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Distretto Orafo Campano, 2mila anni di storia e tradizione

Oltre 2000 aziende divise tra le filiere di Napoli, Marcianise e Torre del Greco, con una occupazione tra le più elevate del territorio e un indice di esportazioni del 30%: questi i numeri principali del distretto orafo campano, specializzato nella lavorazione, da un lato, dell’oro e dell’argento e, dall’altro, del corallo e del cammeo. Mediamente, gli addetti per impresa sono tre ed i prodotti sono principalmente destinati al mercato nazionale.

Alta la qualità dei prodotti realizzati dalle circa 1000 aziende produttrici del comparto a fronte di una dimensione ridotta delle imprese, spesso tramandate di generazione in generazione. I rapporti fiduciari tra i vari interlocutori costituiscono uno dei vantaggi competitivi del comparto: consentono, infatti, di adeguarsi con maggiore velocità all’andamento variabile della congiuntura economica.

I dati economici sull’internazionalizzazione del comparto campano sono falsati dalla circostanza per cui molte aziende delegano parte delle spedizioni all’estero di gioielli a operatori specializzati residenti in altre province (i dati, pertanto, confluiscono su altre aree). In sintesi, secondo le elaborazioni ICE su dati Istat, le esportazioni della sola provincia di Napoli nel settore “gioielli e articoli di oreficeria”, a seguito di un aumento dal 2007 al 2008 del 32,9%, nel 2009 si sono attestate sugli 11 milioni di euro (leggerissima la flessione in negativo). Il valore più consistente delle esportazioni è verso il Giappone (e su tale dato incide fortemente la produzione torrese), seguito dagli Stati Uniti.

Nello scorso anno le importazioni della provincia partenopea, dopo una crescita dal 2007 al 2008, si sono attestate sui 23 milioni e mezzo di euro (paesi in cima alla lista, la Cina e Hong Kong).

Nel 2009 la provincia di Caserta, invece, ha registrato un valore di export di poco più di 7 milioni e un valore di import di 4 milioni e 300mila euro.

Le esportazioni globali dell’intera Regione registrano così un lievissimo calo rispetto all’anno precedente, con un -0,1% (in euro: 18 milioni); più consistente il calo delle importazioni (-20,2%, in euro: 28 milioni).

“Abbiamo retto alla crisi anche grazie alle iniziative fatte in questi anni”

«Il dato generale dell’intera Regione – spiega Giovan Giuseppe Lanfreschi, presidente della Federazione Orafi Campani aderente alla Federdettaglianti – ci dimostra che il comparto orafo campano ha retto ai colpi inferti dalla crisi. È anche merito delle iniziative che sono state portate avanti in questi anni, come per esempio il programma PLAIT (Public Local Agency for International Trade, un programma triennale nato da un accordo tra la Regione Campania e le cinque province campane, promosso dall’allora assessore all’Artigianato e al Turismo della Provincia di Napoli Giovanna Martano e cofinanziato dalla misura 6.5 del POR Campania in collaborazione con la Camera di Commercio, ndr): così abbiamo portato i migliori prodotti della nostra filiera in Spagna, in Giappone e negli Stati Uniti. È necessario cominciare a mettere in risalto le nostre eccellenze – ha proseguito Lanfreschi -, ma i primi a doverci credere dobbiamo essere proprio noi. In questo, è centrale il ruolo dell’Associazione, il cui compito primario è quello di studiare e capire le problematiche del settore per poi operare e risolverle».

“I temi da seguire per il futuro sono ricerca, formazione e design”

Le sfide future del Tarì richiedono uno sforzo di visione considerevole. La competitività delle aziende italiane, del settore della gioielleria e dello stesso Tarì si gioca sulla innovazione e sulla difesa dei valori del made in Italy – dichiara Gianni Carità, presidente del Tarì – I temi da seguire per il futuro sono ricerca, formazione, design: è attraverso queste leve che il Tarì intende attivare nei prossimi anni. E poi, implementare e proporre sempre più la cultura del “gioco di squadra”, superando addirittura i confini del Tarì per entrare in sinergia con tutti i distretti orafi italiani, con l’obiettivo di diffondere e sostenere la cultura straordinaria e unica del Gioiello Italiano in Italia e nel Mondo.

“I consumi prima o poi ripartiranno, ora bisogna adeguare le imprese”

«È stato un anno realmente nero – ha chiarito Gino di Luca, presidente del Consorzio Oromare di Marcianise – eppure qualche timido segnale di ripresa si comincia a registrare, lo hanno mostrato le fiere di Vicenza, Hong Kong e Basilea. Quello che è certo che il dato provinciale per ciò che riguarda Caserta è distorto dalla circostanza per cui molte aziende che lavorano a Marcianise continuano a mantenere la sede legale a Napoli. Dati a parte, non si è trattato solo di una crisi di consumi, che prima o poi ripartiranno, ma di un assetto culturale errato da parte delle imprese. Ora, per uscirne, occorre “riconvertirsi” e modificare i modelli di approccio ai mercati di riferimento, vecchi e nuovi».

Oromare, energia sostenibile per le aziende consorziate

«Proprio in un’ottica di riorganizzazione del centro produttivo di Oromare stiamo puntando sulle energie rinnovabili – ha dichiarato Pietro Celiento, presidente di Oromare Promogest Srl, la società che dal 1 gennaio 2010 gestisce la struttura dal punto di vista amministrativo e promozionale –: grazie ad un progetto di prossima attuazione, il fabbisogno energetico del centro sarà assicurato da un potente impianto fotovoltaico, in grado di sostenere le attività delle aziende che vi lavorano ma anche di garantire un surplus da rimettere in rete e riutilizzare per promuovere la struttura».

Vulcano-Prom.Art, comunicazione e brand per il rilancio del corallo

«Un timido ottimismo si respira già, ma i primi segni tangibili di una ripresa cominceranno ad essere evidenti nel 2011 – questa la previsione di Ciro Esposito, presidente del Consorzio Vulcano Prom.Art-Torre del Greco – ma ciò accadrà solo se, nel frattempo, le aziende avranno saputo consolidare il proprio posizionamento sul mercato, a partire dall’immagine e dal marchio: è una necessità indispensabile per farci conoscere fuori dai confini nazionali e poter puntare sulle esportazioni»

Claai, maggiore programmazione regionale a sostegno del comparto

«Il dato negativo ci dice una cosa importante: quello che manca veramente – ha dichiarato Achille Capone, responsabile rapporti istituzionali della Claai Napoli – è un raccordo tra le numerose iniziative di ricerca di nuovi mercati. Il primo motivo, infatti, è una incentivazione disordinata e disorganica delle attività di esportazione. La crisi che ha colpito l’economia è soltanto una ulteriore circostanza, ma non la causa primaria del calo. Una forte spinta potrebbe venire certamente da una programmazione regionale uniforme».

Luongo: “gli artigiani campani hanno risentito la crisi meno di altri settore”

«Nel 2009 abbiamo avuto un assoluto pareggio tra le realtà artigiane cessate e quelle intraprese – ha sottolineato Fabrizio Luongo, direttore regionale Casartigiani Campania -; anche se solitamente ci attestiamo su un +1000 di attivo, non è comunque un dato negativo a fronte dei tempi difficili e di un bilancio di crescita buono, segno che le imprese consolidate resistono. Gli artigiani campani sono probabilmente il settore che meno ha risentito della crisi, rispetto al commercio, all’industria e all’agricoltura, forse per il fatto di essere legati ad una inventiva che non conosce crisi».

Inferrera, le nostre imprese hanno ancora bisogno di sostegno pubblico

Qualità, internazionalizzazione ed azioni di visibilità delle aziende: questa la ricetta di Enrico Inferrera, presidente di Confartigianato Imprese di Napoli, per uscire dal momento negativo che ha coinvolto l’intero comparto orafo: «Purtroppo nel Sud Italia le imprese hanno ancora bisogno di sostegno pubblico – ha dichiarato Inferrera – e quando questo viene a mancare è difficile coinvolgerle. In ogni caso, gli eventi e le iniziative non hanno bisogno solo di fondi, ma anche di una preparazione seria e complessa e noi come associazione abbiamo anche l’obiettivo di stimolare l’intraprendenza degli imprenditori. Non sono utili a nessuno le iniziative spot».

Un protocollo d’intesa con la Prestigiacomo per tutelare l’oro rosso

«Di ritorno dal Qatar, dove si è discusso del futuro del corallo rosso del Mediterraneo – spiega Ciro Condito, presidente di Assocoral – abbiamo incontrato il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che ci ha proposto di siglare un protocollo di intesa che ci aiuti a promuovere i valori legati alla lavorazione del corallo soprattutto in Europa, dove sembra esserci ancora un po’ di “resistenza” nei confronti della filiera torrese. Ma il motivo è che non ci conoscono ancora abbastanza».

Borgo Orefici, il rilancio del settore passa dalla formazione professionale

«Le difficoltà hanno colpito sia i commercianti sia gli artigiani del Borgo Orefici di Napoli – ha commentato Roberto de Laurentiis, presidente del Consorzio “Antico Borgo Orefici” – ma la vocazione di una struttura associativa è proprio quella di fare da supporto: per i dettaglianti, tramite iniziative pubbliche che siano di stimolo all’acquisto; per gli artigiani, tramite i numerosi eventi volti a ricercare nuovi sbocchi da un lato, e con l’incentivazione all’Antica Arte Orafa napoletana che oggi ha finalmente il proprio simbolo e luogo elettivo nell’incubatore de La Bulla, dall’altro».

Un esempio di come lavoro e cultura possono procedere nella stessa direzione

«Grazie alle iniziative di promozione, anche attraverso i mass media – ha raccontato Valentina Bia, dirigente scolastico dell’I.S. Degni di Torre del Greco dove è possibile frequentare gli indirizzi di Arte del Corallo, Arte dei Metalli e dell’Oreficeria e Restauro di Corallo e metalli preziosi – stiamo riuscendo a diffondere l’immagine vincente del nostro Museo del Corallo, unico al mondo ad essere inserito in una Scuola e ad essere così strettamente legato al territorio. È un esempio di come cultura, scuola e lavoro possano procedere nella stessa direzione».

Cna, bisogna lavorare su una cultura internazionale delle nostre imprese

«Il problema delle nostre aziende è che non sono strutturate per “viaggiare” all’estero – ha commentato Giuseppe Oliviero, presidente Cna per la provincia di Napoli -; bisogna lavorare sulla costruzione di una cultura internazionale, non su iniziative sporadiche. I dati sulle esportazioni non erano molto migliori prima della crisi, ciò vuol dire che indicano un deficit che va colmato».

I Distretti

Distretto di Napoli (Borgo Orefici) – ORO E ARGENTO

Il comparto dell’oro ha origini antichissime: la presenza di maestri orafi era massiccia già dai tempi di Federico II. Una delle prime corporazioni costituite a Napoli, infatti, fu proprio la “Nobile Arte degli Orefici”.

Ancora oggi, il comparto napoletano – che conta circa 350 aziende – si concentra nella storica zona tra il corso Umberto e via Marina: la quasi totalità delle imprese che ne fanno parte sono riunite nel consorzio “Antico Borgo Orefici” che da 10 anni opera sul territorio.

I Maestri orafi operanti nel centro storico di Napoli sono specializzati nella realizzazione di prodotti di alta qualità (gioielleria con pietre preziose e gemme naturali, frutto di lavorazione principalmente artigianale).  Negli ultimi anni il Consorzio, guidato da Roberto de Laurentiis, ha organizzato numerosi eventi ed iniziative (come per esempio, Borgobello e la realizzazione de La Bulla, l’incubatore di imprese orafe recentemente inaugurato).

Distretto di Torre del Greco – CORALLO E CAMMEO

Storicamente, ha origini più recenti del comparto orafo vero e proprio: nel 1500, infatti, i torresi erano per lo più pescatori di corallo (risale al 1805 la prima officina di lavorazione). Nel 19esimo secolo i ritrovamenti degli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano modificarono i gusti dei nobili europei che cominciarono a richiedere monili simili a quelli ritrovati: così le famiglie di Torre del Greco diedero via all’attività di lavorazione del corallo e del cammeo che li ha poi resi famosi in tutto il mondo. Mercato di sbocco principale dei cammei di alta qualità: il Giappone. Per gli altri prodotti, come per l’oro, forte è la presenza sul mercato interno.

In sintesi, le caratteristiche del comparto torrese sono la produzione artigianale con lavorazioni a mano; una produzione di qualità medio-alta e alta e la dimensione ridotta delle imprese: sono pochissime le aziende che superano i 5 addetti.

Nato per costruire una strategia comune degli artigiani del settore dell’oro, del corallo e del cammeo, Vulcano Prom. Art-Torre del Greco è un Consorzio senza scopo di lucro costituito nel 2003. Ne fanno parte 30 aziende operanti nella lavorazione e nella commercializzazione di prodotti in cammei, corallo, gioielleria, oreficeria, pietre preziose, argenteria ed orologeria.

Circa il 90% delle imprese che aderiscono a Vulcano Prom.Art – dai piccoli laboratori d’incisione alle grandi firme – sono localizzate nel distretto orafo di Torre del Greco, le restanti in altre località della provincia di Napoli. Con la stessa proporzione si dividono tra manifatturiere (industriali e, soprattutto, artigiane) e, per il restante 10%, la distribuzione all’ingrosso.

Distretto di Marcianise (Caserta): Il Tarì – Oromare – ORO E CORALLO

È la nuova sfida della produzione: i complessi polifunzionali che garantiscono una localizzazione della produzione e il miglioramento dei canali distributivi con attenzione anche alla formazione e al design.

Il centro produttivo “Il Tarì” ha fatto da apripista a questo nuovo modello di business: società consortile fondata nel 1989, conta oggi su 370 aziende consorziate per un numero di 3.500 addetti ed una superficie di 135mila metri quadri. Guidata da Gianni Carità, che è stato anche tra i fondatori, rappresenta la prima opera privata realizzata in Italia con il contributo dei Fondi Europei stanziati a sostegno dello sviluppo regionale. Tre manifestazioni fieristiche all’anno – tra cui Precious World, di scena dal 7 al 10 maggio – con oltre 26.000 presenze consolidate per ciascuna edizione. Cento gli espositori esterni presenti in ciascuna manifestazione, ospitati nei nuovi padiglioni espositivi inaugurati a ottobre 2008. Il 30% del prodotto delle aziende è destinato all’export (in prevalenza verso paesi europei e del Mediterraneo, Stati Uniti, Russia, Cina).

Altro centro produttivo stanziato a Marcianise e basato sulla stessa filosofia è Oromare, del quale fanno parte 200 piccole e medie imprese specializzate nella lavorazione di oro, corallo e nella creazione di cammei appartenenti al distretto orafo di Torre del Greco, Napoli e Marcianise.

Il centro produttivo ha l’obiettivo concreto di valorizzare l’attività artigiana di 200 designer orafi offrendo opportunità produttive e commerciali anche grazie alla gestione unitaria che permette loro una visibilità a livello internazionale. La sede, a Marcianise, è stata realizzata dall’architetto Massimo Pica Ciamarra, e vi lavorano 1300 addetti che coprono l’intera filiera produttiva. Le unità produttive hanno una superficie utile complessiva di 25 mila mq, distribuite in due strutture speculari distanziate da un grande piazzale, luogo adatto ad eventi e manifestazioni.

Le Associazioni

Assocoral: da oltre 30 anni produttori e commercianti di Torre del Greco riuniti per tutelare la tradizione secolare del corallo e del cammeo

Racchiude a livello nazionale produttori e commercianti di Corallo, Cammei e Materie Affini, Orafi, Agenti di Commercio e Disegnatori di gioielli ed oggetti con componenti di Corallo, Cammei e Materie Affini: è l’Assocoral, costituita nel 1978, che ha sede a Torre del Greco. L’obiettivo principale dell’associazione è la valorizzazione, la salvaguardia e la promozione di Corallo, Cammei e materie affini, nonché i comparti produttivi ad essi connessi. Naturalmente, accanto alla promozione dell’Oro rosso, l’Assocoral cura anche la relativa tutela sindacale, economica, tecnica e professionale, nonché la formazione professionale degli operatori  del comparto. Per il triennio 2010-2012 è stato eletto presidente Ciro Condito, coadiuvato dai vicepresidente Mauro Ascione e Tommaso Mazza.

Tra le iniziative a cui ha preso parte, il Red Coral Project, finalizzato allo studio della materia prima in tutti i suoi aspetti per garantire nel tempo una più corretta gestione ed utilizzo delle risorse. Inoltre, in collaborazione con il CNR, ha realizzato un progetto di localizzazione nel Mediterraneo dei banchi di corallo.

Più recentemente, il gruppo torrese guidato da Condito ha condotto una battaglia contro la proposta americana – sostenuta anche dall’Ue e dal governo italiano – di inserire, tra le specie protette dalla convenzione internazionale Cites, il corallium rubrum: dall’ultima conferenza Cites, svoltasi in Qatar dal 18 al 25 marzo scorso, sono però arrivate notizie confortanti per l’oro rosso, anche grazie all’impegno profuso dalla delegazione Assocoral presente a Doha.

Prossimo passo, frutto di un incontro ufficiale con il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, svoltosi  lo scorso 25 marzo a Torre del Greco, un accordo scritto Assocoral-Ministero per la promozione del corallo in Europa.

Federazione Orafi Campani, le priorità: Tutela sindacale, formazione e sicurezza delle imprese

Ha all’attivo oltre cinquecento associati appartenenti a tutte le categorie del mondo orafo (dettaglianti, grossisti, produttori, artigiani) la Federazione Orafi Campani, costituita nel 1994 dall’evoluzione dell’Associazione Orafa Napoletana (nata nel 1945). La F.o.c. aderisce alla Confcommercio, alla Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi e alla Confedorafi.

Il Consiglio Direttivo è presieduto da Giovan Giuseppe Lanfreschi, il presidente onorario è Giuseppe Pezzuto e i vicepresidenti Carmen De Marco e Johnny De Meo; i consiglieri sono Ciro Angeloni, Cosma Anzovino, Dario Boragine, Pietro Capuano, Roberto de Laurentiis, Luigi De Simone, Pasquale Esposito, Vincenzo Giannotti, Maurizio Mandile, Gerardo Marchetiello, Giovanni Natale e Antonio Perrella.

Compito primario della F.o.c. è la tutela sindacale degli interessi delle imprese appartenenti al settore orafo, inclusa consulenza ed assistenza in materia legale, amministrativa, di accesso al credito e alle agevolazioni finanziarie.

L’attenzione della Federazione è fortemente incentrata sulla formazione e l’aggiornamento dei propri associati: negli  ultimi dieci anni, infatti, numerosissimi sono stati i corsi e seminari organizzati dalla F.o.c. su gemmologia del diamante, gemmologia delle pietre di colore, legislazione sui titoli e sui marchi, perizie tecnico-legali, tecniche di oreficeria. Ultimo in ordine di tempo, lo scorso marzo, quello a partecipazione gratuita per rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, finanziato dalla Camera di Commercio di Napoli.

Tra gli obiettivi dell’Associazione anche la sicurezza delle imprese, attraverso specifici programmi di incentivazione come il “Progetto Sicurezza”, il quale, con il sostegno della Camera di Commercio, ha consentito a numerosi gioiellieri di avere un rilevante contributo per l’acquisto di sistemi antifurto. La Federazione ha curato anche numerose pubblicazioni di settore destinate agli operatori, come le Guide normative sul settore orafo e la Storia dell’oreficeria beneventana.

La Formazione Orafa

Botteghe, master post-laurea e scuole statali, innovative e variegate le esperienze formative in Campania: La Bulla, l’Istituto d’Arte di Torre del Greco e il Tarì Design School

Nel distretto orafo campano, la formazione di settore è trasversale e va dai corsi di formazione professionale a vere e proprie specializzazioni post laurea fino all’esperienza in “bottega”. Che è esattamente quello che accade, per esempio, a “La Bulla”, incubatore di imprese del Polo Orafo campano inaugurato due mesi fa a Napoli in via Duca San Donato, un esperimento assolutamente unico destinato a promuovere l’artigianato del settore orafo con processi di innovazione e sviluppo sostenibile.

Realizzato nell’ambito del “Progetto integrato di Filiera – Polo Orafo Campano” del Comune di Napoli e grazie al sostanzioso contributo del Consorzio Antico Borgo Orefici, “La Bulla” ospiterà otto imprese – sia in forma singola che associata – selezionate attraverso un bando pubblicato ogni quattro anni: gli operatori coinvolti avranno così la possibilità di collaborare con gli artigiani del Borgo orefici impegnati nella progettazione e realizzazione di linee consortili ma anche di produrre e commercializzare linee proprie. Attualmente è in pubblicazione il bando per selezionare le imprese da ospitare.

Una tradizione secolare è invece oggetto di insegnamento all’Istituto d’istruzione superiore “Francesco Degni” di Torre del Greco, che ospita lo storico Istituto Superiore d’Arte (istituto d’arte e liceo artistico): i suoi alunni si specializzano da oltre un secolo in lavorazione di corallo, cammeo e metalli preziosi. Dal 1967 l’Istituto propone ai suoi allievi due percorsi: “Arte del Corallo” e “Arte dei Metalli e dell’Oreficeria”; dal 1995 l’Istituto ha ampliato la sua offerta formativa e professionale e si sono rafforzati ed intensificati i rapporti con il mondo del lavoro.

Nato come “Scuola per la lavorazione del corallo” addirittura nel 1878, fu poi convertito prima in Regia Scuola per l’Incisione “Principessa Maria di Piemonte” e poi in Istituto d’Arte; dal prossimo anno, con il riordino della scuola superiore, si trasformerà in Liceo Artistico con due indirizzi: “Design del gioiello” e “Architettura e Ambiente”.

Proprio il design è la specificità del Tarì Design School, che racchiude sia le attività formative della Fondazione Il Tarì che quelle della Scuola di formazione e, naturalmente, dedica una parte dei propri studi al gioiello (ma non solo). Il Tarì Design Lab, invece, costituisce una sorta di incubatore nel quale, per un tempo limitato, lavorano i migliori designer emersi dalle scuole (e i più bravi tendono a restare). Da pochi giorni si sono conclusi i due master in corso, quello in Eco&Innovation Design e quello in Design Moda e Gioiello: gli alunni del primo hanno partecipato all’esclusivo evento milanese “FuoriSalone”, mentre gli altri allievi hanno realizzato una sfilata al Plart, il Museo della Plastica di Napoli.

Tra gli istituti privati, la scuola di formazione A.C.I.I.E.F., con tre sedi in Campania, è autorizzata a realizzare corsi per ottenere qualifiche professionali in: Incassatore di pietre preziose; Orafo; Orafo gioielliere; Orafo Riparatore; Addetto alla lavorazione di Coralli e Cammei; Orologiaio; Designer del gioiello ed Esperto in incastonatura. Si tratta di percorsi di formazione autofinanziati secondo la Legge regionale 19/87, che richiedono una frequenza che va dalle 500 alle 2000 ore a seconda della qualifica e che prevedono l’apprendimento di nozioni teoriche – inclusa la parte legislativa – nonché laboratori pratici.


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