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Congresso CIBJO: corallo protagonista

Vincenzo Liverino: “ Proporremo un progetto, in collaborazione con Assocoral, per  definire una scala di colori codificata per semplificare la sua commercializzazione”

Corallo sotto i riflettori al congresso del Cibjo, in procinto di iniziare a Manama, in Bahrain. Sul piatto numerose questioni che riguardano questa gemma, a partire dalla revisione del Coral Blue Book, uscito nel 2016 per fornire – tra le altre cose – informazioni sul prodotto, i trattamenti, le aree di produzione del corallo prezioso, le regolamentazioni sulla pesca, le pratiche commerciali accettate e comuni e  incrementare la consapevolezza nel campo della sostenibilità. Ma anche fornire una terminologia e nomenclature standard in tutto il mondo, sezione che in Bahrain sarà sensibilmente ampliata con più dettagliate definizioni delle varietà di corallo comune.
Una delle battaglie dell’associazione, infatti, è diffondere la distinzione tra le 7.300 varietà di corallo comune o che formano la barriera corallina e le otto di corallo prezioso, quattro delle quali sotto osservazione da parte del Cites, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione: Aka  o sangue di bue (Corallium  japonicum), che vive nelle acque giapponesi; Momo o Pelle d’angelo (Pleurocorallium elatius), che si trova al largo delle coste di Giappone e Taiwan; Bianco puro o Shiro  (Pleurocorallium konojoi), che vive nei mari vietnamiti; e Midway (Corallium secundum), che si trova prevalentemente al largo delle Hawaii e del quale non si registra raccolta da almeno dal 2001.
«Il corallo – spiega Enzo Liverino, presidente della Commissione corallo del Cibjoè l’unica gemma soggetta all’attenzione del Cites, in seguito alla segnalazione fatta dalla Cina nel 2009.

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Enzo Liverino

Le quattro specie sono comunque inserite nell’Appendice III, che non riguarda quelle protette, ma quelle sotto osservazione, che per essere esportate richiedono che sia accluso il cerificato di origine e che siano state acquisite legalmente. La richiesta, peraltro, viene da un paese che non possiede nessuna di queste specie, mentre la pesca a Taiwan è regolata da norme stringentissime, volute dagli stessi corallari locali, che non possono spingersi oltre le acque territoriali. Di questo, però, ci affidiamo alla collaborazione di Assocoral, che da anni si muove su questo tema e lo sta facendo bene».
Il lavoro di educazione e conoscenza è una delle attività che l’associazione ritiene prioritarie. «Ciò che ha causato errori da parte dei governi – continua Liverino – è la confusione tra specie preziose e barriera corallina, che come associazione vogliamo tutelare perché può essere attaccata sia dai cambiamenti climatici, che dall’acidificazione degli oceani».
Con l’Università Federico II di Napoli, Cibjo ha anche realizzato un progetto relativo all’identificazione del corallo, grazie all’analisi del Dna. «In questo modo – sottolinea il presidente – si riesce a certificare con precisione la specie. Siamo già a pieno regime ed è già utilizzato dall’Istituto gemmologico del Bahrain, nonché dall’Igi, ma abbiamo richieste anche da parte dell’Istituto gemmologico dell’Oman e dalla Francia, dal Belgio e dalla Svizzera. Un’altra tecnologia, l’analisi al carbonio 14 utilizzata dal SSEF, Istituto gemmologico Svizzero, permette invece di risalire alla datazione della gemma e ha cambiato la storia del corallo di Sciacca, un pezzo finito è stato infatti riconosciuto come risalente al 1400, mentre il corallo grezzo è stato datato tra i 4 e i 5mila anni fa».
A Manama, poi, sarà proposto un progetto , in collaborazione con Assocoral, per  lavorare in maniera congiunta alla definizione  realizzare una scala di colori codificata per il corallo, che semplifichi sia la produzione che il commercio.
Un altro aspetto del lavoro della commissione riguarda l’ambiente e la sostenibilità. «Ci stiamo prodigando per trovare soluzioni per riportare in vita la barriera corallina, coinvolgendo gli istituti gemmologici – conclude Liverino – In questo abbiamo coinvolto anche la Commissione perle, perché dove il corallo di barriere vive bene, stanno bene anche le ostriche perlifere. Come Cibjo stiamo poi portando avanti dal 2015 l’iniziativa “Green gas”, per rendere le nostre aziende carbon neutral. Io l’ho fatto e in Bahrain spiegherò non solo le motivazioni, ma anche la semplicità del processo e i vantaggi dell’operazione».

www.cibjo.org

 


2 commenti

  1. Rolando Di Luoffo says:

    Il suo lavoro è encomiabile l’mpegno di Assocoral prioritariamente etico di sostegno al marketing, nel ringraziarvi Vi informo che, nel Convegno tenutosi giorno 10 Ottobre presso la Corte di Appello di Roma quale Vice Presidente del Collegio Periti Italiani ho informato il Comitato scientifico Forense del Vostri traguardi in materia di estrazione del DNA da Corallo e Perle, grazie riterrei cosa utile poter seguire i vostri studi ed esperimenti..Ritengo utile informarVi se a Voi utile di essere tra i convocati al Tavolo Tecnico del MISE per la tutela della Proprietà industriale ed anticontraffazione con appositi protocolli da utilizzarsi per il mercato di Alibaba, porgendogli cordialità


  2. Giuseppe conti says:

    Un grande lavoro! Grazie


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