di


Corallo da indossare negli abiti scultura di Marella Ferrera a “La notte dei coralli”

 

Si è tenuta a Catania, presso la Fondazione Puglisi Cosentino con sede nello storico palazzo del Settecento, “La notte dei coralli”, serata-evento ispirata alla mostra “I grandi capolavori del corallo” curata da Valeria Li Vigni (direttore del Museo Agostino Pepoli e docente di Museologia all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli), che resterà aperta fino al 5 maggio. La stilista catanese Marella Ferrera, autrice della manifestazione insieme a Alfio Puglisi Cosentino presidente della fondazione “Puglisi Cosentino”, ha fatto sfilare “tableaux vivants” interpretati da cinquanta donne siciliane che hanno indossato i suoi abiti scultorei ricamati con corallo. “Per celebrare la mostra sui capolavori del corallo -ha spiegato Ferrera- abbiamo pensato con Alfio Puglisi Cosentino a questa serata che è un omaggio alla Sicilia più misteriosa, la Sicilia dell’oro rosso custodito in fondo al mare e poi nobilitato dalla maestria di grandi artigiani capaci di creare capolavori dell’arte che già nel ‘700 tracciavano le rotte del memorabile Grand Tour dei viaggiatori europei”

Il defilé ha scandito il percorso espositivo della mostra dedicata ai coralli trapanesi del XVII e XVIII secolo. Testimonial della serata l’attrice Donatella Finocchiaro che ha sfoggiato un abito impreziosito da coralli in dieci nuances.

Gli abiti sono stati accompagnati dai gioielli in corallo di Sciacca del maestro orafo Massimo Izzo, esposti anche nelle teche. “Un trionfo oltre ogni aspettativa – ha commentato entusiasta Marella Ferrera – nessun evento dedicato alla moda, nei luoghi deputati come Milano e Roma, è capace di calamitare attorno a sé, e per un tempo così ridotto un numero considerevole di spettatori come gli oltre mille visitatori che sono giunti alla Fondazione Puglisi Cosentino”.

L’Archivio Storico della stilista, di cui fanno parte gli abiti indossati, è stato inserito dal MIBAC fra i patrimoni culturali dell’Italia insieme a quelli di Ferragamo, Ferrè e Capucci.

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *