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Digital transformation, per 8 retailer su 10 è già in corso

Secondo una ricerca commissionata da Microsoft al Retail Institute ci vogliono strumenti di marketing flessibili per una clientela sempre più volubile

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L’82% dei retailer ha già in corso progetti di Digital transformation e il 9% sta comunque pianificando d’iniziare un processo d’innovazione nel prossimo futuro: è una delle evidenze emerse da una ricerca commissionata al Retail Institute da Microsoft (e condotta tra ottobre e novembre) nell’ambito dell’appuntamento milanese del “Digital Difference in Retail”, che ha esplorato i trend del settore e le nuove prospettive della shopping experience.

Sono l’evoluzione della domanda di mercato (63%) e la consapevolezza dell’insufficiente connessione di team e processi (50%) a guidare la trasformazione digitale fotografata dallo studio. La necessità di restare in contatto con una clientela sempre più volubile rende utile la creazione di connessioni poco invasive e flessibili: i vecchi approcci di marketing si rivelano infatti inefficaci (38%) ed emerge una maggiore pressione competitiva (38%), altre due ragioni per cui spesso i retailer intraprendono progetti d’innovazione.

E così emerge un allineamento tra motivazioni alla base dei progetti di Trasformazione Digitale in ambito retail e vantaggi percepiti o attesi: i retailer italiani ritengono che i principali plus siano la produttività (67%), la migliore esperienza dei clienti (58%), il maggior coinvolgimento dei clienti (57%), la maggiore comprensione e previsione del mercato (48%) e l’innovazione di prodotto e servizio (47%). Quindi ai primi posti nella classifica dei vantaggi troviamo produttività e relazioni con la clientela, mentre la riduzione dei costi viene considerato un vantaggio solo da una minoranza (21%), proprio perché c’è maggiore sensibilità ad altre dimensioni legate all’innovazione.

Secondo lo studio, il prossimo anno gli investimenti si concentreranno principalmente su strumenti di Business Intelligence (55%), proprio perché per il mondo retail valorizzare i dati per conoscere le dinamiche di mercato e anticipare le esigenze dei consumatori rappresenta una priorità in uno scenario sempre più competitivo. Anche il Cloud Computing rappresenta un investimento di riconosciuto valore (41%) che consente a retailer di qualsiasi dimensione di accedere in modo semplice e flessibile a tecnologie complesse. E sorprendentemente anche l’Internet of Things entra nell’ordine di idee di 1 azienda su 5 (21%) e suscitano interesse anche Machine Learning/Artificial Intelligence (14%).

Tra le tecnologie considerate più utili per il settore emergono gli strumenti di Social Engagement (29%), strumenti di Collaborazione e Produttività (22%) e Customer Relationship Management (20%), ma anche i Predictive Analytics (16%), quindi anche in questo caso è evidente l’importanza di strumenti per nutrire la relazione con i consumatori e anticiparne i bisogni.

“Il Retail rappresenta un settore strategico per la competitività del Paese in quanto ha il ruolo di cerniera tra aziende e consumatori e l’innovazione tecnologica può fare la differenza sostenendone la crescita e l’internazionalizzazione – ha dichiarato Silvia Candiani, Amministratore Delegato di Microsoft Italia. -. Microsoft s’impegna da sempre per supportare la trasformazione digitale delle realtà attive nel mondo della distribuzione: ripensare l’organizzazione e i processi consente di arrivare a reinventare il percorso esperienziale del cliente inaugurando nuove esperienze più personali e connesse che fondano fisico e digitale. Per competere con successo in un mercato sempre più dinamico e conquistare un consumatore sempre più esigente è, infatti, fondamentale creare esperienze differenziate e personalizzate. Grazie al Cloud Computing e alle tecnologie intelligenti è possibile, rendendo più produttive le persone lungo la filiera e nei negozi e offrendo nuovi strumenti per anticipare i bisogni e rivoluzionare l’interazione con i clienti”.

 


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