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Cosa c’è davvero nella Legge di Stabilità

In extremis, il 27 dicembre, il Parlamento ha approvato la Legge di Stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013 n. 147 ). Le continue modifiche al testo durante la discussione alle Camere e le polemiche che le hanno accompagnate non hanno certo favorito la comprensione del contenuto delle norme comprese nella Legge. Dunque, cosa vi è di positivo per le imprese ed i contribuenti? Non molto, purtroppo. Cerchiamo di fare chiarezza riassumendo le norme più interessanti per le imprese.

L’ABBATTIMENTO DEL “CUNEO FISCALE”

Uno dei “piatti forti della Legge doveva essere l’abbattimento del “cuneo fiscale”, cioè degli oneri fiscali e contributivi che pesano sul costo del lavoro e quindi sulle imprese. Vediamo cosa è stato fatto in tal senso.

1. Incremento delle detrazioni per lavoro dipendente (comma 76)

Vengono incrementate le detrazioni per lavoro dipendente, sia per i redditi fino ad 8.000 euro che per quelli superiori a 8.000 euro e fino a 55.000 euro.
A seguito di tale incremento, le detrazioni sono rimodulate nelle seguente misura:

Reddito

(euro)

Importo della detrazione

(euro)

Fino a 8.000 1.880
Oltre 8.000 fino a 28.000 978, aumentata del prodotto tra 902 e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000, diminuito del reddito complessivo e 20.000, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 8.000, ma non a 28.000
Oltre 28.000 fino a 55.000 978; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo e l’importo di 27.000 euro.
Oltre 55.000 0

Ciò comporterà un modesto incremento delle retribuzioni più basse ed uno ancora più leggero di quelle sino a 55.000 Euro lordi. Non vi sono benefici per il datore di lavoro.

2.  Deduzione Irap per nuovi assunti (comma 80)

A partire dal 2014, le imprese che incrementano il numero di lavoratori dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato rispetto alla media dell’anno precedente, potranno dedurre un importo annuale non superiore a 15.000 euro per ciascun nuovo dipendente assunto. Tale deduzione spetterà per il periodo d’imposta in cui è avvenuta l’assunzione con contratto a tempo indeterminato e per i due successivi. Si perderà il diritto alla deduzione se nei periodi d’imposta successivi il numero dei lavoratori diminuirà rispetto al periodo in cui è avvenuta l’assunzione.

3. “Fondo per la riduzione della pressione fiscale” (commi da 288-bis a 288-sexies)

Ecco la grande promessa : il “Fondo per la riduzione della pressione fiscale” raccoglierà,  compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica :

  • i risparmi di spesa derivanti dalla “spending review” della spesa pubblica;
  • le maggiori entrate incassate derivanti dall’attività di contrasto all’evasione fiscale

Tali risorse dovrebbero essere utilizzate per incrementare le deduzioni IRAP per i lavoratori a tempo indeterminato, le deduzioni IRAP per le piccole e medie imprese con base imponibile non superiore a 180.000 euro, le detrazioni IRPEF spettanti ai lavoratori autonomi ed alle imprese minori e quelle spettanti ai lavoratori dipendenti.

Come si vede, il grosso del taglio al cuneo fiscale è una previsione che si realizzerà se e solo se vi saranno tagli agli sprechi della spesa pubblica e recuperi sull’evasione fiscale, sempre che tali risorse non servano per coprire altri buchi della finanza pubblica.

BENEFICI FISCALI ED ALTRE AGEVOLAZIONI

Vediamo ora i pochi interventi concreti che consentiranno un effettivo risparmio sulle imposte o di usufruire di altri benefici.

Proroga delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie e la riqualificazione energetica degli edifici (comma 87)

Sono state prorogate le agevolazioni fiscali per le spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (ad es., sostituzione finestre ed infissi, coibentazione, caldaie e condizionatori ad alta efficienza, etc.)  e per le ristrutturazioni edilizie, nonché per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici per arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione (Bonus mobili).

Attenzione: le agevolazioni per la riqualificazione energetica sono applicabili anche agli immobili strumentali utilizzati dalle imprese (negozi, uffici, laboratori), mentre il bonus per le ristrutturazioni edilizie e l’acquisto di mobili vale solo per le abitazioni. Solo le agevolazioni per le ristrutturazioni finalizzate all’adozione di misure antisismiche possono essere estese agli immobili strumentali.

Per le spese relative agli interventi di efficienza energetica, la detrazione è prevista nella misura:

  1. a)  del 65%, per le spese sostenute nell’anno 2014;
  2. b)  del 50%, per le spese sostenute nell’anno 2015.

Nel caso in cui tali spese siano sostenute per interventi su parti comuni degli edifici condominiali le detrazioni sono :

  1. a)  del 65%, per le spese sostenute fino al primo semestre 2015;
  2. b)  del 50%, per le spese sostenute dal secondo semestre 2015 e fino al primo semestre 2016.

Queste le detrazioni massime per tipologia di intervento:

  • riqualificazione energetica di edifici esistenti :  100.000 euro
  • involucro edifici (per esempio, pareti, finestre – compresi gli infissi – su edifici esistenti) : 60.000 euro
  • installazione di pannelli solari : 60.000 euro
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale : 30.000 euro

Per le spese relative agli interventi di ristrutturazione edilizia, fino ad un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, le detrazioni sono :

  1. a)  del 50%, per le spese sostenute nel 2014;
  2. b)  del 40%, per le spese sostenute nel 2015.

Gli interventi di ristrutturazione edilizia  finalizzati all’adozione di misure antisismiche godono di una detrazione più alta :

  1. a)  65%, per le spese sostenute nel 2014;
  2. b)  50%, per le spese sostenute nel 2015.

È prorogata per l’anno 2014, la detrazione del 50% per le spese documentate sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione per un ammontare massimo di 10.000 euro, che può essere sommato al massimale di 96.000 euro proprio della ristrutturazione edilizia.

Definizione agevolata dei ruoli affidati agli agenti della riscossione fino al 31 ottobre 2013 (commi da 424 a 428-ter)

Viene prevista una definizione agevolata dei ruoli, (una sorta di mini-condono)  emessi da uffici statali, agenzie fiscali, regioni, province e comuni, affidati agli agenti della riscossione fino al 31 ottobre 2013. I contribuenti possono estinguere il debito, senza corrispondere interessi di mora, con il pagamento di una somma pari all’intero importo originariamente iscritto al ruolo o quello residuo più le spese di riscossione. I debitori interessati dovranno versare le somme dovute in un’unica soluzione, entro il 28 febbraio 2014. Per consentire il versamento delle somme entro tale termine, sono sospesi, fino al 15 marzo 2014, la riscossione delle somme oggetto di definizione ed i relativi termini di prescrizione.

Indennizzi aziende commerciali in crisi (comma 326-ter)

Sono stati riaperti i termini, scaduti il 31 dicembre 2011, per l’erogazione degli indennizzi per le aziende commerciali in crisi. La presentazione delle relative domande dovrà avvenire entro il 31.1.2017. Potranno  ottenere l’indennizzo anche coloro che hanno cessato o cesseranno anticipatamente l’attività commerciale nel periodo 1.1.2012-31.12.2016.Inoltre, i soggetti, che usufruivano dell’indennizzo stesso alla data del 31.12.2011 ed in possesso dei requisiti contributivi previsti, si vedranno prorogare l’indennizzo medesimo fino al momento dell’erogazione della pensione di vecchiaia.

Incremento  ACE – Aiuto alla Crescita Economica (commi 85 e 86)

L’ ACE (“Aiuto alla Crescita Economica”) è una agevolazione, introdotta dal D.L. n. 201 del 2011 (“Decreto Salva Italia”), per stimolare la patrimonializzazione delle imprese. Ora, per gli anni 2014, 2015 e 2016, viene incrementato dall’attuale 3%, rispettivamente, al 4%, 4,5% e 4,75%, il rendimento nozionale deducibile del capitale investito nell’azienda ai fini dell’ACE.

AUMENTI DELLE IMPOSTE

Veniamo alle note dolenti. Gli aumenti delle tasse sono contenuti nell’incremento dell’imposta di bollo sui conti correnti ed i depositi titoli e, soprattutto, dal riordino delle imposte sugli immobili, il cui impatto non è ancora del tutto chiaro, ma che certamente produrrà un appesantimento della tassazione.

Aumento dell’imposta di bollo su prodotti e strumenti finanziari (comma 391)

L’imposta di bollo sugli estratti conto relativi a prodotti e strumenti finanziari aumenta dall’1,5 per mille al 2 per mille. Solo per l’anno 2013, l’imposta di bollo relativa a conti correnti e deposito titoli è dovuta nella misura minima di euro 34,20 e, se il cliente è soggetto diverso da persona fisica, nella misura massima di euro 4.500. A partire dal 2014, se il cliente è soggetto diverso da persona fisica, la misura massima sale a euro 14.000.

Riordino della tassazione immobiliare (commi 440 e 441)

Dal 2014 arriva la IUC (imposta unica comunale), che comprenderà l’IMU, la TASI (tributo per i servizi indivisibili forniti dai Comuni (TASI), e la nuova tassa sui rifiuti (TARI).
L’Imu resterà per i possessori di prime abitazioni di lusso, per le seconde case e per tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale, come gli immobili strumentali.  Per questi ultimi sarà però  possibile dedurre dal reddito d’impresa e dal reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni il 20% dell’IMU. L’IMU sarà invece indeducibile ai fini IRAP. Solo per il 2013 la percentuale di deducibilità è pari al 30%.

Per quanto riguarda la IUC, essa è ancora in gran parte un oggetto misterioso, specie per quanto riguarda aliquote, detrazioni e scadenze. Si sa solo che la TARI sarà dovuta dal locatario, se l’immobile è affittato, mentre la TASI sarà ripartita tra il possessore e l’utilizzatore dell’immobile.

Per la TASI, la Legge di Stabilità ha previsto un’aliquota massima del 2,5 per mille per la prima casa e un 10,6 per mille (derivante dalla somma di Tasi e Imu) per la seconda abitazione e gli immobili di altra categoria. Si prevede che ai Comuni verrà lasciata facoltà di incrementare le aliquote o introdurre detrazioni per particolari categorie.

 

 

 

 


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