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Corallo e perle, l’industria orafa in prima linea per la sostenibilità

Il comparto italiano in prima fila nella responsabilità sociale: a Hong Kong il seminario organizzato da Agenzia Ice  e Cibjo con la partecipazione di Assocoral

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(I relatori al convegno sulla sostenibilità di corallo e perle: da sinistra, Tommaso Mazza, presidente di Assocoral; George Lu, vice presidente della Coral Commission di Cibjo; Aurelio Cavalieri; Cristina Del Mare, etnologa e storica del gioiello; Enzo Liverino, presidente della Coral Commission di Cibjo; Paola Guida, Italian Trade Commissioner a Hong Kong; Gaetano Cavalieri, presidente Cibjo; Russell Hanigan, Paspaley Pearling Company; Laurent Cartier, Project Manager allo Swiss Gemmological Institute SSEF; Jacques Christophe Branellec, vice presidente della Pearl Commission di Cibjo)

Era un incontro molto atteso quello che si è svolto ieri durante l’Hong Kong International Diamond, Gem & Show: un focus sulla sostenibilità di risorse come corallo e perle sponsorizzato dalla Cibjo, la Confederazione mondiale della gioielleria e realizzato in collaborazione con l’Agenzia Ice con l’alto patronato dell’Economic and Social Council delle Nazioni Unite (ECOSOC). Discussi e messi a fuoco non solo i mezzi per proteggere l’ecosistema marino ma anche la necessità di presentare i membri del settore come cittadini aziendali responsabili.

In qualità di leader mondiali nella progettazione e nella produzione di entrambe le materie prime – perle e corallo -, gli italiani – è emerso dall’incontro – sono da sempre in prima linea nella ricerca e nello sviluppo di una coltivazione delle perle ecologicamente responsabile e di metodi sostenibili di raccolta del corallo.

“La redditività a lungo termine di entrambi i settori nella gioielleria dipende dallo sviluppo e l’attuazione di pratiche responsabili, che entrambi proteggono, facilitando il rinnovamento di un ambiente marino di biodiversità, la promozione di risorse di qualità superiore e sostenibili – ha detto il presidente della Cibjo Gaetano Cavalieri -. I nostri sforzi in questo senso sono parte di un programma globale per promuovere politiche ambientali sostenibili nel settore”.

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(A sinistra, Gaetano Cavalieri, presidente Cibjo, durante l’intervento al seminario su corallo e perle; a destra, Paola Guida, Trade Commissioner dell’Agenzia Ice a Hong Kong)

Ad aprire i lavori è stata Paola Guida, funzionario italiano dell’Agenzia Ice a Hong Kong, che ha sottolineato l’impegno del settore orafo italiano a favore di pratiche ambientali etiche e sostenibili. Tra i relatori del seminario, Enzo Liverino, presidente della Commissione Corallo della CIBJO, che ha fornito una panoramica sulla responsabilità sociale delle imprese e le pratiche marine sostenibili nel settore del corallo.

Nella sua presentazione, Liverino ha evidenziato la ratifica, nel 2015, del Coral Blue Book di Cibjo, l’ultimo aggiunto alla serie di standard del settore – il cui obiettivo finale è quello di promuovere la fiducia dei consumatori verso i prodotti in corallo attraverso precise e documentate definizioni, che si unisce a quelli dedicati ai diamanti, gemme colorate, perle, metalli preziosi e laboratori gemmologici. “La stabilità in ogni mercato della gioielleria dipende dall’uso di una corretta nomenclatura, al fine di garantire un acquisto pienamente informato lungo tutta la filiera della distribuzione, fino al consumatore finale”, ha spiegato Liverino.

Tommaso Mazza, presidente di Assocoral, tra i principali sostenitori dello sfruttamento sostenibile delle risorseha esaminato gli aspetti legali della raccolta dei coralli nella regione del Mediterraneo. Una relazione tecnica sul comparto è stata illustrata dal consigliere di Assocoral Ciro Condito.

L’etnologa Cristina Del Mare, orientalista e storica dell’industria dei gioielli, ha fornito una prospettiva storica della raccolta del corallo nel Mediterraneo. Laurent Cartier, Project Manager presso l’Istituto Gemmologico svizzero SSEF,  ha fornito una panoramica della responsabilità sociale delle imprese nel settore della perla.

 


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