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Coronavirus: Lockdown mondiale raccontato dai più autorevoli giornalisti di settore

Il blocco è totale ed anche i Paesi più restii all'interruzione delle attività produttive cedono il passo alle formule di contenimento più restritive. Quello che per primi abbiamo vissuto noi in Italia si sta ripetendo ora in tutto il mondo con effetti non ancora prevedibili.


In questi giorni in cui la pandemia ha travolto ogni settore, abbiamo chiesto ai più autorevoli giornalisti del nostro settore quello che sta accadendo nei loro Paesi. Il loro punto di vista sulla situazione di blocco totale ci fornisce uno sguardo a 360gradi che ci consente di dire che la situazione attuale è perlopiù equivalente in ogni parte del mondo.

Tutte le Amministrazioni stanno mettendo in campo interventi di contenimento della crisi che ha fermato aziende e produzioni (dall’Olanda alla Francia passando per tutti i paesi europeri, dalla Russia all’India, fino agliStati Uniti); le gioiellerie e i produttori che hanno quasi completamente interrotto la loro attività (ad eccezione della Russia dove ancora operano e non hanno divieti di chiusura) spingono l’acceleratore sull’ecommerce potenziando le vendite online. Ovunque c’è incertezza sugli effetti prodotti al termine dell’emergenza ma una ferma volontà di ripartire.

@reuters

(…) Nei Paesi Bassi per quanto riguarda il settore orafo, la situazione è disastrosa come quella degli altri dettaglianti (…) Soluzioni creative per servire i consumatori sono in cima ai pensieri di molti

Esther Ligthart 
Paesi Bassi
Bizzita Jewellery Blog

Esther Ligthart

Lo scorso fine settimana il Governo ha chiuso tutti i ristoranti, bar, scuole, sex club e coffee shop, poi il Primo ministro ha parlato alla nazione, per la prima volta dalla crisi petrolifera del 1974, spiegando che le cose peggioreranno molto nelle prossime settimane, cosa dobbiamo fare e a cosa dobbiamo prepararci.
Riguardo all’impatto finanziario, stanno lavorando su come intervenire per sostenere le imprese.

II liberi professionisti che non hanno dipendenti potranno chiedere un contributo per tre mesi, ma potrebbe volerci qualche settimana perché le autorità stanno definendo gli aspetti legali.

Le aziende con dipendenti malati riceveranno un contributo più alto dalla previdenza sociale (il 90% invece del 75%), in modo da ridurre il carico in capo al datore di lavoro. Le persone comunque lavorano il più possibile da casa.

Per quanto riguarda il settore orafo, la situazione è disastrosa come quella degli altri dettaglianti. Gli artigiani che lavorano in proprio possono cercare un sostegno finanziario dalle amministrazioni locali, mentre molti negozi stanno chiudendo. Bulgari l’ha fatto la scorsa settimana per mancanza di clientela, le attività famigliari non sanno quale sia la soluzione migliore e alcuni lavorano solo su appuntamento, mentre altri restano aperti.

La nostra industria sarà fortemente colpita, le persone si stanno confrontando nei gruppi Facebook e alcuni suggeriscono di provare a vendere attraverso grandi canali online, simili ad Amazon. La cosa che salta agli occhi è il rispetto che le persone hanno una per l’altra. I clienti comprendono e cercano di aiutare. Soluzioni creative per servire i consumatori sono in cima ai pensieri di molti, mentre altri ne approfittano per dedicare del tempo alle cose che non sono riusciti a fare prima, come finalmente tracciare le proprie strategie di marketing online.


(…) In Russia negozi e centri commerciali non sono stati chiusi ufficialmente e le gioiellerie operano normalmente. (…) La situazione per ora è in stand by.

Irina Slesareva
Russia
Caporedattore Jewellery Review Magazine

Irina Slesareva

Il Governo istituirà un periodo nel quale per piccole e medie imprese sarà rinviato il pagamento di premi assicurativi e degli affitti per i locali di proprietà municipale e statale, come è stato annunciato dal primo ministro Mikhail Mishustin. Sempre per le Pmi saranno inoltre introdotti una moratoria temporanea sulle ispezioni fiscali e doganali, prestiti agevolati e la possibilità di rinegoziare i mutui in essere. A tale scopo il governo ha incrementato i trasferimenti agli enti regionali di microfinanza ed è stato creato un fondo di 300 miliardi di rubli (3,5 miliardi di euro).

Per quanto riguarda il settore orafo, negozi e centri commerciali non sono stati chiusi ufficialmente e le gioiellerie operano normalmente. Ad esempio, la grande catena Bronnitsky Jewelers afferma che i propri introiti non sono calati e si stanno mantenendo al livello dello scorso anno e ha cancellato sconti e promozioni. Il famoso marchio russo Argentov, che ha produzione e boutique a Mosca, ha detto che per loro tutto procede normalmente, ma gli standard di sicurezza sanitaria sono stati innalzati e ai clienti vengono offerti disinfettanti. Molte aziende russe stanno adottando lo smart working e tanti stanno lasciando le città, quindi si prevede un calo di domanda da parte dei consumatori. I piccoli brand si sono invece focalizzati sulla vendita online e stanno potenziando il social media marketing. Molte aziende quest’anno non parteciperanno a fiere, né come espositori, né come operatori, perché la situazione è imprevedibile e non avrebbe senso effettuare ordini e procurarsi merce. La situazione, insomma, è in stand by.


Il Coronavirus comincia ad avere un forte impatto sul settore orafo del Regno Unito, con molti negozi che stanno per chiudere e si riflettono come spingere le vendite online (…)

David Brough
Regno Unito
Editore e cofondatore Jewellery Outlook

David Brough

Il Coronavirus comincia ad avere un forte impatto sul settore orafo del Regno Unito, con molti negozi che stanno per chiudere e si riflettono come spingere le vendite online. I dettaglianti hanno visto un drastico calo nell’afflusso di clientela, visto che le persone hanno deciso di autoisolarsi in casa e prevedono di dover fronteggiare un crescente numero di dipendenti ammalati. Alcuni produttori stanno quindi posticipando l’invio degli ordini, su richiesta dei negozianti. Il settore orafo britannico cercherà di dare ulteriore impulso ai propri sforzi di vendita online, dicono gli analisti. Dovendo far fronte a drastici cali dei flussi di cassa, le attività gioielliere, dai negozianti ai designer, ricorreranno alle sovvenzioni governative e alle altre misure offerte, come la garanzia che i dipendenti che non possono lavorare ricevano fino all’80% del loro salario, entro un tetto prestabilito.

L’amministratore delegato della National association of jewellers (Naj) ha fatto appello al Governo, affinché supporti il settore, prevedendo problemi di liquidità. In particolare ha chiesto di cancellare gli oneri fiscali per tutto il 2020; lavorare con l’agenzia delle entrate (Hmrc) al fine di creare un piano per differire i pagamenti dell’iva, delle ritenute e dell’imposta sulle società, finché la situazione non migliora; supportare le banche affinché accordino prestiti a tasso agevolato ed estendano le linee di credito in termini favorevoli alle attività; sostenere il salario dei lavoratori in esubero o assegnare loro il reddito minimo universale fino alla fine della crisi; fornire incentivi per riportare i consumatori nei piccoli negozi.

Il governo ha già adottato alcune misure, come il pagamento dell’80 per cento dello stipendio lordo ai dipendenti che non possono lavorare a causa del Covid, fino ad un massimo di 2.500 pound al mese (2.700 euro), per tre mesi a partire da marzo, con la possibilità di estendere il provvedimento se necessario.

Altre misure sono il differimento a fine giugno del pagamento dell’iva; contributi a tasso zero delle piccole aziende; rinvio di sei mesi del pagamento delle tasse sul reddito previsto a luglio 2020; innalzamento di 20 pound a settimana del reddito universale standard; stanziamento di un miliardo di pound (1,09 miliardi di euro) per chi non riesce a pagare l’affitto, erogato tramite aumenti dei sussidi per la casa o il reddito universale.

@reuters/edgard garrido

(…) molta gioielleria viene venduta ai 40.000 turisti, in particolare cinesi, che ogni anno visitano il Giappone e che in febbraio e marzo sono scomparsi.

Yutaka Fukasawa
Giappone
Caporedattore Japan Precious Magazine

Yutaka Fukasawa

Il Giappone è uno dei paesi più seriamente danneggiati dal virus. Tutte le scuole e i luoghi turistici sono stati chiusi e gli eventi annullati. La maggior parte delle gioiellerie e dei centri commerciali invece sono ancora aperti, ma i consumatori non escono e in particolare non sono dell’umore di acquistare gioielli. Questo vale anche per quelli legati al matrimonio, visto che le nozze vengono rimandate. I più grandi department store stanno registrando drastici cali: Daimaru Matsuzakaya -43%, Mitsukoshi-Isetan -38%, Takashimaya -33% nella prima metà di marzo.

La situazione di grossisti e produttori sembra anche peggiore: hanno già acquistato gli stock, ma non riescono a venderli. Questo può portare a problemi di liquidità nei bilanci delle loro aziende e al rischio di fallimento. Inoltre, molta gioielleria viene venduta ai 40.000 turisti, in particolare cinesi, che ogni anno visitano il Giappone e che in febbraio e marzo sono scomparsi.

Il governo sta sostenendo finanziariamente o prestando soldi a tasso zero alle aziende che sono danneggiate dal Covid19, come ristoranti, imprese del turismo, linee aeree e organizzatori di eventi, ma quelle orafe non sono incluse. La speranza è che questa emergenza passi in fretta e che gli affari tornino alla normalità.

©reuters/Lucas Jackson

(…) Anche negli USA il danno all’industria orafa, sia per quanto riguarda i produttori che i dettaglianti, è stato brutale, particolarmente nelle grandi aree metropolitane (…) Il commercio online è l’unico rimasto.

Anthony DeMarco
USA
Presidente e caporedattore di Jewelry News Network

Antony DeMarco

L’impatto dell’epidemia di coronavirus negli Usa ha iniziato a manifestarsi da poco ed è stato drammatico per l’intera economia. Le borse hanno registrato un calo storico, le compagnie aeree stanno affrontando esuberi di massa e bancarotte. I pieni effetti però devono ancora vedersi, secondo gli esperti. Manhattan sembra una città fantasma.

Il danno all’industria orafa, sia per quanto riguarda i produttori che i dettaglianti, è stato brutale, particolarmente nelle grandi aree metropolitane. Non ci sono ancora dati ufficiali, ma si può dire che l’attività al dettaglio sia cessata.

Pandora, Chopard e molti altri grandi marchi hanno annunciato di aver chiuso i propri negozi negli Stati Uniti e nella maggior parte del mondo. Altre aziende di orologi e gioielleria hanno chiuso i propri siti produttivi. Il commercio online è l’unico rimasto. Inoltre, come prevedibile, convincere le persone ad acquistare gioielli è estremamente difficile, in un momento in cui stanno facendo scorta di cibo, medicine ed altri prodotti necessari e quando i dottori e infermieri chiedono soldi per le mascherine e apparecchi di ventilazione.

Un’iniziativa messa velocemente in atto si chiama “NoKidHungry” e usa l’hashtag #Linked: una ventina di designer di gioielleria indipendenti e due agenzie di pubbliche relazioni sono coinvolte in questa vendita online per aiutare i bambini poveri di New York, che non ricevono più i pasti gratuiti nelle scuole, oggi chiuse. Ed è anche un modo, durante la crisi, per sostenere questi designer, che fino a fine marzo, quando le scuole dovrebbero riaprire, devolveranno tra il 15 e il 30% del ricavato della vendita a questo progetto. Un altro sforzo tempestivo e che dovrebbe essere efficace è quello del designer di moda Christian Siriano, che durante le ultime sfilate ha collaborato con la creatrice di gioielli Theresa Bruno, fondatrice di Jordan Alexander Jewellery. Siriano sta facendo fabbricare ai suoi sarti e modellisti, che lavorano da casa, mascherine per i medici e gli infermieri di New York, operazione coordinata insieme all’ufficio del governatore dello stato, Andrew Cuomo.

Riguardo alle misure a sostegno dell’economia, il Governo ci sta lavorando ma c’è un grande dibattito e molta rabbia per i recenti interventi statali per salvare le grandi aziende. Si cercherà comunque di venire incontro alle necessità dei lavoratori e delle piccole e medie aziende.

AP Photo/Gemunu Amarasinghe

Qui in Thailandia il coronavirus ha portato al settore orafo ad una forte crisi di tutta la filiera (…) Si cerca di sopravvivere con il commercio online, ma le persone oggi sono preoccupate e non spendono.

Nikki Phinyapincha
Thailand
Director of media relations and communication

Nikki Phinyapincha

La Thailandia ha recentemente registrato un’impennata di casi e il 21 marzo il governatore di Bangkok ha annunciato la chiusura di tutti i luoghi di aggregazione di massa, inclusi bar, centri massaggi, spa, luoghi di spettacolo, cinema, teatri, palestre, stadi di boxe e tutte le attività legate al pugilato. Questo ha portato alla perdita di posti di lavoro. Inoltre l’economia thailandese stava già annaspando a causa del collasso del turismo, un settore chiave, dovuto alle quarantene in tutto il mondo per cercare di rallentare la diffusione del Covid. La siccità e il rinvio degli investimenti pubblici sono stati ulteriori colpi che hanno portato la Thailandia ad essere il paese asiatico a più alto rischio di recessione (30%).

L’11 marzo il consiglio dei ministri ha approvato misure per aiutare le aziende, in particolare piccole e medie, a sopravvivere alla crisi dovuta al virus: semplificazione delle regole per la concessione dei prestiti da parte delle banche commerciali; prestiti a un tasso d’interesse del 2% per due anni, fino a un massimo di 20 milioni di bath (566.000 euro) a cliente e al raggiungimento di un tetto di 150 miliardi di bath (4,2 miliardi di euro); riduzione delle ritenute alla fonte dal 3% all’1,5%; rimborso dell’iva e degli anticipi sulle tariffe elettriche; riduzione dei contributi previdenziali; riduzione degli affitti sulle proprietà statali.

Inoltre il fondo di previdenza sociale mette a disposizione 30 miliardi di bath (350 milioni) per una linea di credito al 3% di interesse per tre anni; le Pmi che usufruiscono delle misure di credito agevolato potranno dedurre 1,5 volte gli interessi maturati tra aprile e dicembre 2020 e sempre le Pmi potranno dedurre tre volte le spese per i salari sostenute tra aprile e luglio, per i dipendenti iscritti alla previdenza e con stipendi fino a 15.000 bath (425 euro) a persona.

Nel settore orafo il coronavirus ha portato a una forte crisi di tutta la filiera. I clienti hanno posticipato o annullato spedizioni e pagamenti, soprattutto da Europa, Usa e Cina, che sono le principali destinazioni. Si cerca di sopravvivere con il commercio online, ma le persone oggi sono preoccupate e non spendono. La speranza è che la situazione migliori nel secondo quadrimestre.

©Reuters / Nacho Doce

L’emergenza sanitaria ha avuto pesanti ripercussioni in Spagna. Nessuno, men che meno il settore orafo-orologiero, è in grado di intravedere le conseguenze che avrà sulla salute del settore.

Pedro J. Perez Fernandez
Spagna
Direttore responsabile di Grupo Duplez

Pedro J. Perez Fernandez

Il Covid 19 ha avuto pesanti ripercussioni sul nostro paese. Nessuno, men che meno il settore orafo-orologiero, è in grado di intravedere le conseguenze che avrà sulla salute del settore.

La prima risposta del Governo spagnolo è stata focalizzarsi sul rinvio del pagamento delle tasse per le Pmi e i liberi professionisti, incluse quelle sul reddito, iva e frazionamento dell’imposta societaria. Il massimo rinviabile al 30 maggio è 30mila euro e non vengono maturati interessi nei primi tre mesi. Questa misura è stata considerata insufficiente, perché solo i liberi professionisti sono tre milioni ed è soltanto una tregua temporanea.

Sul piano dell’occupazione quasi 33.000 aziende hanno richiesto l’accesso – che è stato semplificato – al sistema Erte, che permette di sospendere i contratti di lavoro o ridurre le giornate lavorative e questo riguarderà 250.000 lavoratori.

Sono poi stati stanziati 100 milioni per garanzie pubbliche su prestiti da banche private. Per i liberi professionisti, una parte importante del nostro settore, è stato annunciato un aiuto di 700 euro e una moratoria delle bollette, in caso abbiano dovuto chiudere o abbiano registrato un calo di fatturato del 75%.

In questo contesto le aziende stanno cercando di lavorare online e sfruttare il tempo per innovare migliorare il brand, il sito e l’ecommerce.

©INDIA Associated Press

Fino al 31 marzo anche in India è stata ordinata la quarantena (…) Il settore orafo è in stand by e il governo sta lavorando a misure di sostegno.

Sumesh Wadhera
India
Caporedattore Art of Jewellery

Sumesh Wadhera

Anche in India è stata ordinata la quarantena fino al 31 marzo e in questo contesto il settore orafo è in stand by e chiede misure di sostegno. Il Governo sta lavorando alla loro definizione, come annunciato dal ministro delle Finanze. Altri provvedimenti sono stati invece approvati dai diversi stati. Tra queste il primo ministro dell’Uttar Pradesh Yogi Adityanath ha annunciato un contributo di 1.000 rupie (12 euro) a 15 milioni di lavoratori giornalieri e 20,37 milioni di lavoratori dell’edilizia, mentre il suo omologo di Delhi, Arvind Kejriwal, ha approvato misure a sostegno dei poveri: una pensione di 4.000-5.000 rupie (48-61 euro) per 8,5 milioni di beneficiari entro il 7 di aprile e razioni gratuite, incrementate del 50%, per 70 milioni di persone.

©PhotoAFP

In Francia tutte le gioiellerie sono chiuse, ma cercano di vendere online. In questo contesto il Governo sta spingendo il progetto “France Num”, per portare le piccole, medie e micro imprese sul web (…)

Carine Loeillet
Francia
Responsabile rubrica gioielleria-orologeria Luxe Infinity

Carine Loeillet

Il Governo ha chiesto ai cittadini di rimanere a casa e il telelavoro è possibile per molti, ma non per tutti, e non è semplice se hai figli. Sono stati chiusi ristoranti, bar, eventi sportivi e culturali, mentre restano aperti alimentari, banche e alcuni uffici pubblici. Anche le cerimonie sono state annullate e quindi i gioielli per matrimoni etc non vengono venduti.

Le gioiellerie sono chiuse, ma cercano di vendere online. In questo contesto il Governo sta spingendo il progetto “France Num”, per portare le piccole, medie e micro imprese sul web. A tale scopo è stata creata una guida pratica dedicata ad artigiani, commercianti e liberi professionisti e sono stati messi a disposizione esperti. In parallelo è stato lanciato un appello alle aziende di commercio online, spedizioni e soluzioni di pagamento, affinché propongano tariffe ridotte o gratuite per le piccole aziende che vogliono andare online in questo periodo di crisi.

Diverse aziende sono già chiuse e altre seguiranno a breve. È comunque presto per valutare i danni al settore e nessuno sa cosa succederà.

Per quanto riguarda le misure anticrisi, il Governo ha annunciato un contributo speciale di 1.500 euro alle piccole-micro imprese e ai professionisti, che abbiano perso almeno il 70% di introiti. Sono poi stati approvati un rinvio del pagamento delle scadenze fiscali e sociali, come contributi previdenziali e imposte dirette; sconti su queste ultime nei casi più critici; rinvio dei pagamenti degli affitti e delle bollette per le piccole imprese in difficoltà; 300 miliardi di euro per garantire linee di credito per le imprese; il sostegno dello Stato alla Banca di Francia per la rinegoziazione dei crediti bancari e il mantenimento dell’occupazione attraverso l’istituto della disoccupazione parziale, semplificata e rinforzata.


In Nuova Zelanda l’impatto del Covid-19 potrà essere quantificato solo alla rimozione del livello 4 di allerta che durerà quattro settimane a partire da oggi (…) Le misure economiche messe in campo sono molteplici.

Craig Anderson
Nuova Zelanda
Jewellery Time

Craig Anderson

L’impatto del Covid-19 sul settore orafo potrà essere quantificato solo quando sarà rimosso il livello di allerta 4, che scatterà nuovamente il 25 marzo e durerà quattro settimane. Finora i negozi e i fornitori non hanno visto una diminuzione degli introiti e con qualche eccezione in alcune regioni, la maggioranza era soddisfatta.

Dove invece il turismo è più importante (nel 2019 ha generato il 5,8% del Pil) c’è stata una flessione, per il drastico calo di presenze, visto che molti, cinesi ma non solo, hanno cancellato i viaggi.

Il messaggio da parte della premier Jacinda Ardern, ora, è “Stare a casa è fondamentale”.

Il 23 marzo ha annunciato che tutte le attività non essenziali avrebbero dovuto cessare l’operatività in 48 ore, a parte ospedali, centri medici, farmacie, supermercati e stazioni di servizi.

Michael Hill International, una delle più grandi catene di gioielleria neozelandesi, ha annunciato di aver chiuso 304 negozi in Nuova Zelanda, Canada e Australia, dove è scattato il lock down. In Australia i governi dei diversi stati hanno per primi messo in campo misure simili a quelle neozelandesi, spingendo quello centrale a fare lo stesso.

Per quanto riguarda le misure economiche, il tetto di spesa disponibile per il sostegno al reddito è stato aumentato da 5.1 milardi di dollari neozelandesi (2,72 miliardi di euro) a 9,1 miliardi (4,85 miliardi di euro). Il ministro delle Finanze Grant Robertson ha annunciato che il consiglio dei ministri è disposto a rimuovere il tetto 150.000 dollari (80.300 euro) ad azienda, in modo da andare ad aiutare tutti i dipendenti che non possono lavorare da casa o non sono essenziali. Il piano sarà aperto a tutte le imprese, comprese quelle personali e i liberi professionisti, che rappresentano un’ampia parte del settore orafo. Il piano di congedo e autoisolamento da 126 milioni di dollari (67 milioni di euro) supporta finanziariamente i lavoratori che scelgono di autoisolarsi o di restare a casa perché contagiati. I sussidi saranno disponibili per tutte le aziende di tutti i settori e in tutte le regioni, che possano dimostrare un calo del 30% del reddito per qualsiasi mese tra gennaio e giugno 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019. Altre misure finanziarie includono un innalzamento della soglia della provisional tax (un sistema che permette alle Pmi di pagare le tasse in anticipo) da 2.500  dollari (1.331 euro) a 5.000 (2.662 euro) dall’anno fiscale 2020/2021; l’aumento della soglia di ammortamento dei piccoli asset da 500 a 1.000 dollari (da 266 a 532 euro) fino a 5.000 dollari (2.662 euro) sempre per il 2020/2021; la concessione per lo stesso periodo dell’ammortamento degli edifici commerciali e industriali.

Sono previste inoltre modifiche alla tassazione delle aziende per 2,8 miliardi di dollari (1,5 miliardi di euro) per liberare flussi di cassa, includendo un innalzamento della soglia della provisional tax, reintroducendo l’ammortamento degli immobili ed eliminando gli interessi sui pagamenti tardivi delle tasse.

Infine, le banche concederanno una sospensione di sei mesi del pagamento delle rate dei mutui.


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