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Distretti, nel settore orafo primeggia Valenza

Nel terzo trimestre 2014 il comparto di Arezzo ha avuto le maggiori difficoltà. Vicenza in lieve arretramento: i dati del Servizio Studi Intesa Sanpaolo

banco orafo

Distretti orafi, il terzo trimestre 2014 vede Valenza in pole position, Vicenza in lieve arretramento e Arezzo più in difficoltà. È la sintetica mappa che emerge dai Monitor dei distretti industriali del Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo relativi a Piemonte, Toscana (in collaborazione con Cassa di Risparmio di Firenze) e Triveneto (per conto di Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia e Banca di Trento e Bolzano).

In linea generale, l’export dei distretti del Piemonte ha registrato un aumento tendenziale dell’8%, il ritmo di crescita più elevato nel panorama italiano. Le esportazioni della regione sono state trainate dal balzo delle vendite dell’oreficeria di Valenza (+23,7%): nuovi livelli record in Svizzera e un’ottima crescita negli Stati Uniti. Nel panorama italiano Valenza si sta distinguendo come il distretto orafo più dinamico: bene anche in Spagna.

Oreficeria Valenza

Nei nuovi mercati le esportazioni dei distretti piemontesi hanno riportato un ritmo di crescita più contenuto (+3,6% la variazione tendenziale nel terzo trimestre del 2014), frenate dagli arretramenti subiti in Brasile, Cina e Hong Kong, Russia e Ucraina (dove è arretrata in particolar modo l’oreficeria di Valenza, compensata dai risultati negli Emirati Arabi Uniti).

Dal Monitor dei distretti industriali del Triveneto aggiornato al terzo trimestre 2014 emerge il lieve calo dell’oreficeria di Vicenza(-1,5% la variazione tendenziale nel terzo trimestre del 2014), maturato soprattutto con la Svizzera (dove si sta assistendo a una normalizzazione del traffico attivato da rottami destinati alla fusione) e gli Emirati Arabi Uniti. Al netto del calo subito sul mercato svizzero, l’export del distretto nel terzo trimestre del 2014 avrebbe maturato un aumento del 5%.

Oreficeria Vicenza

È poi proseguito lo spostamento, già evidente nei trimestri scorsi, dei flussi dal mercato della Cina continentale (-99,2%) ad Hong Kong (+232,6%). Buoni risultati riportati in Cina, Hong Kong e  Sudafrica per molti distretti del Triveneto inclusa l’oreficeria di Vicenza. Migliore è stato l’andamento sui mercati maturi, in crescita tendenziale del +4,9%. Particolarmente dinamiche sono state le esportazioni dirette verso gli Stati Uniti, in progresso del 18,3%: su questo mercato la crescita è stata quasi generalizzata, e ha toccato anche il distretto orafo vicentino.

Il terzo trimestre 2014 ha visto le esportazioni dei distretti tradizionali toscani registrare un lieve arretramento (-0,3%), il primo dopo una serie ininterrotta di diciotto trimestri in crescita. Il calo ha interessato soprattutto le vendite all’estero di gioielli del distretto di Arezzo (-24,3% pari a 122 milioni di euro in meno rispetto allo stesso trimestre del 2013), in particolare verso gli Emirati Arabi Uniti, arrivate invece a livelli particolarmente elevati nel corso del 2013 e nel primo trimestre 2014, grazie al boom di domanda mondiale.

Oreficeria Arezzo

Il crollo delle vendite di oreficeria verso gli Emirati Arabi Uniti rende questo paese il mercato di sbocco più in difficoltà: -36,2% le vendite complessive dei distretti toscani nel terzo trimestre in questo paese, pari ad una perdita di 96 milioni di euro. Negativo anche il risultato di vendita in Francia, (-5,7%, pari a circa 20 milioni), che perde nel terzo trimestre il ruolo di principale mercato di sbocco dei distretti toscani, superata dagli Stati Uniti che hanno invece continuato a crescere su ottimi ritmi (+8,4%).

A una domanda in via di stabilizzazione si è sommato il contemporaneo nuovo ripiegamento dei prezzi internazionali dei preziosi (-3,5% nel terzo trimestre, -14% circa nei primi nove mesi).Il calo di Arezzo appare, dunque, interpretabile almeno in parte come un fisiologico ripiegamento rispetto a dati brillanti registrati nel corso del 2013. L’aggravarsi della già caotica situazione politica in Libia ha poi comportato un nuovo crollo delle vendite anche su questo mercato (-82,3%).

 


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