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“Conversazioni sul Corallo” con Gioia De Simone

A Milano, presso lo Spazio Campania, in anteprima dei festeggiamenti per i 190 anni dell'azienda torrese, sarà presentato il volume “Lungo le Vie del corallo”, un racconto speciale sulla stretta connessione tra corallo, arte e cultura

Ornamento da braccio navaratna fine XVII secolo

Tra i linguaggi che designano il corallo la Antonino De Simone ha scelto quello artistico percorrendo un lunghissimo viaggio, fortemente legato alla tradizione, teso alla ricerca dei più alti valori dell’artigianato dando vita ad una molteplicità di forme indagando, senza pari, le qualità, la complessità e l’unicità di questa materia spettacolare.

Gioia De Simone

Nel 2020 l’azienda di Torre del Greco compirà 190 anni ed in anteprima di questo importante traguardo dedicherà alla promozione della cultura del corallo una giornata particolarmente ricca con “CONVERSAZIONI SUL CORALLO”, una guida alla sua comprensione spiegando cosa è, qual è il suo uso nei gioielli, cosa significa per esso essere sostenibile e come si lavora.

L’appuntamento è a Milano il 21 novembre prossimo e vedrà padrona di casa Gioia De Simone, CEO dell’azienda Antonino De Simone, che accoglierà alcuni dei più importanti esperti del settore per raccontare questo straordinario mondo tra approfondimenti teorici e pratici: Bianca Cappello, storica e critica del gioiello, docente in varie scuole tra cui Galdus Oreficeria Milano e IED Milano, curatrice di mostre e autore di libri sul gioiello; Loredana Prosperi, direttrice dell’Istituto Gemmologico Italiano e Monica Odoli, responsabile dei corsi I.G.I. che tratteranno la materia prima come gemma e la relazione tra uomo e natura, con la sostenibilità e la tracciabilità del corallo come punto centrale; Cristina Del Mare, etnologa e primaria esperta dell’uso del corallo nelle varie culture del mondo.

Durante la giornata, che sarà aperta a tutti dalle 10.00 alle 16.00 presso lo Spazio Campania in Piazza Fontana, sarà presentato il volume “Lungo le Vie del corallo”, curato da Gioia De Simone e da Cristina del Mare che illustrerà le opere della collezione museale Antonino De Simone attraverso una lettura storica e antropologica delle manifatture in corallo e degli oggetti realizzati dal XVI al XX secolo. Non mancheranno dimostrazioni dal vivo del maestro incisore torrese Pasquale Centoducati, un’appassionate esperienza per ammirare dal vivo come con perizia le sue mani daranno forma a questo incredibile materiale.

Ornamenti da tempie. Mongolia, fine XIX secolo

La straordinarietà di antichi gioielli etnici in corallo della collezione Antonino De Simone, raccolta con amore da Antonino De Simone, imprenditore e sognatore, sarà in mostra come percorso prodigioso che unisce civiltà, storie e genti dalle sponde dell’Occidente mediterraneo – con Torre del Greco protagonista – all’Oriente e oltre l’Oceano, alle coste americane.

Da sempre il Corallo è considerato un materiale denso di contenuti magici e apotropaici e in questa veste lo troviamo dall’antichità ad oggi nell’oreficeria del Mediterraneo e non solo. La pesca, il commercio, la lavorazione e l’inserimento del corallo nei gioielli, dall’amuleto all’alta gioielleria, dalla moda al bijou, è fino dai tempi remoti una catena che coinvolge popoli, culture e religioni diversi, accomunati dal suo innegabile fascino. In Italia fino dal Medioevo erano molti i centri di pesca e lavorazione del corallo, in Sardegna, Liguria, Toscana, Sicilia ed in Campania che, soprattutto negli ultimi 2 secoli, ha avuto un ruolo primario con importanti botteghe e laboratori concentrati a Torre del Greco. Oggi più che mai è necessario preservare questo materiale prezioso che è un patrimonio naturale di tutti, farlo conoscere per valorizzarlo in tutta la sua importanza, nei gioielli e non solo.” Ha affermato Bianca Cappello, co-curatrice dell’evento.

Pensiero condiviso da Cristina Del Mare che ha aggiunto: “Il corallo rosso Mediterraneo, Corallium rubrum, per la sua enigmatica natura, il colore sanguigno e la forma arborea, ha saputo evocare nell’immaginario umano riferimenti simbolici pregni di potere magico. Popoli lontanissimi dalle sue coste d’origine, stanziati lungo le antiche vie commerciali, che noi abbiamo ribattezzato “Vie del Corallo”, hanno subito il suo fascino, indipendentemente dalla loro fede religiosa. Nomadi tibetani e pastori mongoli buddisti, genti del Subcontinente indiano e musulmani del centro Asia e della penisola Arabica, berberi del nord Africa e finanche gruppi di nativi americani, sono stati sedotti dalla bellezza e rarità del materiale corallino, attribuendogli prodigiosi poteri difensivi e virtù propiziatorie. Nei gioielli e ornamenti rituali di queste popolazioni il corallo è amuleto universale, capace di allontanare le sventure, proteggere dal male, apportare prosperità, salute e fortuna a chiunque lo indossi, le stesse proprietà attribuite dalla nostra tradizione mediterranea”.

www.antoninodesimone.it 


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