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D. De Maria materia e forma le sue coordinate

Dario De Maria:"L’alta gioielleria rimane il nostro punto di forza ma filtrata da idee nuove perché il gioiello oggi ha funzionalità diverse e innanzitutto non è più uno status ma un’importante alternativa per raccontarsi"

Ha cinque generazioni alle spalle ed è tra quelle aziende che, forti della maestria dell’arte orafa conquistata, può concedersi una nuova immagine di lusso e dimostrare che il gioiello è tale indipendentemente dalla materia. La manifattura segue i canoni di una volta, l’attenzione alla qualità è quella di sempre, la produzione è interamente italiana e il servizio clienti impeccabile ed efficiente. Insomma, c’è tutto e tutto è al top ma a costi accessibili perché l’argento ha preso il posto dell’oro per generare altri incontri e con la medesima seduzione. Perché questa scelta? Lo spiega Dario De Maria, CEO co founder e designer del marchio D. De MariaIl gioiello è moda e in quanto tale deve poter interagire con l’abbigliamento sgravandosi di quei canoni che lo volevano impegnativo e dispendioso. L’alta gioielleria rimane il nostro punto di forza ma filtrata da idee nuove perché il gioiello oggi ha funzionalità diverse e innanzitutto non è più uno status ma un’importante alternativa per raccontarsi”.

Sono bijoux anticonformisti? D. De Maria utilizza l’argento volutamente privo di galvanica per esaltare la naturalezza del metallo, ma per la cura del design, del dettaglio e della manifattura che ricorre agli autentici stampi antichi nel totale rispetto dell’alta tradizione, possono dirsi a tutti gli effetti veri gioielli, distinguendosi anche dalle collezioni 1,618 che, essendo esclusivamente in bronzo, pur se placcate oro rientrano nella categoria del bijou”.

1,618 si propone in mille e una varianti. D. De Maria anche? Assolutamente sì. Il gioiello, come il bijou, si è spostato verso il fashion e indossarlo deve essere un gioco, senza limiti e con due sole regole, essere glamour e sedurre con ironia. L’anello “Loop” per esempio è una sequenza di cerchi che si snodano e si ricompongono come un divertissement, come pure l’immaginario dei simboli scaramantici, un universo tutto da scoprire anche per gli scettici”.

Se il design è caratterizzante, l’attenzione si posa sulla materia, graffiante, quasi cruda che libera la propria natura contrastando con la delicatezza intrinseca di un gioiello che, anche se moderno, sembra attraversato dal tempo. L’elemento imprescindibile è dunque la diversità. Al prossimo Homi Fashion & Jewels Pad. 11 stand F12 

 

 

D. De Maria, matter and form, the coordinates

Five generations and a new image of luxury regardless the matter. The manufacturing follows the canons of the past and the attention to quality is still the same but with accessible prices because gold had been replaced by silver.

Why this choice? Dario De Maria, CEO co-founder and designer of the D. De Maria brand explains: “Jewellery is fashion and as such it needs to interact with clothing. High jewellery continues to be our strong point but filtered by new ideas because today’s jewellery is no longer a status but an important alternative to tell one’s story.”

Are they unconventional custom bijoux items? “D. De Maria uses silver that is purposely devoid of galvanic processing and antique moulds in keeping with high tradition because they are real jewels and not a bijou like the 1,618 collections that are exclusively created in gold plated bronze.”

1,618 has a thousand and one variants. Also D. De Maria? “Absolutely yes. A jewel, like a bijou, is worn for pleasure and should be glamorous and ironic. The “Loop” ring, for example, twists and recomposes like a divertissement, just like the talismanic symbols.”

If the design is characterising, attention is placed on the matter: gritty, in contrast with the delicacy of a jewel. The essential element is therefore diversity.

 


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