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Diamanti, sequestrati 700 milioni. Tra le vittime della truffa Vasco Rossi, Federica Panicucci e Diana Bracco

Il decreto di sequestro è stato eseguito a carico di 5 istituti di credito e di IDB e DPI per le ipotesi di truffa aggravata e autoriciclaggio.

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Truffa diamanti, alcune vittime illustri: Vasco Rossi, Federica Panicucci e Diana Bracco

Settecento milioni di euro: ammonta a questa cifra il sequestro preventivo eseguito ieri dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta sui diamanti venduti ai risparmiatori nell’ambito dell’inchiesta in cui risultano indagate anche Banco Bpm, Banca Aletta, Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mps. Solo pochi giorni fa Preziosa magazine era tornata sulla vicenda raccontando le storie di alcuni risparmiatori truffati e il sequestro non fa altro che confermare quanto evidenziato nel recente servizio. Oggi inoltre emergono anche alcuni nomi noti tra i clienti colpiti, come la rockstar Vasco Rossi (che avrebbe investito 2,5 milioni di euro), la conduttrice Federica Panicucci, l’ex show girl Simona Tagli e l’imprenditrice milanese Diana Bracco.

Il decreto di sequestro, firmato dal gip di Milano Natalia Imariso, è stato eseguito a carico di 7 persone indagate, di 5 istituti di credito e Intermarket Diamond Business spa (Idb) e la Diamond Private Investment spa (Dpi), per le ipotesi di reato di truffa aggravata e autoriciclaggio.

I diamanti, che in molti casi sono rimasti in custodia presso le società venditrici o le banche, venivano infatti proposti ai risparmiatori a prezzi di gran lunga superiori al costo di acquisto della pietra e ai benchmark internazionali di riferimento : qualora avessero deciso di rivenderli sul mercato, dunque, avrebbero visto crollare il loro valore e perciò erano spinti a ricollocarli attraverso la stessa società che glieli aveva venduti pagando commissioni salate (fino al 20%) per il disinvestimento, alle quali andava aggiunta l’Iva (22%). Tutte circostanze, queste, omesse al momento della firma del contratto.

Due anni e mezzo Preziosa magazine aveva già acceso i riflettori sul fenomeno: sono seguite, poi, altre inchieste televisive e la decisione dell’Antitrust – nell’ottobre 2017 – di comminare sanzioni per oltre 15 milioni di euro a IDB e DPI e alle banche coinvolte. Lo scorso gennaio, inoltre, il Tribunale di Milano con sentenza n. 41/2019 del 10.1.19 ha dichiarato il fallimento della IDB.

L’indagine che ha portato al sequestro di ieri è coordinata dal procuratore aggiunto Riccardo Targetti e dal pm Grazia Colacicco e riguarda fatti avvenuti tra il 2012 e il 2016. In totale sono quasi settanta gli indagati, tra cui il direttore generale di Banco Bpm Maurizio Faroni, a cui vengono contestate le accuse di concorso in truffa, autoriciclaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza.

La IDB e la DPI sono le più colpite dal decreto di sequestro: 253 milioni a carico di Dpi e 328 milioni di Idb, dichiarata fallita a gennaio. Per quanto riguarda le banche, 83,8 milioni sono a carico di Banco Bpm e di Banca Aletti, 32 milioni nei confronti di Unicredit, 11 milioni nei confronti di Intesa Sanpaolo e 35,5 milioni a carico di Mps.

Secondo i dati dell’indagine condotta dall’Antitrust, dal 2011 al 2017 Idb e Dpi hanno perfezionato vendite per oltre un miliardo di euro, di cui 600 riconducibili al solo Banco Bpm che per circa 30-40 mila clienti ha incassato nel periodo oltre 100 milioni di commissioni. Unicredit, invece, avrebbe incassato circa 40-50 milioni di commissioni in sei anni. Intesa Sanpaolo ha dichiarato 7000 clienti nel 2016, Mps circa 14 mila operazioni dal 2013 al 2016 e commissioni totali tra i 30 e i 50 milioni di euro. Diverse sono anche le percentuali di rimborso offerte dagli istituti di credito: Unicredit, Intesa e Mps offrono il risarcimento del 100% mantenendo la proprietà delle pietre; Banco BPM, invece, propone al risparmiatore la restituzione dei diamanti più il 30% della cifra investita, percentuale che in corso di trattativa può salire fino al 50/60%.

“È auspicabile – ha detto il presidente di Federpreziosi Confcommercio Giuseppe Aquilino  che i recenti avvenimenti che hanno portato al sequestro di un ingente quantitativo di beni, e i reati ipotizzati di truffa aggravata e autoriciclaggio portino a fare definitiva chiarezza nell’interesse di tutti: clienti e operatori”.

Molti risparmiatori si sono rivolti alle associazioni per venire a capo della vicenda. Tra queste, Federcontribuenti, il cui presidente Marco Paccagnella, alla notizia del sequestro, ha commentato: “Dopo ben 8 anni di lotta, finalmente sono stati ascoltati i nostri appelli e le nostre denunce e viene premiata la tenacia e l’onestà che come Federcontribuenti abbiamo messo a disposizione dei consumatori truffati da questa vera e propria rapina. Ben venga dunque l’operazione della Guardia di Finanza di Milano che ha effettuato un sequestro preventivo di ben 700 milioni a carico di cinque banche e due società di intermediazione che oramai avevano il monopolio sulla pelle degli investitori”. 

Questa mattina Confconsumatori ha annunciato che nei prossimi giorni si costituirà parte offesa insieme ai propri associati, depositando idoneo atto alla Procura di Milano. Inoltre, l’associazione chiede – in attesa della fine delle indagini – che Banco BPM, unica banca che a oggi non ha risarcito per intero i propri clienti, si affretti a rimborsare il danno patrimoniale totale al 100% in favore delle vittime. “Alla luce delle indagini della Procura di Milano sulle banche che hanno venduto diamanti da investimento – si legge nella nota –, i consumatori coinvolti potranno richiedere anche il danno morale, oltre a quello patrimoniale. Confconsumatori, che sta già tutelando da anni centinaia di risparmiatori, si costituirà parte offesa insieme ai propri associati nel processo penale che si avvierà nei prossimi mesi. Per il momento, l’associazione continua a sollecitare Banco BPM a risarcire i clienti danneggiati e ricorda ai consumatori che non hanno conservato i diamanti la scadenza dell’8 marzo per richiederne la restituzione”.


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