a ripartire, chiudendo il primo trimestre del 2014 con un nuovo leggero arretramento (-0,2% rispetto al corrispondente periodo del 2013, quando la flessione era del 4,9%). In questo contesto, la voce che include anche l’oreficeria segna un +10%.

Un dato già annunciato: il periodico Monitor dei Distretti Toscana, realizzato dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e distribuito da Banca CR Firenze, ha infatti sottolineato l’ottima performance del distretto orafo di Arezzo. Le cifre sul primo trimestre indicano infatti un +20,3% per l’oreficeria di Arezzo, la migliore tra tutti i distretti del made in Tuscany.

Anche nei primi tre mesi dell’anno, infatti, il contributo principale alla crescita dell’export regionale è arrivato dal comparto della gioielleria, che prosegue nel cammino di forte crescita innescato nel 2013, sull’onda della domanda mondiale di gioielli.

Le esportazioni del distretto aretino continuano, pertanto, a godere di un buon momento sul versante della domanda mondiale, in particolare su quei mercati (continente indiano, Medio Oriente, Nord Africa) serviti attraverso l’hub degli Emirati Arabi Uniti (+36,7%). Su scala nazionale, la performance del distretto aretino è seconda soltanto a quella dell’oreficeria di Valenza (elaborazione Intesa SanPaolo su dati Istat).

 


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