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Lusso, i consumatori il vero motore della crescita: nel 2020 saranno 440 milioni

Presentati due studi della Fondazione Altagamma realizzati con Boston Consulting Group e con Exane BNP Paribas: ai monomarca di orologi e gioielli i maggiori benefici delle strategie retail

Sono i consumatori il vero motore della crescita e quelli rivolti al segmento del lusso saranno 440 milioni nel 2020: è una delle stime contenute negli studi presentati ieri da Fondazione Altagamma realizzati con Boston Consulting Group e Exane BNP Paribas a Milano. Consumatori globali e diffusione dei monomarca: insieme, costituiscono il futuro del lusso. Il convegno “Altagamma Consumer and Retail Insight” che si è svolto ieri ha presentato la prima edizione di ‘True Luxury Global Consumer Insight‘, condotto con BCG su un panel di 40mila intervistati in oltre 20 paesi, e la seconda edizione, invece, dell’Altagamma Retail Evolution, realizzato con Exane BNP Paribas, relativo ai monomarca dei brand di lusso.

Le due ricerche, introdotte dal presidente di Altagamma Andrea Illy, sono state illustrate ed analizzate, tra i tanti, da Antonio Achille (Managing Director, BCG),  Armando Branchini (Vice Presidente, Fondazione Altagamma), Andrea Buccellati (Presidente, Buccellati), Fabio Gnocchi (Direttore Commerciale, Brunello Cucinelli) e Luca Solca (Managing Director Global Luxury Goods, Exane PNB Paribas).

Due, dunque, i filoni di studio della Fondazione: il consumatore di alta gamma e lo sviluppo della rete retail. Il ‘True Luxury Global Consumer Insight’ ha preso in esame il primo aspetto (un target complesivo di 32 milioni di persone con circa 30mila euro di spesa media annua), mettendo in rilievo 7 caratteristiche trasversali dell’attuale e del potenziale consumatore globale e individuando 12 profili specifici, ciascuno con proprie caratteristiche.

Attento alla provenienza dei prodotti, interessato ad esperienze d’acquisto anche fuori dal proprio paese, sensibile al passaparola e ai social media: questi alcuni dei tratti dell’identikit del consumatore odierno del lusso. Lo studio prende in considerazione un target di circa 380 milioni di consumatori: dai dati analizzati è emerso che la crescita del settore luxury nei prossimi dieci anni sarà di natura prevalentemente organica (2/3 del totale) e vedrà il consumatore “al centro”, quale motore principale di questa crescita. Nel 2020 saranno 440 milioni, con una spesa complessiva di 880 miliardi di euro: oggi sono 380 milioni e spendono all’incirca 730 miliardi in lusso personale ed esperenziale.

Dallo studio emergono 7 trend generali che avranno un impatto significativo sul settore a livello globale: comprenderli e sfruttarne le potenzialità sarà un aspetto chiave per le imprese che vogliono intercettarne le spese. Ai classici fattori sociali e demografici si aggiungono aspetti attitudinali e comportamentali: dall’indagine vengono fuori 12 profili univoci di consumatori di cui 8 globali, 2 specifici per paese e due per genere. Tutto dovrà adattarsi a questi nuovi meccanismi, dai monomarca customizzati per paese e generazione ai canali digitali, in un’ottica integrata e omni-channel.

Proprio alla rete di negozi monomarca è dedicato il secondo studio presentato ieri, l’Altagamma Retail Evolution, basato su ricerche empiriche e sull’elaborazione dei dati pubblici di un centinaio di aziende tra quotate e non, per un totale di 12.500 punti vendita. Dal 2005 al 2013 la crescita degli spazi retail ha contribuito per circa il 30% alla crescita dei consumi e dei fatturati dei beni di lusso per la persona. La loro produttività è diversa in base al prodotto, alla forza del brand e alle dimensioni del negozio: per esempio, è emerso dallo studio che i Mega Brand hanno una posizione di vantaggio perché possono spendere più dei concorrenti in comunicazione, e questa spesa accresce la produttività degli spazi.

L’indagine mette in relazione anche la penetrazione di negozi di lusso con il reddito pro-capite di ciascun Paese: in Cina, per esempio, è stata registrata una sostanziale saturazione. Anche lo studio sul retail effettua previsioni al 2020: la distribuzione diretta crescerà dal 31% al 40% del totale, mentre il franchising calerà dal 10% al 6%, i department store dal 23% al 19%, il wholesale resterà al 36%. I punti vendita monomarca erano 12.500 nel 2013 (ed erano cresciuti negli ultimi sette anni al tasso composto medio annuo del 4,34%): nel 2020 sono previsti diventare 16.000 (tasso del 3,6% rispetto al 2013). In questo contesto orologi e gioielli sono la categoria che maggiormente beneficia dal retail monomarca.

“Ci sono più consumatori da fidelizzare che mercati da conquistare – ha commentato Armando Branchini, Vice Presidente di Fondazione Altagamma -: questa la sfida attuale dei brand internazionali di alta gamma. Con questi due studi Altagamma mette a disposizione di imprenditori e manager dati e stimoli di grande rilevanza strategica: un forte apparato analitico, previsioni all’anno 2020 ed una tassonomia in profondità dei consumatori davvero d’elite in 20 Paesi del mondo”.


1 commento

  1. […] dimostrano recenti indagini, come quella di Exane Paris Bas realizzata con Fondazione Altagamma e presentata a Milano a inizio mese, che evidenzia una crescita dei consumi di pari passo all’allargamento della rete di vendita […]


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