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Demeglio: qualcosa oltre il lusso

L’ambizione dell’arte orafa

Roberto Demeglio

Già dal 1922 Demeglio è tra i nomi della gioielleria italiana, ma sarà lo spirito imprenditoriale di Roberto a portare il business di famiglia nel mondo. Sa quello che vuole e non ci gira intorno, a soli 13 anni lascia Torino per imparare l’arte orafa a Valenza per poi fare ritorno nella sua città e mettere su il suo primo laboratorio orafo. Ha soli 18 anni ma punta ad un proprio show room. Lo inaugurerà una decina di anni più tardi, insieme a suo fratello Giuseppe. Tra i clienti molti sono dirigenti della FIAT, un mondo, quello automobilistico, che, seppur lontano mille miglia da quello orafo, inaspettatamente influenzerà le sue creazioni. Materiali alternativi e tecnologia diventano lo spunto per una nuova idea di gioiello in progetti che, purtroppo, dovranno fare a meno di Giuseppe, scomparso inaspettatamente. La tristezza rimane ma la vita gli sorride ancora, con la nascita della sua bambina Giorgia. Un’occasione che Roberto celebra con quello che sa fare meglio, un gioiello, anzi, una collezione intera.

La chiama Gioconda, e sarà una mera rivoluzione combinando oro 18kt, diamanti e acciaio inossidabile. Il lusso non è mai stato così facile da indossare, il segreto è un’anima elastica che fa adattare i gioielli comodamente alle dita ed al polso. È l’inizio di una produzione che ruota su un sistema flessibile che non ha bisogno di chiusura. Una novità assoluta, ma non l’unica. Nel 2005 arriva Domino, in ceramica high-tech, oro e diamanti, un omaggio alla nascita del secondogenito, Giuseppe. I riconoscimenti ed i premi non mancano, anzi arrivano numerosi, importanti ed internazionali: il brand è oramai un’icona e guadagna pure il mercato americano. È il 2012, un bel modo per celebrare la nascita della terza figlia, Gemma. Ce lo racconta Simona, che con Roberto Demeglio, fondatore e designer del marchio, condivide la vita e il lavoro.

Simona, da cosa nasce l’idea di utilizzare la ceramica come elemento prezioso? Da una sfida di Roberto. Aveva avuto modo di assistere, in alcune fabbriche, alla lavorazione della ceramica e ne era rimasto affascinato. Incomincia a fare ricerche in materia, coinvolgendo anche l’università, e fa un primo stampo, rettangoli e quadrati che saranno gli elementi dei bracciali della collezione Domino, la prima. Era impreziosita da numerosi diamanti, ma ciononostante non fu apprezzata. È stato un precursore incompreso. Ma non ha mai rinunciato all’idea, l’ha messa da parte in un cassetto, certo che prima o poi avrebbe avuto il giusto riconoscimento. Accadrà un paio di anni più tardi, quando Chanel sdoganerà la ceramica con il lancio del suo orologio. Il lancio del nostro bracciale riscuote il successo che ci aspettavamo. Da allora abbiamo creato circa venti collezioni, di cui otto sempre in produzione, forti di un know how in materia che ha raggiunto livelli di unicità.

Progettare un sistema elastico è un lavoro ingegneristico, come si concilia con la gioielleria? La facile indossabilità è un requisito importante in un gioiello e l’utilizzo di una molla che fa a meno della chiusura, quindi di grande praticità, è stato il movente per approfondire l’idea. Abbiamo utilizzato il brevetto con la collezione Gioconda nel 2004 ma solo dopo numerosi test, studi approfonditi e ricerche, impiegando diversi tipi di acciaio ma anche titanio, calcolando la tensione, il peso del bracciale sulla molla… abbiamo raggiunto un livello di perfezione che ci ha permesso di garantire a vita ogni gioiello con elastico.

Scacco Collection

Come si convince il pubblico che il lusso ha canoni diversi? L’ostacolo è il negoziante. È lui che deve credere in un’idea per trasferirla al cliente finale, deve avere nuove storie da raccontare.Il momento del lancio non è stato casuale, era un periodo in cui la gioielleria classica stava perdendo il suo stato di unicità e proporre qualcosa di prezioso ma diverso, che si collocava nel settore fashion, anche se con diamanti, lo faceva apprezzare per svariati motivi, primo fra tutti il poter essere indossato in ogni occasione grazie alla comodità data dalla molla e all’indistruttibilità della ceramica che anche in palestra, al mare, al lavoro non teme deterioramenti. Abbiamo anche brevettato un deposito di oro su ceramica con la collezione Aura, ancora più fashion e più accessibile perché senza diamanti.

Il mercato americano in cosa si differenzia dal nostro? È più ricettivo, ed abbastanza omogeneo, con una sola campagna si copre l’intero territorio mentre in Europa si è obbligati a differenziarla da Paese a Paese.

Aura Collection

In quali paesi è presente il marchio Demeglio?Stati Uniti, Europa, Oceania e alcuni Paesi asiatici, ovviamente oltre che sull’intero territorio nazionale.

Qual è il valore di essere parte del Club degli Orafi Italia? Il mondo dei produttori non è coeso, anzi è abbastanza chiuso, e far parte del Club, per noi è il secondo anno, offre una visione più ampia dei numerosi problemi del settore. Si discute, ci si confronta con realtà simili ma anche molto più importanti e questo è un elemento fondamentale per andare avanti con sempre maggiore competenza.

Tra i prossimi progetti cosa c’è in programma? Roberto non si ferma mai, è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Di certo il nostro tennis elastico, fino ad ora distribuito da altre aziende, sarà sul mercato con il marchio Demeglio, con posizionamento molto alto.

www.robertodemeglio.it

 

Demeglio: something beyond luxury

The ambition of the goldsmith’s art

Since 1922, Demeglio has been among the names of Italian jewellery, but Roberto’s entrepreneurial spirit will bring the family business to the world. He knows what he wants and does not go around it, he left Turin when he was only 13 to learn the goldsmith’s art in Valenza and then returned to his city and set up his first goldsmith’s workshop. He was just 18 but aimed at his own showroom. He inaugurated it about ten years later, together with his brother Giuseppe. Alternative materials and technology become the starting point for a new idea of jewellery in projects that, unfortunately, will have to do without Giuseppe, who died unexpectedly. Sadness remains but life still smiles at him, with the birth of his daughter Giorgia. An occasion that Roberto celebrated with what he does best, a jewel, indeed, an entire collection. Gioconda is its name, and it will be a mere revolution by combining 8kt gold, diamonds and stainless steel. Luxury has never been easier to wear, the secret is an elastic soul that makes jewellery fit comfortably on the fingers and wrist. The beginning of a production that revolves on a flexible system that needs no closure. An absolute novelty, but not the only one. In 2005, Domino arrives, a tribute to the birth of his second son, Giuseppe and made high-tech ceramic, gold and diamonds. And then the so many awards and prizes, countless, important and international: the brand is now an icon and has won over the American market as well. And the year 2012 is a nice way to celebrate the birth of the third daughter, Gemma. Simona tells us about it, who is the business and life partner of Roberto Demeglio, founder and designer of the brand.

 

Simona, where did the idea of using ceramic as a precious element come from? From a challenge of Roberto. He had had the opportunity to witness, in some factories, the working of ceramics and he was fascinated by it. Without ever giving up on the idea, he put it aside in a drawer and then proposed it when Chanel cleared it by launching its watch. The launch of our bracelet obtained the success we expected. Since then we have created around twenty collections.

Designing an elastic system is an engineering job, how can it be reconciled with jewellery? We used the patent with the Gioconda collection in 2004 but only after numerous tests, in-depth studies and research, using different types of steel but also titanium, calculating the tension, the weight of the bracelet on the spring… we have reached a level of perfection.

How do you convince the public that luxury has different standards?The obstacle is the shopkeeper. It is he who must believe in an idea to transfer it to the end customer, he must have new stories to tell. The moment of the launch was not accidental, it was a period in which classic jewellery was losing its uniqueness.

In which countries is the Demeglio brand present? United States, Europe, Oceania and some Asian countries, and throughout the entire national territory of course.

What is the value of being part of the Goldsmiths club? The world of producers is not cohesive, indeed it is quite closed, and being part of the Club, for us this is the second year, offers a broader vision of the numerous problems in the sector. We discuss, we deal with similar but also much more important realities and this is a fundamental element to move forward with ever greater competence.


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