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Dal primo gennaio in vigore il nuovo assetto dell’ICE

Si è sbloccata la situazione dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane

Con il 2013 si è sbloccata la situazione dell’ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane che assume così un nuovo assetto. Firmato infatti (dal premier Mario Monti, il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e il ministro dell’Economia Vittorio Grilli) il decreto della presidenza del consiglio che dispone il trasferimento all’Ice e al ministero dello Sviluppo economico delle risorse umane, strumentali, finanziarie e dei rapporti giuridici attivi e passivi che facevano capo al vecchio Istituto per il commercio estero (soppresso dal decreto 98 del 2011).

Alla fine si è deciso di accorpare i tre Dpcm inizialmente previsti in un unico provvedimento, pronto per la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Con effetto dal primo gennaio, l’Ice è pienamente operativa e, sulla base anche della graduatoria già pubblicata, si è chiarito il quadro delle risorse umane: 434 persone passeranno alla nuova Agenzia, mentre 141 entreranno negli organici del ministero dello Sviluppo economico.

Il Dpcm mette dunque fine alla gestione transitoria e rende possibile la piena operatività della struttura, guidata da maggio da Riccardo Monti. L’Agenzia, intanto, attende lo sblocco di circa 29 milioni di euro da destinare all’attività promozionale. Secondo l’Agenzia, l’export e la competitività delle imprese italiane sui mercati esteri si confermano tra le leve più importanti per lo sviluppo del sistema economico nella fase di crisi. Grazie a un aumento del 5% del valore delle esportazioni (nel complesso stimato a oltre 470 miliardi di euro nel 2012) e a una contrazione delle importazioni, nell’anno appena concluso il Paese ha conseguito un saldo commerciale positivo di circa 10 miliardi di euro, un risultato che non veniva raggiunto da circa 10 anni.

Spulciando tra i dati e le stime del Piano Nazionale dell’Export 2013-2015 presentato pochi giorni fa dal presidente dell’ICE, l’Italia, inoltre, rispetto ai principali competitor europei, si qualifica come Paese esportatore che meglio difende le proprie quote di mercato, subito dopo la Germania, anche grazie un crescente up-grading qualitativo delle produzioni.  Se questa tendenza positiva sarà confermata, il sistema Italia potrà generare, entro i prossimi 3 anni, 150 miliardi di euro di export aggiuntivo, superando la quota di 600 miliardi di euro, tra benie servizi, entro la fine del 2015.


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