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Da nord a sud proliferano i Compro oro, giro d’affari da 2,1 miliardi di euro

È un fenomeno al quale la categoria guarda con grande preoccupazione: Preziosa magazine si è occupata più volte, nei mesi precedenti, dei Compro oro”, i negozi destinati all’acquisto e alla vendita dell’oro usato che talvolta nascondono attività illegali e la cui crescita esponenziale tormenta operatori del settore e forze dell’ordine. Tanto che persino la stampa generalista è sempre più presente sul fenomeno, come dimostra, tra le altre, ilfocus di “R’E Le Inchieste”, gruppo editoriale L’Espresso, a firma di Federica Angeli, Fabio Tonacci, Alessandra Corica e Lorenzo Tondo.

Inchiesta che spazia dal dato nazionale a quello provinciale, con attenzione su Roma, Milano, Palermo e Firenze e altre città. Voci, analisi, numeri: 6 mila il numero stimato di Compro oro, con alta natalità e mortalità; un giro di affari medio di 350mila euro l’anno per ciascun punto vendita; 2,1 miliardi di euro il giro d’affari complessivo del settore; licenze cresciute, secondo i dati diffusi da Movimprese-InfoCamere, del 23,5% a livello nazionale rispetto al 2010 (con punte di +30 a Roma e a Napoli).

La polizia ritiene che almeno nel 14% dei casi queste attività nascondano attività illecite come riciclaggio, usura e ricettazione. Lievitazione dei negozi probabilmente alimentata dalle forti oscillazioni del prezzo dell’oro, dai balzi in avanti compiuti dal 2001 ad oggi e ai “sali-scendi” dello scorso agosto.

Ad insospettire è una piccola fetta dei 6.000 Compro oro stimati: eccessivo il turnover e troppo in crescita il numero di licenze, rilasciate in base a requisiti ritenuti, dalla categoria, troppo blandi: fedina penale pulita, bilancia omologata dalla camera di Commercio e un registro di pubblica sicurezza vidimato dall’autorità su cui vanno trascritti gli estremi degli oggetti comprati e l’identità del venditore. Una volta aperto, però, il passaggio ad attività irregolari non è difficile: basta utilizzare una vera registrazione cliente per mascherare altri acquisti di dubbia provenienza.

Come spiegato a R’E da Steven Tranquilli, direttore della Federazione nazionale dettaglianti orafi di Confcommercio, si tratta in alcuni casi di attività non trasparenti, anche a causa della mancanza di chiarezza nella legislazione. Quello che la categoria chiede, attraverso le proprie associazioni, è una regolamentazione che distingua chi effettua compravendita di oro come attività prevalente e chi lo fa soltanto a margine, come le gioiellerie.

Un fenomeno trasversale che è specchio non soltanto di una crisi economica, ma anche del proliferare di attività illegali ben nascoste dietro una facciata “lecita”. Dai dati – che però, a causa della mancanza di un “registro” di tali negozi, restano comunque una stima – emerge che tutte le grandi città si riempiono, con grande turnover e ricambio, di Compro oro.

A Roma, nel 2011 la Questura ha concesso 211 nuove licenze: di queste 69 erano cambi di proprietà: i soggetti titolari subentravano ad altri proprietari che avevano lasciato l’attività dopo pochissimi mesi.

“La prima problematica che la categoria avverte – spiega Giuliano Ansuini, presidente dell’Associazione Regionale Romana Orafi, aderente alla Federazione nazionale dettaglianti orafi (nella  foto a sinistra) – è la confusione tra le attività. Chi gestisce un Compro oro non è, nella stragrande maggioranza dei casi, né un gioielliere né un orafo, eppure viene spesso associato a questa categoria. Non va bene, perché questo trasmette una pessima immagine del settore degli operatori che svolgono questo mestiere con professionalità e competenza. La seconda questione è la mancanza di controlli. Se ragioniamo a ritroso e pensiamo che ciascuno di tali negozi ha un guadagno di 4 euro al grammo, per raggiungere la cifra necessaria alla “sopravvivenza” e a un margine di guadagno è necessario smuovere tonnellate di oro. Se moltiplichiamo il dato per 6mila unità, quanti cioè si stima che siano i Compro oro, ci rendiamo conto che una tale quantità di metallo è vicina quasi a quella utilizzata da tutti i produttori italiani e questo deve preoccuparci. Cosa dobbiamo dedurre, che l’Italia si stia vendendo tutto quello che ha di prezioso? Io credo che non sia così e che in molti casi questa immensa quantità derivi da altre “fonti”. Bisogna seguire il giro che compie il metallo e anche quello del denaro che muove, per evitare che il diffondersi di questi negozi alimenti fenomeni come il riciclaggio, la ricettazione e l’evasione”.

Tra le province più colpite, anche Milano. Nell’intera regione, il dato evidenzia una crescita del 12,5%. Nel solo capoluogo, secondo i dati della Camera di Commercio, ve ne sono 45.

“Il vero nocciolo della questione è l’onestà di chi compra e vende oro usato – spiega Luca Buccellati, presidente dell’Associazione Orafa Lombarda (nella foto a destra) -. Nessuno vuole criminalizzare l’intera categoria, perché tra i Compro oro ce ne sono di competenti. Bisogna garantire una maggiore severità nell’accesso, perché i soldi facili e in contanti fanno gola a troppi che con questo settore non hanno niente a che fare. Chi apre un’insegna del genere deve avere capacità e conoscenza del mestiere: come Associazione abbiamo messo a disposizione del consumatore un numero (02-76005060) per fornire informazioni sui Compro oro la cui professionalità è garantita. Richiedendo requisiti più severi e magari passando attraverso le associazioni di categoria, si garantisce al cittadino una maggiore serietà della compravendita di oro usato e così i fenomeni criminali che alcuni di questi negozi nascondono possono essere scoperti e combattuti”.

Anche Napoli, come altre grandi città, è invasa da un numero sempre crescente di Compro oro, la cui durata peraltro è molto breve. “È una materia molto delicata che merita controlli sempre più approfonditi – commenta Giovangiuseppe Lanfreschi, presidente della Federazione Orafi Campani (immagine a sinistra) -: non vogliamo generalizzare ma i dati del Ministero mostrano un aumento esponenziale dei furti di preziosi. Persino a Ischia, isola da sempre conosciuta per la sua sicurezza, si sono verificate due rapine a mano armata in breve tempo. In meno di un anno si sono aperti circa 30 Compro oro: se coloro che li gestiscono in modo illecito, che evadono le tasse e riciclano denaro, venissero soggetti a controllo e sanzionati ci sarebbe un grande ritorno economico anche per lo Stato. In un momento di recessione come questo, dove moltissime attività commerciali chiudono e le uniche a crescere sono i Compro oro, vuol dire che un problema c’è. Noi come Foc abbiamo già predisposto un documento divulgativo, ma l’obiettivo prossimo è una campagna informativa a livello nazionale per comunicare a tutti, cittadini e operatori, le indicazioni necessarie a svolgere questa attività in modo lecito”.


1 commento

  1. emanuela says:

    effettivamente esiste un problema grave anche a roma ove io ho un negozio sono nati nel giro di un anno e mezzo due compro oro, e ovviamente nessuno controlla!
    dovrebbero affidare a orafi qualififcati e che abbiano studiato la gestione di questi negozi.


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