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Coronavirus: World Diamond Group, attraverso la propria azienda Mibòn, solidale con il territorio

La società bresciana produce pasti monoporzione surgelati, che vengono ordinati online e distribuiti a domicilio. Ora consegne gratis per chi ne ha bisogno

World diamond group e Mibòn in aiuto delle famiglie e dei volontari bresciani.Come molte sue colleghe del lusso, anche l’azienda orafa vicentina ha lanciato un progetto di solidarietà per aiutare le zone più colpite dal Coronavirus. Nel caso specifico, per sfamarle. La bresciana Mibòn, infatti, partecipata al 72% da Wdg, produce pasti monoporzione surgelati, che vengono ordinati online e distribuiti a domicilio. Un tipo di lavoro molto adattabile ad affrontare una delle emergenze che si stanno delineando in questo momento: le difficoltà delle persone in cassa integrazione o che non possono lavorare a sfamare se stessi e la famiglia. Giuliano Castrenze, ad di World diamond group, originario del Bresciano e residente a Salò, ha quindi pensato di intervenire su una problematica che si sta già delineando e andrà ingrandendosi, colpendo le persone più deboli.

Giuliano Castrenze

«Ci siamo accorti che c’erano molte persone che guardavano i nostri prodotti online, ma non acquistavano perché non potevano – racconta – e così abbiamo deciso di offrire pacchi gratuiti a chi oggi si trova in difficoltà economiche e magari può permettersi al massimo di acquistare pasta e pane, ma non alimenti più sostanziosi, che noi produciamo e che possiamo fornire loro». La prima questione è stata come identificarle, così oltre al passaparola Mibòn ha offerto la possibilità di richiedere il pacco registrandosi online. «Una delle cose belle di questa iniziativa – continua l’imprenditore – è che diverse segnalazioni sono nate dalle relazioni e la distribuzione è partita proprio da queste, oltre che dal gruppo Volontari del Garda, che sta lavorando senza sosta e che stiamo sostenendo con i nostri pasti».

L’altro lato della medaglia, però, è il triste quadro che si è delineato appena aperta la possibilità di richiedere il pacco, anche in una zona industrializzata e ricca come il Bresciano. «Abbiamo ricevuto una marea di domande, molte delle quali corredate da messaggi che mostrano tutta la disperazione delle persone e anche l’umiliazione. Ci sono padri di famiglia in cassa integrazione che non sanno come sfamare i figli, altri che chiedono per i genitori anziani non autosufficienti…è terribile non avere nemmeno i soldi per mangiare e molti ti dicono che non hanno mai chiesto nulla a nessuno, ma che ora sono costretti». Per sostenere queste persone, quindi, partiranno i pacchi che saranno consegnati una volta a settimana durante il consueto giro. Sperando che nessuno voglia approfittare di un gesto di generosità. «Noi ovviamente non effettuiamo controlli sulle richieste, sarebbe assurdo – conclude Castrenze – Chi dovesse fare il furbo se la vedrà con la propria coscienza. Per ora comunque non abbiamo previsto un tetto di spesa. Vedremo come si svilupperà, anche perché andando avanti il rischio che il problema si allarghi è alto».

www.worlddiamondgroup.com


1 commento

  1. ADOR-Associazione Designers Orafi says:

    nice memo 4 all
    tks


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