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De Grisogono verso la bancarotta

L’azienda ginevrina, fondata nel 1993 dall'italo-libanese Fawaz Gruosi ha infatti avviato la procedura fallimentare, dopo una lunga e vana ricerca di un compratore. Sono a rischio i posti di lavori dei 65 dipendenti di Plan-le-Ouates, ma anche quelli delle tre filiali italiana, statunitense e emiratina, per un totale di altri 15 lavoratori.

Già nell’aprile 2018 la maison gioielliera e orologiera De Grisogono aveva aperto una procedura di consultazione tra i dipendenti e alla fine dello stesso anno il fondatore Gruosi aveva lasciato la compagine societaria, dimettendosi da board director, contestualmente alla nomina di Céline Assimon ad amministratore delegato. Secondo “l’Agefi”, il quotidiano dell’agenzia economica e finanziaria ginevrina, ora il personale sarebbe stato licenziato «senza indennità e senza preavviso».

Fawaz Gruosi

Da tempo, infatti, la maison viaggia in cattive acque e, come ha recentemente comunicato, «senza il supporto finanziario dei suoi attuali azionisti e senza un acquirente, la solvibilità della società è ora minacciata, rendendo quindi impossibile continuare le attività». Secondo la «Tribune de Genève», De Grisogono dovrebbe infatti più di 1,4 milioni di franchi ai suoi fornitori.

All’origine del dissesto della casa nota per essere tra le preferite sui red carpet, non ci sono però solo i cambiamenti del mercato, ma una vicenda ben più intricata, portata alla luce dai 715mila documenti del cosiddetto “Luanda leaks”, raccolti dal Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi per documentare il sistema di corruzione angolano nei 38 anni di governo dell’ex presidente José Eduardo Dos Santos. Dal 2012 tra i finanziatori di De Grisogono ci sarebbero infatti due soggetti del paese africano: Victoria Holding e Sodiam, la società pubblica angolana di commercializzazione dei diamanti. Attraverso quest’ultima, la figlia dell’ex presidente, Isabel Dos Santos, e il marito Sindika Dokolo, avrebbero finanziato la maison, riuscendo tramite un complesso meccanismo a distrarre fondi pubblici, come secondo le indagini avrebbero fatto con altre 400 aziende, tramite una serie di società schermo con sede a Malta, in Olanda e in Lussemburgo.

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interni della boutique De Grisogono di New York

Dos Santos, con il suo patrimonio di 2,2 miliardi di dollari, è considerata da Forbes la donna più ricca d’Africa, anche se in realtà questa cifra potrebbe essere ben più alta considerando i traffici illeciti.

Il nuovo presidente João Lourenço, però, nell’ambito della sua guerra alla corruzione, avrebbe bloccato i beni della coppia, con un maxi-sequestro giudiziario, accusandola di aver sottratto alle casse dello Stato più di un miliardo di dollari.

La caduta di Dos Santos avrebbe quindi trascinato con sé De Grisogono: Sodiam avrebbe infatti deciso di non sostenere più la casa ginevrina, che avrebbe causato 225 milioni di dollari di perdite al gruppo angolano.

 

 


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