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Dai finanziamenti all’assicurazione del credito, gli strumenti Sace-Simest per le Pmi orafe

Presentati oggi al Tarì i prodotti della società parte del gruppo Cassa depositi e prestiti per accompagnare le imprese verso l’internazionalizzazione

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La presentazione degli strumenti Sace/Simest al Tarì, organizzata con Federorafi

Prosegue l’attività del centro orafo il Tarì per far conoscere alle imprese gli strumenti migliori per esportare: dopo le sessioni formative del progetto Federorafi-Ice Agenzia Jewellery Export Lab, che nel centro di Marcianise sono state frequentate da 25 imprese, la collaborazione con Federorafi va avanti con azioni complementari e dal medesimo obiettivo, come confermato dall’incontro organizzato questa mattina insieme agli esperti di Sace/Simest che hanno presentato i rispettivi strumenti per l’internazionalizzazione delle imprese orafe.

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Vincenzo Giannotti

“Questo appuntamento è un ulteriore tassello della sinergia con Federorafi – ha detto il presidente del Tarì Vincenzo Giannottiper creare una rete sempre più forte: il centro orafo è nato come rete naturale e sta rafforzando con il tempo questa sua vocazione. Il percorso lanciato da Sace e Simest, che da ottobre sono un’unica realtà, è ricco di strumenti adatti alle imprese orafe, dalla assicurazione del credito alle forme di finanziamento. Strumenti non ancora molto diffusi nel nostro comporto e che invece celano grandi opportunità”.

Presente il direttore di Federorafi, Stefano de Pascale, che ha sottolineato l’importanza di entrambe le sinergie: quella con il Tarì, consacrata a gennaio con l’adesione del centro orafo nella sigla legata a Confindustria, e quella con Sace-Simest con cui ha organizzato appuntamenti nei principali distretti orafi. Dopo Arezzo e Vicenza, oggi è stata la volta di Marcianise e a breve si replicherà a Valenza. “È un progetto avviato mesi fa – ha detto – per aiutare la conoscenza dei nuovi servizi nati con l’assorbimento di Simest in Sace”.

Ai rappresentanti delle imprese presenti all’incontro – appartenenti sia al mondo del gioiello sia a quello del bijou – gli esperti Sace e Simest hanno spiegato le possibilità che le aziende possono sfruttare per sbarcare o consolidarsi nei mercati esteri. Dopo una breve presentazione della nuova struttura societaria, si sono susseguiti gli interventi di Antonio Bartolo, responsabile dell’Ufficio Sace di Napoli, che ha spiegato strumenti come le garanzie contratti e la garanzie finanziarie di cui Sace si può fare carico nei confronti delle banche, nell’assicurazione dei crediti anche a breve termine e nel recupero dei crediti stessi.

“Da un lato le banche non devono immobilizzare il patrimonio – ha detto Bartolo – dall’altro le imprese vedono aumentare la propria capacità di credito”. A spiegare il ruolo di Simest, invece, Marco Comella, Account manager per l’area Sud, che ha spiegato come la società possa entrare nel capitale delle aziende (singolarmente considerate) per aiutarle a posizionarsi meglio sui mercati di riferimento, offrendo anche studi di fattibilità e finanziamenti per partecipare a fiere in paesi extra Ue (coprendo spese che vanno dagli allestimenti degli stand alle attività di promozione) attraverso joint venture anche per aprire, per esempio, nuovi punti vendita o stabilimenti produttivi. “Il segreto è conoscere bene il mercato” ha concluso Comella.

Sace mette a disposizione anche una piattaforma online, chiamata ExportPlus, a registrazione gratuita, dove si possono ottenere valutazioni delle potenziali controparti. Sia che si tratti di clienti nuovi, sia che si tratti di clienti storici, le aziende riceveranno una valutazione sulla affidabilità delle aziende con cui intendono lavorare e rispetto alle quali decidono di usufruire di servizi Sace (dato che aiuta Sace stessa a decidere se affiancare l’impresa nell’attività).

Un tema interessante per le Pmi orafe è anche l’assicurazione del credito, spiegata da Stefano Retrosi, Senior Account Manager Sace Bt, che si occupa di valutare i rischi connessi a eventuali controparti per crediti a breve termine.  In sostanza, in presenza di una assicurazione del credito, se il credito non viene pagato nei 120 giorni, negli ulteriori 30 giorni successivi si procede all’indennizzo. Le attività di Sace Bt si possono muovere di pari passo con quelle di Sace Fct, che può offrire garanzia per smobilizzare crediti con la possibilità di una maggiore liquidità per le aziende.

L’incontro si è chiuso con le numerose domande dei presenti, incuriositi dagli strumenti ancora poco diffusi nel settore orafo. Dagli importi minimi che è possibile assicurare fino alla possibilità eventuale di assicurare preventivamente le aziende con cui si ha intenzione di interfacciarsi (per esempio, alla vigilia di una fiera), il pubblico della presentazione ha posto domande agli esperti presenti. Per ulteriori informazioni i referenti di Sace / Simest sono a disposizione per incontri con le singole aziende.


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