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Crisi in Crimea, il lusso in Russia rallenta. Ma nel 2017 riparte

L’analisi di Fondazione Altagamma prevede che l’ingresso del paese nel WTO e la conseguente riduzione dei dazi consentiranno la ripresa dei consumi

La crisi in Crimea non è passata indenne sui consumi russi, ma grazie all’ingresso del paese nel WTO e quindi alla riduzione dei dazi le spese dei cittadini riprenderanno a partire dal 2017. È la previsione emersa dal convegno “Le incognite del mercato russo di alta gamma”, organizzato da Fondazione Altagamma, che ha fotografato lo scenario macro-economico Russo.

A causare l’attuale crollo (-5% circa in Russia, -13% gli acquisti dei russi in Italia da inizio anno) l’incertezza politica e le fragilità economiche del paese, alle quali si aggiungono indicatori economici non brillanti e i prezzi d’affitto per il retail tra i più alti d’Europa. Il contesto economico russo è stato illustrato a Milano da Armando Branchini, Vice Presidente di Fondazione Altagamma, Paolo Magri, Vice Presidente esecutivo e Direttore di ISPI, Regina Von Flemming, CEO di Axel Springer Russia e Publisher di Forbes e Forbes online Russia, Alexander Bogomolov, Editor-in-Chief di Forbes Russia.

L’economia russa mostra dunque una fragilità strutturale: eccezione fatta per il settore energetico, si registra un grado di produttività in tutti gli altri settori che la avvicinano più alle economie dei Paesi Emergenti più che a quelli maturi. Elevata la previsione di inflazione per il 2014 (6,5%) e contestualmente non ci si attende una crescita del Pil, attesa invece per il 2015/2016 (secondo la Banca Centrale di Russia di +1,7%).

Anche la moneta, il rublo, risulta indebolita dalla crisi in Crimea: ecco perché si prevede nel breve termine la più consistente esportazione di capitali degli ultimi anni. Non va meglio neanche nel consumo dei beni personali di alta gamma: la posizione di preminenza acquisita fino al 2013 (decimo mercato al mondo e il quinto in Europa, con 5,8 miliardi di euro, +5% sul 2012) non si consoliderà, al contrario. Per il 2014, infatti, si prevede un calo tra il -4% e il -6%.

Stesso cale per le altre categorie di prodotti e servizi di lusso,  che nel 2013 hanno raggiunto addirittura i 7,5 miliardi di euro. Il contesto geografico del paese vede Mosca in testa per i consumi (il 59% del totale), seguita da San Pietroburgo con il 16%. Un ausilio potrebbe arrivare dalle nuove restrizioni del Governo russo sugli acquisti online dall’estero (la soglia per il duty-free sarà abbassata da €1.000 a €150) che potrebbero favorire il consumo interno.

Drasticamente calato il consumo in Unione Europea nei primi 5 mesi del 2014: i dati di Global Blue parlano di un -12,8% in Italia (dove i russi sono i primi stranieri per acquisti) e in Francia, del – 15,8% in Germania e del -20,1% in Gran Bretagna.

“Più della crisi politica, destinata a passare, saranno le fragilità strutturali dell’economia russa a condizionare i consumi di alta gamma ancora per molti anni – ha detto Armando Branchini (nella foto a sinistra) -. Si prevede un miglioramento nel 2017, quando sarà effettiva la riduzione dei dazi sulle categorie di prodotto più coinvolte nell’alto di gamma. La base attuale dei consumatori di alta gamma non dovrebbe ridurre la sua capacità di spesa, ma l’incognita sarà se la platea di consumatori russi si amplierà o meno”.

I dati sono stati commentati, nella tavola rotonda di chiusura, da sei imprenditori Altagamma che hanno condiviso esperienze e punti di vista su questo mercato chiave: Stefano Core (Driade), Giovanni Geddes da Filicaja, (Ornellaia), Fabio Gnocchi (Brunello Cucinelli), Matteo Lunelli (Cantine Ferrari), Andrea Perrone (Ferrari Brand) e Alessandro Varisco (Moschino).

 


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