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Corallo, Cibjo: “Le specie minacciate non sono quelle utilizzate dall’industria dei gioielli”

La specifica Commissione, presieduta da Enzo Liverino, ha pubblicato il Report tematico con cui richiede una campagna educativa per distinguere tra coralli preziosi e non preziosi

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A meno di due settimane dall’apertura del Congresso Cibjo – in calendario dal 5 novembre a Bangkok, è stato pubblicato l’ottavo e ultimo report delle commissioni interne alla Confederazione mondiale della Gioielleria, quello sul corallo. Preparato da Vincenzo Liverino, Presidente della relativa Commissione, la relazione richiede una campagna educativa per distinguere tra varietà di coralli preziosi, raccolti in modo responsabile e sostenibile, e varietà non preziose, alcune delle quali vedono il loro numero diminuire a causa del cambiamento climatico.

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Vincenzo Liverino

“Una delle principali preoccupazioni della Commissione Corallo è assicurarsi che tutti i coralli preziosi in circolazione sul mercato siano stati raccolti e trattati in conformità con la legislazione normativa associata alla protezione della fauna selvatica – spiega Liverino -. Ciò avviene a fini di sostenibilità, orientamento dottrinale fondamentale della Carta delle Nazioni Unite”.

I coralli preziosi, soggetti alla normativa nazionale, vengono raccolti nel rispetto rigoroso delle pratiche responsabili e dovrebbero essere percepiti da tutti come prodotti sostenibili e responsabili. “Per molti anni si è verificato un malinteso – prosegue il presidente della Commissione Corallo della Cibjo -: le specie di corallo prezioso sono considerate alla stessa stregua dei coralli non preziosi. Va sottolineato che, nonostante la condivisione di un nome comune, le specie coralline minacciate non sono quelle utilizzate nell’industria dei gioielli”.

“Bisogna intraprendere una campagna educativa per spiegare correttamente al consumatore ecologico che i coralli utilizzati dall’industria della gioielleria non sono quelli che gli studi hanno dimostrato di essere danneggiati dai cambiamenti climatici” conclude Liverino. Secondo le normative nazionali, tutti i coralli preziosi vengono raccolti in aree accuratamente definite, sia in ambienti costieri sia in acque profonde. Questa attività, precisa Liverino, non rappresenta una minaccia diretta alla sostenibilità dell’ecosistema locale.

Al prossimo congresso sarà perciò proposto uno studio congiunto con organizzazioni ambientali di alto profilo: l’obiettivo è quello di evitare una percezione errata della pesca dei coralli. Il programma proposto, che sarà su base volontaria, avrà bisogno di un nome e uno slogan: la Commissione Corallo è aperta a suggerimenti.


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