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D’Amante vuole crescere e valuta l’apertura del capitale

Il Gruppo di Padova ha presentato un piano di ampio sviluppo strategico che va dal potenziamento della rete retail al diamante da investimento.

Milano, 09 Marzo 2016 – “L’apertura del capitale per la ricerca di una nuova finanza in equity è finalizzata all’accelerazione di un processo di sviluppo il cui driver fondamentale è costituito dal potenziamento della rete retail di proprietà con l’apertura di nuove gioiellerie in Italia e all’estero, l’affiliazione commerciale di punti vendita principalmente nei centri storici, il rebranding dei negozi a format D’AMANTE, la nuova sfida del web. Intendiamo inoltre cogliere l’opportunità sempre più diffusa del “diamante da investimento”, nonché la crescita per linee esterne attraverso operazioni di M&A.

Fabio Verdini, presidente e fondatore, ha illustrato in conferenza stampa a Milano il progetto di siluppo strategico di D’AMANTE, brand italiano del lusso con ricavi di 25 milioni di euro nel 2014, prevista percentuale di crescita a doppia cifra nel 2015, EBITDA 10%, 210 collaboratori.

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Da sinistra: Fabio Verdini fondatore di D’Amante SpA, Sonia Renesto, direttore generale, e il gemmologo Davide Cecchinato

Il Gruppo, nato nel 1993 dall’esperienza ventennale in campo orafo del suo fondatore, ha sede a Padova e presidia il canale retail con una rete di proprietà di 41 punti vendita dislocati in centri commerciali sul territorio nazionale con predominanza del Centro-Nord, all’interno dei quali propone gioielli realizzati e commercializzati prevalentemente con il marchio D’Amante.

E’ attivo nel settore wholesale con la vendita diretta di gioielli e pietre preziose ad altri operatori del settore, nel campo dei diamanti da investimento (cura la pubblicazione delle quotazioni su “Milano Finanza”), e come operatore autorizzato da Banca d’Italia per la compra vendita di oro.

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Per ricerca di nuova finanza, che Fabio Verdini indica dai 5 ai 10 mln di euro e che intende finalizzare con celerità e sicuramente entro il 2016, l’azienda sta valutando varie ipotesi: possibile l’apertura del capitale ad un fondo di private equity e un’eventuale Ipo, che rappresenterebbe l’ipotesi preferita in quanto offrirebbe maggiore visibilità e che sarebbe tutta in aumento di capitale. In caso di apertura a un fondo di private equity, sicuramente non verrà venduta la maggioranza.

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D’Amante indica come punto di forza “l’unicità del modello di business, basata sul presidio dell’intera catena del valore: dalla leadership nello studio del design, affidato a un’equipe interna che analizza le tendenze del momento, alla scelta delle materie prime di altissima qualità selezionate da un gemmologo esperto, alla lavorazione artigianale dei gioielli affidata a storici laboratori orafi con i quali è in essere una consolidata collaborazione”.
Nell’ottica del piano di sviluppo anche sul piano estero, sono stati fatti primi approcci in Paesi come Russia, Vietnam, Cina.


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