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Confindustria Federorafi: La marcia rosa

QUATTRO DONNE AI VERTICI NAZIONALI E PROVINCIALI DI CONFINDUSTRIA FEDERORAFI


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Un numero che sfida gli ultimi studi sul tema, come il recente “The Glass Runway” condotto dal Council of Fashion Designers of America con Glamour e Mc Kinsey & Company, secondo il quale, a fronte di un pubblico di acquirenti per lo più femminile, il mondo del fashion pecca ancora in termini di ruoli di rilievo assegnati alle donne.


Dalla presidente nazionale Ivana Ciabatti e la sua vice Claudia Piaserico, alla prima donna mai nominata a capo di Federorafi (nel 2011), Licia Mattioli, oggi Vice Presidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria e membro del Cda dell’agenzia Ice, fino al vertice della sezione orafi di Confindustria Toscana Sud Giordana Giordini: quattro caratteri differenti ma accomunati da un fattore, la determinazione. Tra preconcetti e apprezzamenti, dai loro racconti apprendiamo che il loro percorso è stato difficile, sì, ma anche ricco di traguardi. A Preziosa Magazine si sono svelate nella loro veste di donne, ancor prima che di figure istituzionali.


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Ivana Ciabatti

“All’inizio è difficile affermarsi, ma una volta dimostrata la propria professionalità la strada è tutta in discesa”


Già presidente della sezione orafi di Confindustria Arezzo, Ivana Ciabatti – amministratore unico di Italpreziosi e ad di Goldlake – è alla guida nazionale di Federorafi dal 2015. Nata in provincia di Arezzo e cresciuta in campagna, è appassionata di viaggi – “Ho girato ¾ di mondo”, dice – e di arte ed è fortemente impegnata nel sociale. “Devo tutto quello che ho alla fiducia che la mia famiglia ha riposto in me – racconta -: è una medicina per i figli, ed è quello che ho cercato di trasmettere anche alle mie due ragazze. Ho origini contadine, quando ero piccola guardavo il cielo stellato e viaggiavo letteralmente con la fantasia: mi bastava questo per essere felice. Crescendo, mi sono iscritta a Economia e commercio ma, iniziando a lavorare, non sono riuscita a laurearmi. Eppure non ho mai smesso di studiare, lo faccio ancora oggi”.

La carriera le ha creato qualche difficoltà? “Forse come mamma devo attribuirmi qualche mancanza – ammette – ma poi vedo le mie figlie forti e indipendenti e penso che una mamma scontenta non trasmetterebbe positività e gioia, così alla fine sono felice di essermi buttata a capofitto anche nel lavoro”. Piena di energia, ottimista, volitiva ma anche fortunata: così si definisce Ivana Ciabatti.

Essere donna le è stato d’ostacolo?Se il mondo della gioielleria ne è pieno – precisa – quello delle miniere e dell’affinazione dei metalli è prettamente maschile. All’inizio è difficile affermarsi, ma una volta dimostrata la propria professionalità la strada è tutta in discesa”. Un sogno nel cassetto? “Un mondo in cui il business vada di pari passo con il benessere della collettività”.


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Claudia Piaserico

“A parte un atteggiamento iniziale di distanza, non ho mai subito discriminazioni”


Al vertice di Federorafi, con Ivana Ciabatti in qualità di vice c’è Claudia Piaserico, che ha appena terminato il suo ultimo mandato come presidente degli orafi di Confindustria Vicenza. Una storia diversa, con una carriera da avvocato interrotta per inseguire un sogno, con il sostegno incondizionato del marito che le è accanto dal 1994. Alla montagna preferisce il mare, sogna l’Africa e adora cucinare: oggi mamma (felice) di Mario, Claudia Piaserico ha sfidato il desiderio paterno di stare lontana dall’azienda di famiglia (la Misis, di cui oggi è direttore creativo). Azienda che il suo ingresso (“ho iniziato al centralino”, precisa) e quello di suo fratello hanno trasformato da realtà di grossista a brand. “Ho iniziato a scoprire la mia passione disegnando tre spille che abbiamo portato in fiera a Vicenza – racconta -. Visto il successo ho proseguito e pian piano la Misis è diventata ciò che è”.

E suo padre?Alla fine mi ha accolto. Credo che la prima volta che mi ha manifestato apertamente il suo riconoscimento sia stato al Premio Bellisario per il design Made in Italy, nel 2011”.

Come si è ritrovata in Confindustria? “L’allora presidente Vescovi mi volle in Consiglio, all’epoca ero l’unica donna e mi sono sentita da subito protetta, supportata e valorizzata”, spiega, e poi aggiunge: “Nella mia carriera qualche diffidenza l’ho sentita, soprattutto con i clienti arabi. Però a parte un atteggiamento iniziale di distanza, non ho mai subito discriminazioni”.

Per lei, la “questione di genere” non esiste, ma per la tutela delle donne nel mondo del lavoro c’è ancora da fare. “Molte aziende si stanno facendo carico di garantire condizioni adeguate alle mamme – dice -: creandole, ne beneficiano gli affari. Se le persone non sono felici le aziende perfomano meno”.


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Licia Mattioli

“Il vero problema di oggi è conciliare lavoro e famiglia e dovremmo prendere spunto dai paesi che fanno meglio di noi”


Anche per Licia Mattioli, torinese, Ceo della Mattioli Spa, prima donna al vertice di Confindustria Federorafi e due volte mamma, la questione di genere non esiste. “Essere donna o uomo, cambia poco se vali”, esordisce. Ricorda solo due aneddoti legati al genere: il primo, in Giappone, quando durante una riunione con due colleghi fu palesemente ignorata finché non ebbero letto il nome e la qualifica sul bigliettino da visita. “Da quel momento, fu un susseguirsi di riverenze”, racconta divertita. “La seconda volta invece ero in Arabia Saudita, quando al termine di un incontro di lavoro mi fu chiesto da un collega se volevo essere la sua seconda moglie. Gli risposi che avevo già un marito e mi andava bene così”.

Si definisce volitiva, curiosa, sempre alla ricerca di nuove sfide. Legge tanto, soprattutto gialli, per farsi trascinare in altri mondi, ma anche libri sul business e sulla gestione della creatività. “Il vero problema di oggi è conciliare lavoro e famiglia – ammette – e dovremmo prendere spunto dai paesi che fanno meglio di noi”.

Un consiglio per i più giovani? “Non mollare mai, perché c’è sempre una soluzione”.


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Giordana Giordini

“Mia mamma mi ha sempre guidata; quello che sono, anche con i miei figli, lo devo a lei”


È diventata mamma giovanissima, ma questo non le ha impedito di dedicarsi alla carriera: Giordana Giordini, diploma di ragioniera e a capo degli orafi di Confindustria Toscana Sud, si è divisa tra la sua Arezzo e le Americhe (Usa e Messico soprattutto), dove ha anche vissuto. La sua azienda, la Giordini, fu fondata dalla madre Olga. “Ancora oggi è la prima ad arrivare e l’ultima ad andare via”, precisa. È stata lei a trasmetterle la passione per il lavoro: “Mi ha sempre detto: ‘Anche se quello che guadagni lo spendi in baby sitter va’ avanti, perché la vita è tua. E un giorno sarai orgogliosa’. Il suo esempio mi ha sempre guidata; quello che sono, anche con i miei figli, lo devo a lei. Mi sono separata quando erano piccoli e questo ha reso tutto più difficile, ma ce l’abbiamo fatta”. Oggi, Jacopo, 30 anni, e Costanza, 24, lavorano con lei, rispettivamente nel commerciale e nel design. “A loro ho trasmesso l’amore per i viaggi, soffriamo tutti il ‘Mal d’America’: sono affascinata dal loro way of life e dalla meritocrazia diffusa”.

Essere donna, secondo lei, dà una marcia in più. Qualche intoppo? “L’episodio più duro della mia vita è accaduto in Messico, dove sono stata vittima di un sequestro lampo mentre ero in un taxi. Da allora, quando sono all’estero, li prendo ancora con difficoltà. Ma ad ogni modo sarebbe successo anche se fossi stata uomo: per fortuna è finita bene. Più che altro, il mio carattere autoritario ed esuberante a volte crea qualche diffidenza, negli Emirati per esempio, ma poi riesco sempre a creare un rapporto bellissimo con tutti”.


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