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D.G. Preziosi, ogni desiderio diventa gioiello

Non c’è regola che tenga da Di Gennaro Preziosi: l’unica vera legge è il buon gusto. Da tre generazioni, l’unico principio a farla da padrone è che è il cliente a decidere. Su tutto.

Linee morbide oppure inflessibili. Bracciali, collier, curve e spazi vuoti da riempire con diamanti e pietre preziose. Catene ad anelli larghi o ridotti, una fascia rigida e satinata o una montatura barocca e poi magari il vezzo di un fiore, da lasciare puro come in natura o da rendere sfarzoso con un brillante. O tre, o dieci, perché no.

Lo dicevano gli antichi Greci e lo ricordano i Di Gennaro, nel segno della storia che li precede: i diamanti sono “frammenti di stelle, lacrime degli Dei”. Se sono di più, non ne è svilito il valore, anzi, è esaltato dal numero. Non importa il taglio. Che sia a goccia o baguette, trapezio o princess, è averlo preferito tra mille quello che conta.

La famiglia Di Gennaro dà carta bianca ai propri clienti, perché la premessa è che il gioiello, una volta indossato, diventa un elemento della personalità, si integra con il corpo e le predominanze di chi lo usa per adornare la propria figura. Mille e più le scelte che Di Gennaro Preziosi offre come spunti di partenza, ma nessuna di queste è definitiva: è soltanto una traccia. Ogni singolo tratto può essere personalizzato, adattato al proprio gusto.
Poche, brevi ed immediate parole per descrivere l’universo di montature della Di Gennaro Preziosi, che da tre generazioni realizza oggetti in grado di arricchirsi di volta in volta della purezza del diamante o delle gradazioni delle pietre.
O, più semplicemente, di restare così come sono: perfetti nella loro genuinità.


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