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COSA FA IL “DECRETO FARE”

Le principali novità per le imprese

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.144 del 21 giugno u.s. (Suppl. Ordinario n. 50) il decreto legge intitolato “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia” meglio noto come  decreto fare.

Il decreto, che dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro il 20 agosto, si pone obiettivi molto ambiziosi : facilitare il credito alle imprese, ridurre la burocrazia attraverso la semplificazione di norme e procedimenti amministrativi, alleggerire la pressione di Equitalia, abbreviare la durata dei processi nella giustizia civile.

Per conseguire tali obiettivi, il decreto interviene su una serie di norme di natura molto diversa l’una dall’altra. Cerchiamo quindi di fare ordine e di estrapolare le novità più significative per il mondo delle imprese, di cui diamo di seguito la sintesi. Non tratteremo quindi di tutti i molteplici aspetti del decreto, ma solo di quelli che hanno un impatto tangibile sull’attività d’impresa. Si tenga presente che il decreto potrebbe subire modifiche in sede di conversione in legge.

FISCO ED EQUITALIA – (art. 52)

Dilazione di pagamento

Il numero delle rate mensili in cui può essere frazionato il debito iscritto a ruolo è stato innalzato da 72 a 120, “ove il debitore si trovi, per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica”.

Per “comprovata e grave situazione di difficoltà, si intende quella in cui ricorrono, congiuntamente, le seguenti condizioni:

  • accertata impossibilità per il contribuente di assolvere il pagamento del credito tributario secondo un piano di rateazione ordinario;
  • valutazione della solvibilità del contribuente in relazione al piano di rateazione concedibile.” (art. 52 comma 1)

Si decade dal beneficio della dilazione qualora non vengano pagate otto rate, anche non consecutive (prima erano due rate consecutive);

Beni aziendali pignorabili

I beni indispensabili per l’esercizio della professione o dell’impresa del debitore – anche se quest’ultimo è costituito in forma societaria e, in ogni caso, se nelle sue attività risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro – possono essere pignorati nei limiti di un quinto, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale esattoriale od indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito.

Inoltre, in caso di pignoramento di tali beni, la custodia è sempre affidata al debitore e la vendita all’asta non può avvenire prima che siano trascorsi almeno 300 giorni dal pignoramento stesso. In tal caso, il pignoramento perde efficacia quando dalla sua esecuzione sono trascorsi 360 giorni senza che sia stato effettuato il primo incanto.

Queste norme dovrebbero garantire la prosecuzione dell’attività del debitore e quindi dargli la possibilità di estinguere il debito prima della messa all’asta dei beni pignorati.

Espropriazione immobiliare

Equitalia e gli altri agenti della riscossione non potranno più pignorare l’immobile del debitore, se adibito ad abitazione principale e se risulta essere l’unico di proprietà. Tale disposizione non è applicabile nel caso di immobile classificato nelle categorie catastali A/8 e A/9;

Nei casi diversi da quello sopra illustrato, l’agente della riscossione può procedere all’espropriazione solo se l’importo complessivo del credito è superiore a 120.000 euro.

 

FACILITAZIONE DEL CREDITO ALLE IMPRESE

1.   Rafforzamento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (art. 1)

La norma intende migliorare l’efficacia degli interventi del Fondo di garanzia per le PMI, istituito dalla legge 662/96. Ricordiamo che il Fondo di garanzia ha il precipuo compito di concedere una garanzia pubblica a fronte di finanziamenti concessi dalle banche alle piccole e medie imprese. L’impresa che domanda il finanziamento può chiedere alla banca di far intervenire il Fondo di garanzia. Con l’intervento del Fondo il finanziamento, in relazione alla quota garantita, è a rischio zero per la Banca che, in caso di insolvenza dell’impresa, viene risarcita dal Fondo Centrale di Garanzia. Questo meccanismo è finalizzato a facilitare l’erogazione del credito, grazie alla garanzia supplementare concessa dallo Stato attraverso il Fondo di garanzia, ed ad abbattere il livello dei tassi di interesse applicati ai fidi.

Tornando al “Decreto del fare”, esso prevede alcune misure, che saranno oggetto di un decreto attuativo, per rendere più efficaci gli interventi del Fondo :

  • Rivedere i criteri di valutazione delle imprese in funzione dell’andamento del ciclo economico e del mercato creditizio;
  • Incrementare la misura massima di copertura del Fondo fino all’80 per cento dell’importo del finanziamento, per le anticipazioni di credito verso imprese che vantano crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione” e alle “operazioni finanziarie di durata non inferiore a 36 mesi”;
  • semplificazione di procedure e modalità di presentazione delle richieste.

2.   Finanziamenti per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte delle piccole e medie imprese (art. 2)

Le piccole e medie imprese potranno accedere a finanziamenti a tasso agevolato con contributo in conto interessi per l’acquisto, anche mediante operazioni di leasing, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo.

Per tali finanziamenti viene costituita una provvista di 2,5 miliardi di euro incrementabili fino a 5 miliardi,. I finanziamenti transiteranno attraverso le banche che aderiranno alla convenzione con il  Ministero dello sviluppo economico.

I finanziamenti avranno durata massima di 5 anni e potranno essere concessi  per un valore massimo complessivo non superiore a 2 milioni di euro per ciascuna impresa beneficiaria, anche frazionato in più iniziative di acquisto.

I finanziamenti potranno coprire fino al 100 per cento dei costi ammissibili. Tali costi ammissibili dovranno essere individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

Occorre in particolare chiarire cosa si intende per “uso produttivo”, e cioè se nel “settore produttivo” verranno fatte rientrare anche le imprese commerciali e dei servizi, come prevede la normativa europea, oppure se si intenderà il termine “uso produttivo” in senso stretto, limitando quindi le agevolazioni alle aziende manifatturiere, artigiane o industriali che siano.

La concessione dei finanziamenti potrà essere assistita dalla garanzia del Fondo di garanzia per le PMI, nella misura massima dell’80 per cento dell’ammontare del finanziamento.

 

SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

Valutazione dei rischi per attività a basso indice di infortuni (art. 32 comma 1, lett. b)  

Le aziende appartenenti a settori di attività a basso indice infortunistico – da individuarsi sulla base di parametri e criteri oggettivi, ricavati dagli indici infortunistici di settore dell’INAIL – potranno sostituire il Documento di Valutazione dei Rischi con una attestazione redatta secondo un modello semplificato che sarà stabilito da un apposito decreto unitamente all’elenco dei settori esentati dal DVR. Tra questi settori dovrebbero rientrare le imprese commerciali ed alcune lavorazioni artigianali più semplici, dato il basso livello di infortuni proprio di queste categorie. Resta però aperto un problema : il decreto 81/2008 ha stabilito che dal 1 giugno il DVR è obbligatorio anche per le aziende con meno di 10 dipendenti, le quali prima potevano semplicemente autocertificare l’avvenuta valutazione dei rischi. Tali aziende possono redigere il DVR secondo le “procedure standardizzate”, vale a dire un percorso semplificato approvato dal Ministero.  Ora, il Decreto Fare prevede una ulteriore semplificazione (l’attestazione) che però entrerà in vigore solo quando uscirà il decreto attuativo. Nel frattempo le piccole imprese dovranno comunque dotarsi del DVR, cosa che rende tale semplificazione di fatto inutile. E’ auspicabile che tale contraddizione venga rimossa in fase di conversione del decreto, sospendendo l’obbligo del DVR per le imprese con meno di 10 dipendenti in attesa di sapere quali saranno le categorie esentate.

Soppressione certificazioni sanitarie (art. 42)

Vengono abrogati alcuni certificati attestanti l’idoneità psico-fisica al lavoro, tra cui il certificato di sana e robusta costituzione e, limitatamente alle lavorazioni non a rischio, il certificato di idoneità` per l’assunzione.

 

RAPPORTI TRA IMPRESE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Indennizzo da ritardo nella conclusione del procedimento (art.28)

La Pubbliche Amministrazioni dovranno indennizzare le imprese se non vengono rispettati i termini previsti dalla legge per la conclusione dei procedimenti amministrativi, cioè in caso di ritardo immotivato da parte dell’Amministrazione. La disposizione si applica, in via sperimentale, ai soli procedimenti amministrativi relativi all’avvio e all’esercizio dell’attività d’impresa iniziati successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, e non è, pertanto, immediatamente operativa. Sono esclusi i casi in cui si applica il silenzio-diniego.

L’indennizzo è pari a 30 euro per ogni giorno di ritardo dalla data di scadenza del termine, con un massimo di 2000 euro.

Per ottenere l’indennizzo, l’impresa richiedente dovrà prima chiedere l’intervento dell’amministrazione titolare del potere sostitutivo, affinché concluda il procedimento, e solo in caso di ulteriore ritardo, chiedere l’indennizzo attraverso il ricorso al giudice amministrativo.

 

MEDIAZIONE OBBLIGATORIA NELLE CONTROVERSIE CIVILI E COMMERCIALI (art. 84)

Viene ripristinata la mediazione obbligatoria (già introdotta in passato e poi abrogata per effetto di una sentenza della Corte Costituzionale) per le seguenti tipologie di cause :.

  • condominio;
  • diritti reali;
  • divisione;
  • concessioni ereditarie;
  • patti di famiglia;
  • locazione;
  • comodato;
  • affitto di aziende;
  • risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità;
  • contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Coloro che intendono avviare una causa su questi argomenti dovranno obbligatoriamente prima passare attraverso il tentativo di mediazione/conciliazione, senza il quale l’eventuale azione in giudizio sarà nulla.

Per i contratti bancari e finanziari diventa obbligatorio il ricorso preliminare all’Arbitro Bancario e Finanziario, organismo indipendente previsto dall’art. 128 bis del testo unico delle leggi bancarie, con competenza sulle controversie tra banche, istituti finanziari e clienti.

Sono escluse dalla mediazione obbligatoria le controversie relative agli incidenti stradali.

Le tariffe per la mediazione sono state ridotte ai seguenti importi : quando all’esito del primo incontro di programmazione con il mediatore il procedimento si conclude con un mancato accordo, l’importo massimo complessivo delle indennità di mediazione per ciascuna parte, comprensivo delle spese di avvio del procedimento, è di 60 euro, per le liti di valore sino a 1.000 euro; di 100 euro, per le liti di valore sino a 10.000 euro; di 180 euro, per le liti di valore sino a 50.000 euro; di 200 euro, per le liti di valore superiore.


1 commento

  1. F. Elia says:

    siamo nel paese dei balocchi….e i balocchi siamo noi!


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