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Disegno di legge sulla gemmologia, Federpreziosi richiama all’unità

Dopo un incontro organizzato da AssoPreziosi contro il testo approvato alla Camera, le associazioni di settore auspicano la rapida approvazione della normativa

Polemiche relative al disegno di legge sulla gemmologia, Federpreziosi dice no e, nella difesa al testo approvato alla Camera un anno fa, alla Federazione di Confcommercio si uniscono le altre associazioni di settore che hanno condotto la medesima battaglia,  da Federorafi alla sezione orafi di Confartigianato, da Assocoral a Federpietre. In merito alle proteste sollevate da un gruppo di operatori che vedono nel testo una fonte di costi e burocrazia, la Federazione di Confcommercio che riunisce imprese Orafe, Gioielliere, Argentiere e Orologiaie riaccende i riflettori sull’importanza della normativa sui materiali gemmologici che un anno fa è approdata al Senato in un testo unico dopo l’approvazione alla Camera.

Dal 1993 ad oggi, infatti, i tanti momenti di comunicazione e di confronto che hanno visto coinvolti praticamente tutti gli operatori, le associazioni, gli enti del settore orafo gioielliero ad ogni livello e in tutte le parti d’Italia hanno portato, lo scorso anno, alla condivisione di intenti, finalità e strategie di sostegno al settore. La normativa sui materiali gemmologici, ricorda Federpreziosi in una nota, ha l’obiettivo di tutelare il consumatore in modo che possa essere edotto in modo chiaro e inequivocabile sulle caratteristiche dei materiale gemmologico che acquista; rendere responsabile l’operatore (importatore, grossista, fabbricante, dettagliante) della denominazione e della qualità delle merci che propone al cliente; ostacolare la concorrenza sleale di chi anche per semplice incompetenza (se non si vuole parlare di dolo) usa terminologie poco appropriate che possono indurre in errore l’acquirente; costituire uno strumento senza carattere vessatorio ma che tuteli ed esalti la professionalità del comparto orafo e favorire, con il supporto del Ministero dello sviluppo economico, campagne di comunicazione pubbliche tese promuovere la conoscenza delle problematiche connesse alla qualità delle gemme.

Obiettivi ambiziosi che la Federazione ha inteso perseguire insieme alle altre associazioni di categoria: la scorsa settimana, un incontro organizzato da una associazione di recente istituzione (Asso Preziosi Italia, fondata un anno fa), però, ha voluto gettare ombre sull’opportunità del testo. L’iter non si fermerà, assicura Federpreziosi, che auspica la rapida approvazione della normativa tesa all’armonizzazione dell’intero sistema e alla valorizzazione del codice deontologico. Una posizione condivisa anche dalle altre istanze coinvolte: Federorafi Confindustria, CNA sez. orafi, FIOG Confesercenti, Confartigianato sez. orafi, Unionorafi Confapi, Assocoral, Federpietre, Assogemme, Cisgem, Collegio italiano Gemmologi, Istituto Gemmologico Italiano, Borsa Diamanti d’Italia e Assicor, il Comitato oro di Uniofiliere, l’Associazione delle Camere di Commercio nata per supportare e valorizzare le filiere del ”Made in Italy.


7 commenti

  1. sarebbe auspicabile una rapida approvazione del testo di legge abbiamo aspettato anche troppo!Chi svolge con serietà e competenza questo mestiere dovrebbe non opporsi ma spingere affinchè sia approvata il più presto possibile, per tutelare noi e i consumatori ,anche a costo di pagare di più;poi non so se si pagherà di più e si da un pò di dignità a questi gemmologi sempre snobbati dai fornitori !


    • Sabina says:

      Sono pienamente d ‘accordo con te….i gemmologi sono quelli che pagano di piu’ perche’ pur usando una terminologia corretta spesso non vengono capiti!


  2. Francesca says:

    Ho letto il testo di legge sul sito del Senato e trovo che i principi ispiratori, non sono rispettati nel testo. Ho letto alcuni commenti ed ho visto un filmino su you tube che fa riflettere.
    http://www.youtube.com/watch?v=g5AoD-LHlxs


  3. Samanta says:

    Per come è scritta è proprio inutile, andrebbe certificata la bigiotteria, le pietre preziose accompagnate da certificati internazionali sarebbero illegali. Un buffonata.


  4. Marco says:

    Egregi Sig.ri,
    Mi auguro vivamente che questa legge passi nel più breve tempo possibile, anche se credo che la bigiotteria debba restare fuori. Non mi stupiscono le reticenze delle categorie interessate, che chiedono chiarezza a parole, ma poi si disdicono sui fatti. Questo mercato ha estremo bisogno di una regolamentazione chiara, al fine di premiate i veri professionisti e escludere dal mercato tutte quelle persone che con concorrenza sleale e furbizie,sminuiscono la professionalità di chi ha studiato la materia gemmologica per anni e lo può dimostrare con titoli. I gioiellieri, invece di fare la guerra a questo d.l. dovrebbero capire che anche loro trarranno enormi benefici da una certificazione chiara, che tutelerà loro e i loro acquirenti da qualsiasi controversia e sono certo che i prezzi scenderanno, dato che oggi questi ultimi credono di fare affari, ma sono a loro volta raggirati, dato che nella maggior parte dei casi non hanno competenze sufficienti per capire realmente quello che stanno acquistando.Anche sulle certificazioni internazionali come GIA HRD e IGI Anversa sono serie ma comunque legalmente risultano sempre come pareri dati da esperti senza alcun vincolo legale in caso di errori e controversie e solo come tali possono essere recepiti. Chi scrive questo commento è un Gemmologo e un Perito in Preziosi in CCIAA e Tribunale di Roma.


  5. Costa says:

    Se la bigiotteria deve rimanere fuori bisogna modificare il testo, se venisse approvata così sarebbero da certificare anche gli oggetti in materie plastiche. Poi rimane il fatto assurdo che i certificati internazionali sarebbero illegali solo in Italia. Un venditore comunitario avrebbe enormi vantaggi e minori costi rispetto agli Italiani, perchè non obbligato a rispettare la legge, a chi giova?.
    Credo che sarebbe opportuno per tutti leggere il testo sul sito del Senato per capire veramente di che si parla.


  6. Riporto da fonti parlamentari che il DDL è stato affossato e non sarà approvato.
    Il Senato dopo aver in prima battuta approvato in commissione senza leggere con attenzione il testo, dopo l’intervento di Asso Preziosi Italia, ha riscontrato grandi anomalie che devono essere corrette. Addirittura vengono vietati termini obbligatori nelle nomenclature Europee delle dogane, una cosa comica … molte associazioni di categoria, sotto la pressione dei soci scontenti, stanno prendendo le distanze dal testo e chiedono correzioni.


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