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Cos’è l’influencer marketing? Lo spiega Birik Butik

La scelta e la gestione di testimonial è uno degli strumenti che l’agenzia creativa di Jurgita Rubikaite e Filippo Ronchi propone alle aziende orafe per costruire una relazione efficace con il pubblico

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Fiducia e autenticità: sono i tratti principali di una efficace relazione brand-consumatore. Aiutare le aziende orafe a costruirla e rafforzarla nel tempo è una delle mission di Birik Butik, agenzia creativa fondata da Jurgita Rubikaite e Filippo Ronchi con l’obiettivo di accompagnare le imprese in una nuova era della comunicazione. Tra i servizi offerti dal team, oltre allo sviluppo di brand identity, siti web ed e-commerce e alle strategie social, figura infatti anche la possibilità di trarre vantaggio dall’ultima frontiera della comunicazione online: l’influencer marketing.

È una delle tendenze più in voga e si stima che nei prossimi anni sarà sempre più determinante: i brand hanno infatti capito che il loro successo dipende dalla qualità delle relazioni che sanno intrattenere con i consumatori. Comunicare l’universo del proprio brand in maniera più autentica possibile è diventata una priorità.

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“Per influencer marketing si intende la capacità di ‘influenzare’ e di generare un passaparola strategico – spiegano Jurgita Rubikaite e Filippo Ronchi –  che incide in maniera significativa sulla visibilità di un marchio ed è un concetto strettamente legato ai social media, tanto che si parla anche di “social influencer”. Gli influencer sono le persone che hanno guadagnato credibilità e che vengono apprezzate per competenze specifiche. Detto in altre parole, gli influencer hanno costruito sul campo la notorietà che permette a un messaggio (tweet, post, immagine) di farsi notare e apprezzare”.

Per i brand, questo concetto si traduce sia nell’opportunità di raccontare il proprio mondo in modo autentico attraverso le persone reali e autorevoli, sia di comunicare efficacemente con le proprie audience nei momenti più rilevanti del customer journey. L’obiettivo è quello di generare social engagement, stimolare cioè la reazione diretta dei consumatori: non si tratta di una semplice fidelizzazione o della generazione di brand awareness ma anche (e soprattutto) della loro traduzione in un aumento delle vendite, nel lancio di un nuovo prodotto, oppure in un aumento di followers.

Le campagne di influencer marketing possono essere una buona strategia soprattutto per arrivare ai Millennials (gli utenti nati tra il 1980 e i 1994) e ai Gen Z (quelli nati tra il 1995 e il 2010). Perché siano efficaci, però, è necessario farsi guidare da un team di professionisti nella selezione degli influencer giusti. Birik Butik può così aiutare i brand a considerare l’impatto reale che queste figure possono generare nel raggiungimento di obiettivi a medio e lungo termine e integrarli coerentemente all’interno delle strategie di marketing e comunicazione.

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L’individuazione degli influencer in grado di attivare conversazioni su un brand è certamente la fase più delicata di tutto il processo di integrazione strategica: si tratta infatti di un approccio fondato sulla capacità di comprendere e definire gli interessi della propria target audience.

“Il volume e il tasso di crescita della fanbase del influencer rappresentano metriche fondamentali in ottica di pianificazione al fine di poter prevedere quale sarà la reach potenziale – proseguono i fondatori di Birik Butik -. È necessario capire con quali tipologie di contenuti postati dall’influencer gli utenti interagiscono, quale call-to- action funziona, qual’è il tone of voice, con quale frequenza influencer interagisce con i propri followers”.

Esistono tre tipi diversi di influencer e non necessariamente i migliori  sono quelli con il numero maggiore di follower. Si parla infatti di Influencer celebrità, Macro-influencer e Micro-influencer. La maggior parte appartiene all’ultima categoria, che racchiude personaggi non riconoscibili in assoluto dalla gente comune, ma nella loro nicchia di settore sono ritenuti degli esperti. I microinfluencer sono la scelta più diffusa, perché generano un alto livello di engagement e sono efficienti in termini di costi.

Naturalmente, i brand devono mettere in conto che gli influencer sposeranno la loro causa dietro compenso: così, un brand deve calcolare quanto può spendere e scegliere un metodo di retribuzione che funzioni per entrambi (pagamento a post, un prodotto gratis, pagamento a conversione etc). Nel presentarsi a un potenziale influencer, il marchio deve comunicare le linee guida principali del brand, fornire dettagli sui prodotti chiave da promuovere e comunicare a lui idee e obiettivi.

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Gli influencer, infatti, conoscono i propri follower e questi capiranno quando un messaggio non è genuino. Porre delle regole va bene. Ma bisogna consentirgli di esprimere la loro creatività per far si che il messaggio passa più autentico possibile.

Quanto tempo ci vuole per raccogliere i risultati di un investimento in influencer marketing? “Il successo delle campagne non arriverà da un giorno all’altro – precisano Jurgita e Filippo -. Tutto questo richiede tempo: l’obiettivo di un influencer è creare un impatto nel corso del tempo. Ci sono vari strumenti per analizzare i dati delle campagne, per capire quali influencer funzionano meglio degli altri, con quali contenuti e quali messaggi. Le metriche includono percentuali medie di clic, successo della campagna, ROI, tasso di engagement. Il potenziale è enorme”. Per conoscere quali siano i primi passi da muovere per affacciarsi a questo tipo di comunicazione è possibile scrivere a [email protected]: il team dell’agenzia saprà spiegare al meglio tutte le opportunità dell’influencer marketing per il mondo del gioiello. 

www.birikbutik.com

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