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Corallo, ora si può certificare

L’Istituto Gemmologico Italiano e l'istituto gemmologico del Bahrain "Danat" con il supporto tecnico dell'Università di Napoli, sono i primi al mondo a poter fornire prova certa della natura di questo materiale prezioso.

Danat_laboratorio-minUna certificazione basata su un’analisi genetica del corallo: l’Istituto Gemmologico Italiano e l’istituto gemmologico del Bahrain Danat sono i primi al mondo a poter fornire prova certa della natura di questo materiale prezioso. Le otto specie che la Cibjo definisce “corallo prezioso” – tra cui il corallium rubrum – saranno da oggi individuabili tramite un sofisticato strumento di fingerprinting: non più l’opinione di un esperto, ma una vera e propria prova scientifica.

Specie corallo prezioso
Le otto specie di corallo prezioso individuate dalla Cibjo

Una novità che sarà presentata a GemGenève dal 9 al 12 maggio e che si prefigura ricca di risvolti per il settore: un risultato che diventa realtà dopo un lungo lavoro svolto in Cibjo e in particolare dalla Commissione Corallo presieduta da Vincenzo Liverino, fondata solo 5 anni fa e subito lanciata a capofitto nella tutela di questo materiale prezioso fino all’adozione, nel 2015, del Coral Blue Book, e la stesura del manuale “Coral Guide for Customs – Classification & Identification of Coral Materials”.

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Kenneth Scarratt

 

 

 

Un progetto, quello basato sull’analisi molecolare di tutte le specie di corallo prezioso, sviluppato con il supporto dell’Università Federico II di Napoli, parte attiva attraverso il proprio dipartimento di Biologia Marina con a capo la Professoressa Anna Di Cosmo, dall’IGI e dal Danat, l’Istituto delle Gemme e delle perle del Barhein, guidato dal CEO Ken Scarratt. Saranno dunque questi due istituti i primi a rilasciare l’inconfutabile certificato di classificazione della specie di corallo.

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Enzo Liverino

“Quando la Cibjo, durante l’ultimo congresso annuale a Bogotà ha presentato questo progetto – spiega Enzo Liverino, a capo della Commissione Corallo della Confederazione mondiale della Gioielleria – l’IGI e il Danat sono partiti in quarta per aderire. A fronte del certificato oggi emesso da uno di questi due istituti, c’è la certificazione ISO 9001 dell’Università: a breve il certificato sarà dotato anche di impronta digitale o QR Code per la scansione delle analisi eseguite dall’Università. Per il corallo, si tratta di una novità assoluta e IGI e Danat sono i primi due istituti ad aver aderito. Si tratta di una grande garanzia per il compratore, è un passo enorme per questo materiale prezioso”.

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Loredana Prosperi

Cosa cambia, in concreto? “Finora – spiega Loredana Prosperi, direttore del laboratorio gemmologico dell’IGI e delegato della Commissione Corallo della Cibjo – l’identificazione avveniva sulla base delle proprietà fisiche del materiale tramite osservazione morfologica. Qui entra in gioco l’identificazione del codice genetico, presente in tutti gli organismi viventi, il più affidabile metodo per la determinazione delle specie, che ora offre la possibilità di certificare senza ombra di dubbio, utilizzando opportuni marcatori, la specie di corallo”.

Qual è l’utilità più immediata per chi, con il corallo prezioso, lavora?Ci sono paesi, come la Cina, che ad alcune delle 8 specie di corallo prezioso (nessuna delle quali, giova ricordare, a rischio estinzione) hanno apposto dei veti. Il rubrum, per esempio, è invece ammesso: poterlo certificare con certezza rende lo scambio commerciale con quel paese più semplice per chi lavora con questa specie”. Si tratta comunque di un’indagine costosa, eseguita su richiesta del cliente quando l’importanza dell’oggetto ne giustifica la spesa. Qual è tecnicamente l’iter da seguire? “L’oggetto può essere presentato presso una delle nostre sedi – prosegue Loredana Prosperi – dopo di che passa all’Università per l’analisi e poi ritorna a noi per la certificazione gemmologica in base ai risultati scientifici emersi. È importante precisare che il Dipartimento di Biologia dell’ateneo napoletano è certificato ISO 9001, pertanto rilasciano solo certificazioni ufficiali”.

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Vincenzo Aucella

“La nostra associazione non può che apprezzare l’impegnativo lavoro della Commissione Corallo della Cibjo, che ha portato a questo importante risultato – commenta Vincenzo Aucella, presidente Assocoral -: si passa da un’identificazione di operatori esperti a un riconoscimento scientifico. Si garantisce così una maggiore chiarezza sulla specie di corallo utilizzata: se finora si parlava di corallo tout court, ora si può dare una importante informazione aggiuntiva sulla specie. Siamo peraltro particolarmente orgogliosi del risultato anche perché il presidente della Commissione Corallo Liverino è un nostro socio e un probiviro, quindi un membro super partes, con cui in questi anni di lavoro in Cibjo il dialogo è sempre stato aperto”.


1 commento

  1. Rosario says:

    Ottimo cosa essendo sono un espertissimo di coralli e perle come fare parte della commissione igiene x coralli e perle siamo ditta De Rosa 1954 marchio fabbricante 219 na


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