di


Convegno Igi e Federpreziosi, rubino protagonista

Focus approfondito di gemmologia a VicenzaOro January: dai trattamenti termici ai metodi di sintesi, tutti i falsi miti da sfatare

IGI_Federpreziosi_Rubini_Relatori

(La conferenza sul rubino a VicenzaOro. Da sinistra: Giuseppe Aquilino, presidente Federpreziosi; Paolo Valentini, presidente IGI; Paolo Ponzi, gioielliere e gemmologo; Loredana Prosperi, responsabile del laboratorio Igi)

Sono stati i rubini i protagonisti della conferenza “The King of Red: focus gemmologico e commerciale sul rubino” che l’Istituto Gemmologico Italiano (IGI) e Federpreziosi Confcommercio, con il supporto della Fiera di Vicenza, hanno organizzato lunedì 25 Gennaio nell’ambito di VicenzaOro January. All’incontro hanno collaborato la CIBJO, Federpietre, Associazione Italiana Gemmologi e Studio EffeErre.

Anche se la partnership formale è stata siglata nel 2015, Igi e Federpreziosi collaborano da molti anni, come ha ricordato il presidente di Federpreziosi Giuseppe Aquilino aprendo i lavori. Presente anche il vertice dell’IGI, Paolo Valentini, che ha sottolineato l’importanza della divulgazione gemmologica attraverso un linguaggio semplice per attuare un’efficace “narrazione” del rubino, la gemma più rara e costosa. Come ha sottolineato il gioielliere-gemmologo Paolo Ponzi, tale “rosso” è da sempre simbolo di forza, amato dagli uomini di potere nella storia, tuttora ambito da consumatori sofisticati.

IGI_FEderpreziosi_Prosperi

(Loredana Prosperi, responsabile del labotorio Igi, durante il suo intervento) 

Ad approfondire il tema in tutte le sue sfumature, Loredana Prosperi, responsabile del laboratorio di IGI, che ha offerto un quadro ampio e completo sul rubino. Ha illustrato le caratteristiche fisiche e ottiche che consentono di distinguere questa affascinante varietà di corindone, le modalità di genesi – metamorfica e magmatica – e i vari trattamenti per “abbellire” le gemme, da quello termico più comune a quelli più invasivi, spiegando come, se pur numerosi e molto diffusi, tali trattamenti non debbano costituire una minaccia, ma debbano essere evidenziati e comunicati con la massima trasparenza.

I temi discussi sono andati dai metodi di sintesi (da fuso e da soluzione), le cui premesse risalgono a inizio ‘800, alle inclusioni diagnostiche che permettono di riconoscere i materiali sintetici. Interessanti le spiegazioni sulla provenienza geografica dei rubini, che incide sul loro valore percepito, così come la suggestione descrittiva utilizzata nei documenti di analisi gemmologica, ad esempio la dicitura “sangue di piccione”.

In chiusura del suo intervento, Loredana Prosperi ha sottolineato che a determinare l’origine dei rubini devono concorrere l’osservazione delle inclusioni al microscopio ottico, l’analisi chimica degli elementi in traccia, le indagini spettroscopiche. Paolo Valentini e Paolo Ponzi sono intervenuti con alcune considerazioni sul mercato, argomentando che il valore commerciale oggi è decretato, oltre che dalle caratteristiche intrinseche e dalle leggi di domanda/offerta, dalla diffusione dei trattamenti col vetro al piombo, dalla certificazione a livello internazionale, che enfatizza la provenienza, dai nuovi ricchi mercati sensibili a rarità, purezza, naturalezza.

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *