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Diminuisce la domanda di oro, ma il calo è contenuto grazie a India e Cina

Il World Gold Council stima un -3,85 per cento globale. Nel 2012 il metallo ha resistito nei due paesi asiatici malgrado le difficoltà interne

Per la prima volta dal 2009 cala in termini di volume la domanda di oro: secondo le stime periodiche del World Gold Council (Wgc) si tratta di un -3,85 per cento (4.405,5 tonnellate nel 2012, dalle 4.582,3 tonnellate di un anno prima). Meno male che c’è l’India, verrebbe da dire, dal momento che è stata la performance del paese asiatico a rendere sostanzialmente contenuto il calo. Nel quarto trimestre 2012, i gioiellieri indiani, infatti, nel timore di nuovi dazi (puntualmente introdotti a gennaio), hanno fatto raggiungere il massimo storico per i consumi di oro (1.95,9 tonn).

A fronte di un contestuale aumento in valore (in questo senso la domanda d’oro nel 2012 è stata di 236.4 miliardi di dollari), diminuiscono gli investimenti: il World Gold Council ha registrato una diminuzione dell’8,3% nell’ultimo trimestre dello scorso anno (a 424,7 tonn.) e del 9,8% (a 1.534,6 tonn.) per l’intero 2012.Una mano potrebbe arrivare dal primo Etf sull’oro fisico in Cina. “Potenzialmente potrebbero vederne anche più di uno nel 2013”, ha commentato Marcus Grubb, managing director del Wgc, che però non si dichiara particolarmente fiducioso nel loro successo.

Sono riposte dunque in India e Cina, i due più grandi mercati d’oro, le speranze per il settore: i due paesi “rimangono la principale fonte di alimentazione per l’oro, malgrado le difficili condizioni economiche interne – ha detto Grubb -. In India, la fiducia dei consumatori verso l’oro è rimasta forte nonostante le misure volte a contenere la domanda, riaffermando il ruolo del metallo prezioso nella società indiana. In un sistema finanziario sottosviluppato, infatti, ha un ruolo importante da svolgere”.

 


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