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Confindustria Moda, taglio del nastro a Milano

Il 15 maggio Confindustria Moda ha inaugurato la nuova sede in Via Villasanta a Milano. Il taglio del nastro nel pomeriggio, alla presenza del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. Claudio Marenzi, presidente di Confindustria Moda: “Questi sono momenti storici per il made in Italy”.

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Completata in tempi record tra agosto 2017 e Gennaio 2018, è realtà la nuova sede di Confindustria Moda a Milano, punto di arrivo di un percorso di sinergie positive tra settori di competenza diversi ma complementari, che hanno dato luogo a quello che si pone oggi come interlocutore fondamentale per chiunque voglia confrontarsi sui temi del tessile, della moda e degli accessori.

Avevano visto giusto Claudio Marenzi e Cirillo Marcolin quando già nel 2005 traghettarono tutte le associazioni di categoria legate al comparto moda e accessori, verso la costituzione di Sistema Moda Italia e Fiamp. A seguire l’intuizione di Confindustria Moda, collettore di associazioni di categorie di settore: un’unica sede istituzionale comune in cui confrontarsi, e affrontare insieme le sfide del mercato odierno.

I servizi sono uno dei punti cardine della Federazione, che offre consulenza alle imprese associate in aree di intervento strategico quali Affari Legali, Relazioni Industriali e Formazione.


“Confindustria moda è nata con l’intento di dare una casa comune alle esigenze delle aziende associate alle diverse associazioni aderenti” ha commentato il vicepresidente Marcolin.


Un unico sistema di rappresentanza globale, quindi, in un paese come l’italia dove il settore manifatturiero la fa da padrone, superato soltanto da quello metalmeccanico.

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Durante la cerimonia d’inaugurazione sono state anche presentate le stime di crescita del settore Tessile Moda e Accessorio nel 2017 che registrano una dinamica di crescita pari al +32%, circa 94,2 miliardi di euro.


Tra i settori Best Performer, con incrementi a doppia cifra Pelletteria, Pelliceria e Oreficeria, che da sola occupa una fetta pari all’11% dell’export dello scorso anno, confermando un incremento positivo.

 

 

 


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