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Diamanti, Maggiore trasparenza e nuove logiche commerciali per il prossimo futuro

Il punto di forza della vecchia generazione dei diamantaires era l’asimmetria informativa nei confronti del cliente che, in un mondo opaco ed impenetrabile, non era mai in condizione di conoscere il valore della merce acquistata. Tra prevedibili resistenze, oggi tutto sembra andare nella direzione della trasparenza totale sia nelle transazioni commerciali sia nella stesura dei bilanci aziendali spinti dall’esigenza di rispettare la normativa antiriciclaggio internazionale.

I giganti dell’estrazione diamantifera come De Beers e Alrosa sono diventati delle semplici divisioni all’interno di società impegnate nell’estrazione di diversi minerali.

diamanti

L’uscita di scena della famiglia Oppenheimer, l’assorbimento di De Beers da parte di Anglo American e lo spostamento delle aste di grezzo (Sight) da Londra a Gaborone, sono stati il chiaro segnale che il modello a conduzione familiare, che aveva guidato l’ex monopolista del mercato dei diamanti era giunto al capolinea e il fatto che l’estrazione dei diamanti sia ora in mano a società minerarie quotate in borsa – sottoposte a controlli e certificazioni – sta cambiando in profondità il modo di comprare e vendere i diamanti grezzi e tagliati.

La logica vorrebbe che le quotazioni dei diamanti tagliati riflettano le quotazioni dei diamanti grezzi. Invece, il mercato dei diamanti grezzi ormai somiglia sempre di più alle “trading house” che trattano le materie prime “finanziarizzate” (oro, petrolio, ferro, caffè, cacao…) con quotazioni e dinamiche dei prezzi che spesso non hanno alcuna correlazione o collegamento con il mercato reale.

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Come si è arrivati a questo punto? Il sistema bancario ha iniziato pochi anni fa a concedere allegramente prestiti alle taglierie consentendo di acquistare diamanti grezzi a qualunque prezzo. I problemi sono cominciati quando il dollaro USA si è rafforzato contro tutte le monete, soprattutto dei paesi emergenti come l’India, e dopo le stringenti nuove direttive sulla concessione dei crediti con il paradosso che ancora oggi è più conveniente acquistare diamanti tagliati già presenti sul mercato piuttosto che mettere in lavorazione nuovo grezzo per ottenere nuovo prodotto tagliato.

jjjCom’è possibile? La spiegazione è semplice, le aziende manifatturiere più importanti non ritengono profittevole mettere in produzione nuova materia prima perché il prezzo dei diamanti tagliati non è remunerativo, mentre le aziende più piccole, non avendo più accesso al credito per finanziare la propria attività, hanno gli impianti fermi o hanno chiuso, con la conseguenza che ora circolano meno diamanti di nuova produzione sul mercato favorendo l’aumento delle quotazioni (in dollari USA) per le categorie più richieste dal mercato dei diamanti tagliati: è una vera e propria trappola, senza considerare l’effetto cambio $/€ degli ultimi mesi!

Ulteriore peggioramento della situazione si è avuto dopo la decisione della Antwerp Diamond Bank di cessare l’erogazione di crediti con la contestuale richiesta di restituzione degli affidamenti che ha sconvolto la vita di aziende che hanno fatto la storia della borsa diamanti


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