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Congresso Cibjo 2018: approvvigionamenti sempre più responsabili. Allo studio uno strumento per definire il Dna del Corallo

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Al Congresso Cibjo la riunione del Comitato sul Responsible Sourcing

Diamante sintetico, nuove linee guida e una commissione ad hoc per l’approvvigionamento responsabile, innovative modalità di certificazione della provenienza del corallo, il diffondersi della tecnologia “blockchain” che consente di risalire in modo preciso e inequivocabile all’origine di un metallo o di una pietra: questi alcuni dei temi dibattuti all’ultimo Congresso mondiale della Cibjo che si è svolto a Bogotá, in Colombia.

Tanti argomenti con un fil rouge comune: quello della sostenibilità e del ruolo del comparto orafo-gioielliero nella promozione di pratiche responsabili che diano conto al consumatore di quanto effettivamente realizzato dall’industria, sempre più impegnata su questo fronte con azioni dirette.


“Il congresso ha costituito un importante momento di confronto sulla sostenibilità della filiera e sulla tracciabilità dei prodotti”


“Il congresso ha costituito un importante momento di confronto sulla sostenibilità della filiera e sulla tracciabilità dei prodottiha detto a Preziosa magazine Gaetano Cavalieri, presidente della Cibjoricordando a tutti che il nostro punto focale resta il consumatore, decisore ultimo del successo delle nostre aziende. Siamo impegnati da oltre un decennio nella promozione di buone pratiche, seguendo l’orientamento di due diligence dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) relativo alle catene di approvvigionamento responsabile di minerali da aree di conflitto e ad alto rischio e i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani”.


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Gaetano Cavalieri, presidente Cibjo, durante l’apertura del Congresso

Presidente, qual è il bilancio del Congresso?
“Per diversi giorni abbiamo ascoltato speaker di altissimo livello e registrato la presenza di un audience qualificato, che ha incluso i nostri delegati in rappresentanza di quasi tutti i paesi del mondo, rispettando gli impegni presi da ciascuna delle nostre commissioni. Ogni tema è stato affrontato in modo serio e approfondito malgrado i tempi ristretti”.

Quali sono stati i risultati concreti del Congresso nelle varie aree di intervento?
“Innanzi tutto abbiamo reso effettiva la creazione della Commissione sul Responsabile Sourcing, annunciata a maggio. Philip Olden è stato nominato presidente del gruppo che ha creato una Guidance che, una volta definita nel dettaglio, avrà lo status di Blue Book Cibjo, diventando documento di riferimento per le pratiche di approvvigionamento responsabile sviluppate e applicate dalle organizzazioni industriali e dagli enti commerciali di tutto il mondo”.

A luglio la Federal Trade Commission (FTC) ha modificato le linee guide della gioielleria. Tra le revisioni, una in particolare ha destato clamore: la definizione di “diamante”, allargata fino a includere quelli coltivati in laboratorio. Attualmente, è definito diamante “un minerale costituito essenzialmente da carbonio puro cristallizzato nel sistema isometrico”: è stato dunque eliminato l’aggettivo “naturale”. Qual è la posizione della Cibjo?
“Non possiamo entrare nel merito della decisione della FTC e la rispettiamo, anche se non siamo d’accordo perché potrebbe generare solo confusione nel consumatore. Il diamante proviene dalla natura, se nasce in laboratorio non è naturale. Prendiamo atto della posizione della Federal Trade Commission, il che non significa che la condividiamo”.

Quanto alla tracciabilità delle materie prime, quali decisioni sono state prese dal Congresso?
“Abbiamo proposto ad alcuni governi di stabilire, in alcune aree geografiche più delicate per il nostro settore – come per esempio Colombia, Thailandia, ma anche alcuni paesi africani – di chokepoint nella catena di distribuzione delle gemme colorate.  Si tratta di luoghi specifici gestiti dai governi dei singoli paesi in cui tutte le gemme devono transitare per essere sottoposte a controlli: se siamo in grado di verificarne l’integrità, allora possiamo dimostrare ragionevolmente che sono state scambiate eticamente”.

In tutte queste sfide quale ruolo ha la tecnologia?
“Abbiamo studiato significato e impatto della tecnologia Blockchain al centro di una sessione dedicata: nei settori della gioielleria e delle pietre preziose, questa novità include il tracciamento in sicurezza e in modo trasparente del movimento della merce, mentre viaggia lungo la catena di distribuzione, e anche l’uso delle valute digitali, che possono ridurre significativamente i costi bancari e fornire opportunità di finanziamento per i membri del settore. Ci siamo soffermati anche sull’uso dei social media, come mezzo per commercializzare prodotti e servizi: durante l’incontro della Commissione Perle, Kevin Cannon, responsabile del marketing digitale presso la Cultured Pearl Association of America, ha mostrato come un singolo post sponsorizzato su Facebook sia stato visto da 1,7 milioni di persone e abbia generato 50.000 clic, 3.000 condivisioni e più di 800 commenti”.



“Allo studio uno strumento per definire il Dna del Corallo”

Enzo Liverino (presidente Commissione Corallo)


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Enzo Liverino

Il Congresso Cibjo ha declinato il tema della sostenibilità sotto vari punti di vista. Prioritario quello ambientale, con particolare attenzione all’ecosistema marino. Un lavoro lungo e impegnativo della commissione Corallo di CIBJO, guidata da Vincenzo Liverino, ha portato oggi a risultati importanti. Dal punto di vista organizzativo, il congresso ha visto la nomina a vicepresidente di Ken Scarratt, Ceo del Danat, l’istituto gemmologico del Bahrain (dove si svolgerà il congresso 2019) e presidente della Commissione Perle di Cibjo. Scarratt nei giorni scorsi è stato a Napoli, in visita all’Università Federico II, parte attiva, attraverso il Dipartimento di Biologia Marina, di un progetto sul “DNA fingerprinting“, potente strumento per l’identificazione delle specie di corallo e in grado di determinare con certezza la provenienza geografica.

“Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Danat e con l’Istituto Gemmologico Italiano – precisa Enzo Liverino -: ora vanno definiti gli accordi specifici tra i vari soggetti per far sì che gli istituti gemmologici possano apporre ai loro report la certificazione ISO 9000 resa possibile dal lavoro dell’ateneo napoletano, che dà certezza dell’origine del corallo. Di fatto, la determinazione della provenienza non sarà più affidata a un’ispezione visiva di esperti, ma a una vera e propria prova scientifica. Naturalmente, anche altre strutture (in aggiunta a quelle che l’hanno promosso finora) potranno aderire a questo progetto”.

Quali altre priorità del settore del corallo sono state affrontate durante il Congresso?
“Abbiamo terminato la fase di progettazione del ‘Coral online course’ di Cibjo, che una volta perfezionato verrà reso disponibile – conclude Liverino -. Si tratta di uno strumento utile ai negozianti così come ai consumatori: lo abbiamo presentato ed è piaciuto a molte associazioni internazionali, che hanno dichiarato l’intenzione di utilizzarlo come, per esempio, l’Associazione Gem-A di Londra, l’ICA –  International Colored Gemstone Association. A Bogotà si è discussa anche l’intenzione di creare all’interno di Cibjo un Coral Working Group, una sorta di sotto-commissione formata da esperti che si preoccupi dell’aspetto ambientale delle barriere coralline. Abbiamo già coinvolto il Centro scientifico di Montecarlo, un’eccellenza nello studio di questo ambito, e vogliamo rivolgerci anche ad altri istituti. Abbiamo inoltre scritto una lettera da inviare agli istituti gemmologici di tutto il mondo per condividere la nostra ‘Guida per le dogane’, in modo da rendere uniformi le nomenclature: già disponibile in italiano, inglese, thailandese e spagnolo, in occasione del Congresso abbiamo annunciato la sua traduzione in arabo, portoghese, tedesco, francese, cinese e giapponese”.



“In arrivo una guida-decalogo sui comportamenti responsabili dei venditori quando si parla di diamanti, pietre e perle”

Loredana Prosperi


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Loredana Prosperi

Il congresso Cibjo a Bogotà è stato non solo il luogo deputato a ospitare la discussione sui temi più caldi per il settore, ma anche – come dimostrano le tante iniziative lanciate – quello per tirare le somme sulle azioni concrete che il settore può mettere in atto per rendere la sostenibilità una realtà quotidiana. Tra queste, una guida – a breve in distribuzione – che contiene la lista delle cose “da fare” e “da non fare” quando si parla di diamanti, pietre preziose e colorate e perle.

“L’obiettivo è, come sempre, quello di tutelare il consumatore – spiega Loredana Prosperi, responsabile del laboratorio gemmologico dell’IGI e membro della Commissione Corallo di Cibjo, che ha partecipato a tutti gli incontri in Colombia -: ecco perché nasce questa piccola guida, con lo scopo di essere d’ausilio a coloro che vendono diamanti, pietre preziose colorate, perle e / o prodotti artificiali, a comprendere gli obblighi che hanno nei confronti dei propri clienti e le interazioni raccomandate. Per esempio, quando si vende un diamante sintetico, va specificato che si tratta di un prodotto artificiale, usando le specificazioni “synthetic”, “laboratory-grown” o “laboratory-created”: la nostra posizione è che il diamante è naturale quando proviene dalla terra e quando non ha subito alcun trattamento. Naturalmente, il contenuto di queste pagine non sostituisce le definizioni descritte nei singoli Blue Books di Cibjo, che ogni operatore è invitato a leggere e conservare”.

Quanto sono cruciali i passi compiuti durante il Congresso per il mondo orafo?
“Secondo la mia opinione – prosegue Loredana Prosperi – una delle svolte è rappresentata dalla possibilità di caratterizzare il corallo tramite un’analisi del Dna. Siamo in presenza oggi di una prova scientifica sulla specie. Allo stesso tempo, è rilevantissimo l’utilizzo della tecnologia blockchain: il corallo è un materiale perfetto per questo tipo di tracciabilità, dando garanzia certa di tutti i controlli da quando viene pescato a quando arriva tra le mani del consumatore”.



 “La trasparenza aiuta soprattutto le piccole e medie imprese”

Azzurra Cesari (Cesari & Rinaldi Gemmai Futurgem Srl):


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Azzurra Cesari

È stata la sua ‘prima volta’ in Commissione Corallo: Azzurra Cesari, project manager di Cesari & Rinaldi Gemmai Futurgem – azienda specializzata nel taglio di pietre di colore ma anche di corallo – e da sempre impegnata sul fronte della sostenibilità. “Sono stata coinvolta direttamente da Enzo Liverino – ha commentato – che si dedica anima e corpo alla diffusione di un principio fondamentale per il settore, e cioè la giusta informazione nel mondo del corallo e del gioiello in generale. Il Blue Book approvato per la prima volta tre anni fa è uno dei risultati del lavoro corposo della commissione, che può aiutare soprattutto gli operatori di piccole dimensioni. Un esito reso possibile grazie all’impegno di esperti provenienti da ogni parte del mondo e degli istituti gemmologici di molti paesi”.

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Paolo Cesari

Ha assistito alle riunioni del Congresso anche Paolo Cesari, Ceo della Cesari & Rinaldi Gemmai e presidente di Assogemme. “La Cibjo merita un plauso per l’operazione globale di coinvolgimento del comparto – commenta – in quello che è un tema non più procrastinabile, l’eticità del settore. È tangibile la volontà di unire le forze con tutte le voci della filiera: il Congresso è stato di grande insegnamento e ha affrontato tutte le questioni aperte, indicando al contempo la giusta via per risolverle”. 

 



In Bahrain il prossimo Congresso Cibjo


Il Meeting mondiale della Cibjo si è concluso dopo 3 giorni di incontri pre-congressuali e due giorni di lavori con la visita della vicepresidente della Colombia, Marta Lucia Ramirez, durante una sessione alla quale hanno partecipato anche 200 membri della Camera di commercio del distretto di gioielli di Bogotá. L’intervento di Marta Lucia Ramirez ha delineato le sfide della Colombia in generale e della comunità imprenditoriale in particolare sottolineando la crescente importanza e l’espansione del settore della gioielleria. “Questo è stato il congresso più proficuo della storia di Cibjo – ha concluso Gaetano Cavalieri -: quello che abbiamo fatto a Bogotà è stato esaminare ciò che sta accadendo intorno a noi e discutere e implementare le strategie che equipaggeranno il nostro settore per il futuro”.


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Da sinistra: Pramod Kumar Agrawal, presidente dell’India’s Gem & Jewellery Export Promotion Council, Marta Lucia Ramirez, vicepresidente della Colombia, Kenneth Scarratt, presidente della Commissione Perle di Cibjo. e Gaetano Cavalieri, presidente Cibjo

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Marco Carniello

Al Congresso hanno partecipato i rappresentanti delle Associazioni di categoria di ogni parte del mondo, enti fieristici, aziende ed esponenti accademici. Presente come uditore agli incontri anche Marco Carniello, direttore della divisione ‘Jewellery & Fashion’ di Italian Exhibition Group, che – grazie al lavoro di Cibjo – ha visto il rinnovo, lo scorso marzo, dell’accreditamento per la promozione e l’implementazione delle attività relative alla Corporate Social Responsibility (CSR) da parte del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. “Il Congresso ha messo in atto un grande lavoro – ha commentato Carniello – che vede l’impegno congiunto di tutti gli attori coinvolti nel mondo della gioielleria. Riunire intorno allo stesso tavolo ogni voce del comparto sul tema della sostenibilità sembra scontato, ma non lo è”.  

A Bogotà, infine, è stata indicata anche la sede del prossimo Congresso CIBJO, che si svolgerà nel novembre 2019 in Bahrain, ospitato dal Bahrain Institute for Pearls & Gemstones DANAT.


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