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Diamanti, a due cifre l’export di Israele. Il 39% verso gli Usa

L’industria israeliana del diamante ha concluso il 2011 con crescita a due cifre sia nelle esportazioni sia nelle importazioni. Malgrado il rallentamento dell’attività riportato nel settore a livello mondiale nell’ultimo quarto dell’anno, il commercio estero del paese in diamanti lavorati è cresciuto del 23,5% rispetto al 2010, raggiungendo il valore di 7,2 miliardi di dollari. L’export netto dei diamanti grezzi è aumentato del 14,9% fino a quota 3,5 miliardi.

Quanto alle importazioni, per quelli lavorati la crescita è stata ancora superiore, a +34,7% (5,7 miliardi); per i grezzi, +17,5% (4,4 miliardi). Il mercato di destinazione più importante per Israele resta quello statunitense, che accorpa il 39% del totale. A seguire, Hong Kong (26%), Svizzera (6%), India (5%) , Regno Unito (3%), resto del mondo al 21%. In valore, i diamanti lavorati esportati negli Stati Uniti hanno prodotto 2,8 miliardi di dollari, quelli venduti a Hong Kong 1,9 miliardi, in Svizzera 420 milioni di dollari, India a 342 milioni e Regno Unito a 205 milioni.

“Il 2011 è stato un anno molto positivo per la nostra industria del diamante – ha dichiarato Moti Ganz, presidente del Israel Diamond Institute IDI (nella foto a sinistra) -. È iniziato con una crescita record nei primi tre quarti dell’anno, bilanciata da un rallentamento a livello mondiale nel corso del 2011. Abbiamo superato l’export del 2007, prima dell’inizio della crisi economica, che era pari a 7,1 miliardi di dollari. Questa è una chiara testimonianza della forza e della vitalità del settore dei diamanti israeliano”.

“I risultati sono notevoli, ma dobbiamo assumere la prospettiva giusta – ha commentato Eli Avidar, Managing Director dell’Idi (foto a destra) -. In generale non ci rallegriamo né ci disperiamo: siamo cautamente ottimisti per il futuro prossimo e per le previsioni a lungo termine”.


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