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Decreto Occupazione ed Iva: i vantaggi per le nuove assunzioni – le novità in materia di iva e fisco

Il 28 giugno è entrato in vigore il cd. decreto Occupazione ed Iva (D.L. n. 76 del 28 giugno 2013 , pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 del 28 giugno 2013) la cui principale finalità consiste nell’incentivare le assunzioni di giovani e disoccupati attraverso incentivi ai datori di lavoro e la modifica di alcune norme sui contratti atipici.

Il decreto contiene anche il rinvio dell’aumento dell’IVA ed altre disposizioni in materia fiscale, tra cui :

  • L’aumento degli acconti IRPEF, IRES e IRAP
  • La regolamentazione del mercato delle sigarette elettroniche (la cui vendita non sarà più consentita a tutti, ma solo ai possessori di determinati requisiti) e l’introduzione di una tassa sulle medesime e sulle loro parti di ricambio.

Il decreto dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni e potrà subire delle modifiche nel suo iter.

Vediamo ora una sintesi delle principali disposizioni del decreto, partendo da quelle sul lavoro;  cercheremo di fare luce sulla loro reale efficacia rispetto agli ambiziosi obiettivi che il provvedimento si è proposto.

 

Incentivi alle nuove assunzioni
a tempo indeterminato di giovani (art. 1)

Era la misura più attesa. Il Decreto prevede, per nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, un beneficio economico per il datore di lavoro pari ad un terzo della retribuzione lorda mensile imponibile del lavoratore interessato, con un limite di 650 euro mensili.

Per ottenere il contributo, occorre rispettare le seguenti condizioni :

  • L’assunzione deve essere effettuata dopo l’entrata in vigore del decreto;
  • L’assunzione deve comportare un incremento della forza lavoro aziendale;
  • Il lavoratore deve rientrare nella categoria dei “lavoratori svantaggiati”, e cioè essere in almeno una delle seguenti condizioni soggettive:
  • essere privo di impiego retribuito da almeno sei mesi
  • non aver conseguito nessun titolo di scuola superiore
  • vivere solo con una o più persone a carico.

Il beneficio viene  erogato per un massimo di 18 mesi; esso viene corrisposto mediante conguaglio con i contributi dovuti mensilmente dall’azienda.

Anche in caso di trasformazione di contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato si ha diritto al beneficio, che però è limitato a soli12 mesi ed è vincolato all’effettuazione di un’altra assunzione a tempo indeterminato ad incremento dell’occupazione esistente, svincolata però dalle condizioni soggettive del lavoratore sopra descritte.

L’incremento occupazionale è calcolato sulla differenza fra il numero dei lavoratori di ciascun mese ed il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti all’assunzione. I lavoratori a tempo parziale sono calcolati in proporzione.

Per il calcolo dell’incremento occupazionale, vanno tenute in conto le eventuali diminuzioni occupazionali nelle società controllate o collegate o facenti capo allo stesso soggetto.

Il  beneficio in questione non spetta se:

  1. l’assunzione costituisce l’attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva;
  2. l’assunzione viola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore;
  3. il datore di lavoro abbia in atto sospensioni dal lavoro connesse  ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’acquisizione di professionalità sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori sospesi oppure siano effettuate presso una diversa unità produttiva;
  4. siano stati licenziati lavoratori, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume ovvero risulti con quest’ultimo in rapporto di collegamento o controllo.

Come si ottiene l’incentivo?

Occorre presentare una richiesta all’INPS in via telematica, ma non subito. Occorre infatti attendere che l’INPS, nel tempo di 60 giorni previsto dal decreto, emani una circolare contenente le modalità operative. Quindi, prima del “via libera” dell’INPS, le aziende potranno effettuare le assunzioni, ma non procedere al conguaglio delle relative somme.

Come viene assegnato l’incentivo?

Vale l’ordine cronologico delle assunzioni (e non della presentazione delle domande, come spesso avveniva in passato) : il cronologico sarà riferito alla data di assunzione più remota rispetto alle domande pervenute. In pratica l’ordine sarà stabilito in base alle assunzioni effettuate a partire dal 29 giugno, prima data utile per effettuare le assunzioni con il beneficio.

Vi saranno risorse per tutti?

Questo è il vero punto dolente. Le risorse disponibili sono le seguenti : nelle Regioni del Mezzogiorno, 100 milioni di euro per il 2013, 150 milioni rispettivamente per il 2014 e per il 2015 e 100 milioni di euro per il 2016. Per le restanti Regioni sono stanziati 48 milioni di euro per il 2013, 98 milioni rispettivamente per il 2014 ed il 2015 e 50 milioni per il 2016, ripartiti fra le  Regioni sulla base dei criteri di riparto dei Fondi strutturali. Ulteriori risorse potrebbero essere stanziate tramite i Fondi europei gestiti dalle Regioni.

Facendo un calcolo di massima, si può stimare che, con un incentivo medio di 10.000 Euro per nuovo assunto, sarà possibile finanziare 10.000 assunzioni nel 2013 e 15000 nei due anni successivi nell’intero Mezzogiorno, ed ancora meno nel resto del Paese, a meno che non vi sia un consistente rifinanziamento da parte delle Regioni.

 

Misure urgenti per l’occupazione giovanile
e contro la povertà nel Mezzogiorno (art. 3)

Per favorire l’occupazione giovanile nel Mezzogiorno viene previsto fra l’altro:

  • il rifinanziamento delle agevolazioni per l’autoimpiego (prestito d’onore, microimpresa, franchising) e l’autoimprenditorialità (imprenditorialità giovanile);
  • il finanziamento di 56 milioni di euro per l’anno 2013, 56 milioni di euro per l’anno 2014 e 56 milioni di euro per l’anno 2015 di borse di tirocinio formativo a favore di giovani che non lavorano e non studiano di età compresa tra i 18 e i 29 anni,  residenti e/o domiciliati nel Mezzogiorno.

 

Modifiche alla legge di riforma del mercato
del lavoro “Fornero” n. 92/2012  (art. 7)

Contratto di Lavoro a termine

Vengono modificati diversi aspetti di questa tipologia contrattuale, per renderne più agevole l’utilizzo da parte dei datori di lavoro; in particolare vengono ampliati i casi in cui è possibile stipulare un contratto a termine senza una causale specifica che giustifichi il limite temporale apposto al contratto (contratti acausali) :

  1. nell’ipotesi del primo rapporto a tempo determinato, di durata non superiore a dodici mesi, concluso fra un datore di lavoro o utilizzatore e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione, sia nella forma del contratto a tempo determinato, sia nel caso di prima missione di un lavoratore nell’ambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato;
  2. in ogni altra ipotesi individuata dai contrati collettivi, anche aziendali, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Inoltre, viene eliminato il divieto di proroga del primo contratto a termine privo di causale.

Per tutti i contratti a termine, sono ripristinati gli intervalli più brevi per la successione di contratti: 10 giorni per contratti di durata fino a 6 mesi; 20 giorni per contratti di durata superiore a 6 mesi. Il provvedimento recepisce le richieste, relative agli intervalli da osservare tra un contratto di lavoro a termine e un altro, che la Confcommercio aveva a suo tempo espresso durante tutto l’iter della riforma del lavoro varata lo scorso anno. Infatti, la norma riformulata ripristina i termini previsti prima dell’entrata in vigore della Riforma del mercato del lavoro (legge Fornero), la quale aveva allungato notevolmente gli intervalli obbligatori tra la cessazione di un contratto a termine ed il suo rinnovo.  La legge Fornero aveva creato un effetto boomerang, facendo aumentare notevolmente il numero di contratti a termine non rinnovati, a causa dei tempi di attesa troppo lunghi previsti dalla legge per il rinnovo, tempi non compatibili con le esigenze delle piccole e medie imprese.

Lavoro intermittente o a chiamata

Viene introdotto un limite temporale all’utilizzo di tale contratto:  ciascun lavoratore a chiamata non potrà superare le 400 giornate di effettivo lavoro nell’arco di un triennio. Se tale limite viene superato il contratto si trasforma in rapporto di lavoro a tempo pieno ed indeterminato. I contratti di lavoro intermittente sottoscritti al 18.7.2012 non compatibili con la nuova disciplina cessano di produrre effetti al 1° gennaio 2014.

Lavoro accessorio (voucher)

Viene eliminato il riferimento alle prestazioni di natura meramente occasionale per il ricorso al lavoro accessorio, in linea con gli orientamenti espressi dal Ministero del lavoro : di fatto viene allargata ulteriormente la possibilità di utilizzare i voucher per le prestazioni di brevissima durata.

 Agevolazioni assunzioni beneficiari ASPI

Al datore di lavoro che assuma spontaneamente a tempo pieno e indeterminato lavoratori beneficiari di ASPI (cioè lavoratori che hanno perso il posto di lavoro e beneficiano dell’indennità di disoccupazione)  è concesso, per ogni mensilità di retribuzione corrisposta, un contributo mensile pari al 50% dell’ASPI residua.

Sono escluse dall’agevolazione le imprese con assetti proprietari coincidenti o con rapporti di collegamento o controllo con l’impresa che assume.

 

DISPOSIZIONI IN MATERIA FISCALE

Rinvio al 1° ottobre 2013 dell’aumento
dell’aliquota Iva ordinaria (art. 11, comma 1)

Viene rinviato dal 1° luglio 2013 al 1° ottobre 2013, l’aumento di un punto percentuale (dal 21% al 22%) dell’aliquota Iva ordinaria. Ad oggi non è chiaro se l’incremento dell’IVA potrà essere evitato oppure no.

Aumento dell’acconto Irpef e Irap
per le persone fisiche e le società di persone
(art. 11, commi 18 e 19)

A decorrere dal periodo d’imposta 2013, per le persone fisiche, le ditte individuali e le società od associazioni di cui all’art. 5 del Tuir (società semplici, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, etc.), la misura dell’acconto Irpef ed Irap viene aumentata dal 99% al 100%. La misura è definitiva. Il calcolo a novembre andrà fatto sottraendo dall’acconto complessivo, calcolato nella nuova misura del 100%, quanto già pagato come prima rata.

Aumento dell’acconto l’Ires e dell’Irap
per le società di capitali
(art. 11, comma 20)

Per il solo periodo d’imposta 2013 (quindi si tratta di una misura provvisoria), per le società di capitali, la misura dell’acconto Ires ed Irap viene aumentata dal 100% al 101%. Tale incremento ha effetto esclusivamente  sulla seconda od unica rata di acconto – da versarsi entro il mese di novembre 2013.

Introduzione di una imposta di consumo
sulle “sigarette elettroniche” (art. 11, comma 22)

A partire dal 1° gennaio 2014, viene introdotta un’imposta di consumo, pari al 58,5% del prezzo di vendita al pubblico, sui prodotti contenenti nicotina od altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati (cioè le sigarette elettroniche), nonché i dispostivi meccanici ed elettronici – comprese le parti di ricambio – che ne consentono il consumo.

La commercializzazione dei suddetti prodotti non sarà più libera : servirà l’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. I soggetti interessati dovranno possedere i medesimi requisiti previsti per la gestione dei depositi fiscali di tabacchi lavorati.

 


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