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Decreto liquidità, subito 25mila euro per le imprese

Rinvio delle tasse, garanzie sui prestiti alle aziende. Già operativa la micro liquidità a piccole imprese e autonomi, basterà presentarsi in banca con la partita Iva. 

400 miliardi di euro a garanzia sui prestiti alle imprese ma anche pagamenti della Pubblica amministrazione più veloci, sospensione dei termini per chi è in debito con il Fisco: queste alcune delle misure previste dal decreto liquidità, che ha ottenuto il via libera dopo un lungo Consiglio dei ministri.  Il pacchetto delle garanzie per le imprese, come hanno spiegato i ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico, si divide in due grandi capitoli: il rafforzamento del Fondo di garanzia per le PMI, cui potranno accedere le imprese fino a 499 dipendenti, e l’intervento di Sace per la copertura dei prestiti alle grandi imprese. Per professionisti, negozianti, autonomi e piccoli imprenditori le banche potranno erogare subito i prestiti fino a 25mila euro praticamente in automatico, senza aspettare l’ok del Fondo. Questi saranno garantiti al 100% e senza controlli preventivi sul merito del credito. Per i prestiti fino a 800mila euro ci sarà sempre copertura al 100%, con il 90% garantito dallo Stato e la controgaranzia del 10% dei Confidi, tenendo conto della situazione finanziaria pre-crisi e non dell’andamento degli ultimi mesi, segnati dalle difficoltà dell’emergenza. Per le richieste di liquidità fino a 5 milioni, invece, la garanzia sarà al 90%, sempre senza valutazione andamentale. Per le altre imprese la garanzia arriverà da Sace, che resta a Cassa depositi e prestiti, ma non sarà più soggetta “all’attività di direzione e coordinamento” di CDP. Le nuove garanzie, sempre attraverso Sace, andranno anche a sostegno delle esportazioni, liberando già quest’anno 50 miliardi cui si aggiungeranno, nel 2021, 200 miliardi per nuovi investimenti. In tutto, sommando anche gli interventi del Cura Italia, si mobilitano risorse per oltre 750 miliardi di euro, oltre 400 in più rispetto ai 350 miliardi già previsti nel decreto legge ‘Cura Italia’.

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Un incastonatore al lavoro nell’area Artigiani al Padiglione Rubino

Per sostenere le attività di aziende e autonomi arriva anche una nuova sospensione delle tasse, che ‘congela’ quasi 10 miliardi. È previsto un nuovo stop ai versamenti di IVA e ritenute anche per aprile e maggio esteso a tutte le attività che abbiano subito perdite a marzo del 33% (entro i 50 milioni di ricavi) o del 50% (sopra i 50 milioni). Prevista anche una proroga di altri due mesi dello stop al versamento delle ritenute per autonomi e partite IVA con giro d’affari entro i 400mila euro. In più in sede di dichiarazione dei redditi chi fa l’autoliquidazione potrà versare acconti ridotti in base alle previsioni dell’andamento reale dei propri conti nel 2020, senza incorrere sanzioni o multe se paga almeno l’80% di quanto poi sarà effettivamente dovuto.


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