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Dal 2017 la Bangkok Gems & Jewelry Fair si anticipa di un mese

Appena terminata, la 57esima edizione della fiera con 30mila visitatori consolida il ruolo del paese come hub verso il Sud Est asiatico: la gioielleria terza voce dell'export

 

Bangkok Fair

Si è chiusa con 30mila visitatori la 57esima edizione della Bangkok Gems & Jewelry Fair, che ha consolidato la posizione della Thailandia come hub di gioielli verso il Sud Est Asiatico, mentre uno degli obiettivi per il 2017 è di rendere la nazione capitale mondiale del rubino. Una posizione già forte, quella della Thailandia, nell’export di gioielli, terza voce del commercio estero dopo automobili e elettronica con affari per oltre 10 miliardi di dollari e quasi 15.800 impiegate nel settore.

Per il prossimo anno, tra l’altro, è in vista un importante cambiamento “temporale”: la fiera non si svolgerà più a febbraio, ma sarà anticipata a gennaio per distanziarsi dall’Hong Kong International Jewelry Show; anche l’edizione di settembre sarà anticipata ad agosto. “Dobbiamo poter garantire che gli acquirenti abbiano il tempo di visitare la nostra fiera –  ha dichiarato Suttipong Damrongsak, presidente della Thai Gem and Jewelry Traders Association -. Diventa difficile per i buyer allontanarsi per 15 giorni consecutivi. Abbiamo parlato con un sacco di visitatori ed espositori, e tutti hanno espresso la stessa opinione”.

“Credo che l’industria delle gemme e dei gioielli thailandesi sia sulla buona strada per diventare un hub non solo per il Sud Est asiatico ma del mondo intero entro i prossimi anni” ha detto Suttipong Damrongsak durante la rassegna. “Abbiamo percorso una lunga strada da quando, decenni fa, si è costituita l’industria – ha commentato Somchai Phornchindarak, presidente della Thai Gems, Jewelry and Precious Metal Confederation della Thailandia -. Oggi, gemme e gioielli thailandesi sono apprezzati in tutto il mondo grazie ad alta qualità e lavorazione artigianale”.

La fiera è stata l’occasione per lanciare il “Ruby Symposium 2017“, che si terrà nella capitale thailandese nel mese di aprile del prossimo anno“Il nostro obiettivo è di lavorare con il governo per rendere il simposio del 2017 un centro di discussione su tutte le questioni nel settore del rubino, e per stabilire una filiera trasparente e affidabile a livello internazionale – ha precisato Suttipong -. Il panel di relatori includerà membri dell’industria di tutto il mondo, con oltre 400 partecipanti”.

”La Thailandia è anche un buon posto per fare affari nella regione rispetto a Singapore, Hong Kong e Cina – ha proseguito -. Le nostre politiche di business e i costi sono molto più accessibili per gli uomini d’affari”. Nonostante il rallentamento dell’economia globale causato dalla performance lenta della Cina, le prospettive generali per l’industria, secondo Anthony Brooke, vice-presidente della Thai Gem & Jewelry Traders Association, restano positive. L’associazione guarda con interesse soprattutto ai paesi limitrofi, come l’Indonesia, dove vive una popolazione di 170 milioni di persone e ci si attende una crescita esponenziale della domanda di gioielli thailandesi.

 


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