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Contaminazioni Déco

Forme slanciate, geometriche, pulite. I plateaux si animano di uno spirito vintage

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Maison Cartier, collezione ‘Paris Nouvelle Vague’

Parallelismi, suggestioni, nostalgiche visioni o, più semplicemente, voglia di rileggere quel concetto ‘décoratif’ che negli anni Trenta trasformò il modo di vestirsi e di accessioriarsi? Erano proprio gli anni Trenta quando, in una sua nota, il designer francese Paul Iribe evidenziò l’esigenza di ‘sacrificare il fiore sull’altare del cubismo in nome del progresso meccanico‘.

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Egotique

La rivoluzione estetica e l’imponente fenomeno del gusto, che vibrava già da qualche anno, esplode proprio in quel periodo.

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Egotique

Un dopoguerra decorativo che trova nell’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes del 1925 a Parigi la sua consacrazione ufficiale.

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Eshvi

Finiti i tempi dei vezzi e delle leziosità, è proprio a Parigi che trionfa un nuovo concetto di raffinatezza dominato dalla linearità delle forme, dalle geometrie ben definite, dalla severità quasi neoclassica.

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Le influenze arrivano da più fronti. C’è l’arte primitiva africana, ed egiziana in particolare, che riporta in auge i decori geroglifici, gli intarsi con la turchese, i disegni di ispirazione faraonica; ci sono cubismo e futurismo che esaltano sfaccettature e scomposizioni geometriche; il Fauvismo che fa esplodere le cromie.

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Lama Hourani

Ma soprattutto c’è una femminilità rinnovata, che rivisita il concetto di appeal con nuovi codici estetici che vogliono la donna atletica, longilinea, agile. Un fermento artistico che avvolge inevitabilmente anche il mondo del gioiello, perché è proprio qui che si riflette in piccolo questa epica evoluzione del gusto.

Un’evoluzione che ritroviamo oggi con il piacere e la capacità di interpretare una tendenza che ha segnato un’epoca. Piace molto il nuovo modo di indossare un paio di orecchini in onice marmorizzata, di scegliere un bracciale con intarsi in giada o una collana che ricalca la forma di uno skyscraper.

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Nikos Koulis

  Gli interpreti di questa rinnovata contaminazione Déco non sono ghettizzati nell’universo di Fine Jewellery, ma spaziano da forme di design jewels ad altrettanti modelli più inclini a un mood fashion.

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Nikos Koulis

Con una conferma senza tempo della Maison Cartier che, con la collezione ‘Paris Nouvelle Vague’, suggella l’eterno amore per la Ville Lumière con uno stile grafico, minimalista fatto di cerchi rigidi, sfumature cromatiche e nastri in quaro fumé, ematiti, ametiste e diamanti, si arriva a nuove elaborazioni creative in cui si esasperano le geometrie con un mix di ottone, smalti, resine e un vincente effetto marmorizzato nelle collezioni di Egotique ed di Eshvi.

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Nikos Koulis

E se Lama Hourani predilige la malachite in questa sapiente rilettura Déco, è il designer greco Nikos Koulis il quale, con la collezione ‘Universe Line’, ricrea l’equilibrio perfetto per far rivivere l’armonia stilizzata anni ’30, tra oro rodiato nero, diamanti, smeraldi, ematite e lapislazzuli.


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